Scritto domenica 01 febbraio 2015

In: Ambiente e Animali | 1 Commento

Religioni, Ecologia e Uomo: quali sono le correlazioni?

religione ecologia

Complotti, offese religiose, fanatismo, petrolio, servizi segreti, libertà, chi provoca e chi reagisce, chi offende e chi uccide, non manca niente. Oppure manca qualcosa?

Le istituzioni che rappresentano Cristianesimo, Ebraismo, Islam sono in realtà sempre state in lotta, con fasi alterne e qualche pausa.

Queste istituzioni hanno come caratteristiche “comuni”:

  • Credono fermamente in un Dio personale ed esterno al mondo, creando un dualismo fortissimo nel pensiero umano (Creatore–creatura o Dio-mondo);
  • Considerano semplicemente come “ambiente dell’uomo” (visione antropocentrica) un complesso di venti-trenta milioni di specie di esseri senzienti, con tutte le relazioni che li legano e gli ecosistemi che li comprendono. Non hanno alcuna considerazione per il mondo naturale, visto come al servizio dell’uomo, essere del tutto privilegiato e diverso;
  • Non danno importanza a questa vita, rimandano tutto all’altra vita (che sarebbe eterna), dove gli umani (e soltanto loro!) saranno premiati o puniti;
  • Considerano “verità” qualcosa accaduto negli ultimi tremila anni (o meno), senza accorgersi che si tratta di un milionesimo dell’esistenza della Vita e di un millesimo della storia dell’umanità. Si basano su pochi libri considerati “sacri e intoccabili” e su alcuni uomini storicamente vissuti;
  • Mente estesa, Anima del Mondo, Inconscio Ecologico, Animismo, esseri senzienti, Madre Terra: non sanno neanche di cosa stiamo parlando, o fanno finta di non saperlo. Forse perché se ci sono queste idee di fondo, o comunque se si trova la Divinità immanente nella Natura, non c’è più bisogno di intermediari: quelle tre visioni del mondo (che in realtà sono una sola) possono andare a casa.

Dal punto di vista filosofico, le tre religioni abramitiche (Cristianesimo, Ebraismo, Islam) sono praticamente uguali: forse è proprio per questo che sono sempre state in forte contrasto fra loro, con fasi alterne.

La parte laica dell’Occidente si scosta da qualcuno dei punti citati, ma ha fatto un’alleanza con la parte “religiosa”, ha sostituito il merito selettivo dell’evoluzione biologica al diritto divino conservando alla nostra specie tutti i suoi privilegi e il suo distacco dal mondo naturale, in netto disaccordo con le sue stesse conoscenze.

Ora veniamo a quanto sta accadendo in questo periodo.

Le estrapolazioni in avanti di moltissimi fenomeni in corso (fra cui soprattutto l’aumento della popolazione umana sul Pianeta, 80-90 milioni all’anno, e la crescita dei consumi) danno risultati palesemente paradossali già attorno all’anno 2030: non vi si potrà arrivare così, tranquillamente, continuando come ora. L’innesco di “qualcosa” che faccia arrestare molte tendenze attuali, come la crescita economica, è da attendersi entro la fine di questo decennio. Nessuno ci pensa semplicemente perché ogni modello culturale umano è incapace di concepire la propria fine.

Uno dei modi con cui la Terra inizia a difendersi dalle distruzioni provocate dalla nostra civiltà può essere il sorgere di esaltazioni fanatiche (e contro-fanatiche), in una gran parte dell’umanità. Ne scoppierebbe una violenza diffusa a pelle di leopardo, senza fronti di guerra, ma che potrebbe essere l’innesco della fine della civiltà industriale, che crede di poter arrivare presto a una Terra con 12 miliardi di individui di un Primate di 80 Kg che pretende anche di mangiare carne.

Non importa ipotizzare che la Terra sia un essere senziente (non necessariamente cosciente) come nella teoria di Gaia: possiamo anche considerarlo un sistema complesso in evoluzione, in procinto di recuperare le sue capacità omeostatiche e riportarsi in una situazione consona con i suoi tempi di variazione, che sono diecimila volte più lunghi di quelli che caratterizzano i processi attuali.

Una forma di collasso è non soltanto possibile, ma quasi-utile, per salvare il Complesso dei Viventi, in gravissimo pericolo: questa civiltà ha ormai invaso il pianeta e il numero di umani ha largamente superato ogni valore tollerabile.

  Forse la nostra specie ha la possibilità di influire sui grandi eventi più o meno quanto un gabbiano ha il potere di modificare l’andamento delle tempeste. Il gabbiano può volare con il vento a favore o contro, può rifugiarsi sulla scogliera in attesa che finisca il turbine. La tempesta sono le Forze Sistemiche (anche mentali) del Complesso “Terra” o “Ecosistema”, il gabbiano è una sua piccola componente, come gli altri esseri senzienti. Le possibilità della nostra specie sono dello stesso tipo.

Terminerò in modo “ottimistico” (si fa per dire): l’attuale civiltà industriale sempre-crescente è il modello culturale umano più distruttivo per la Vita che sia mai comparso sulla Terra. Quindi la sua prossima fine dovrebbe rallegrarci. Bisognerà comunque gestire la transizione, e non sarà facile.

 … E il bonobo trasmise alla mente dell’ateo, con una simpatica risata: “Ma perché ti preoccupi tanto di dimostrare che Dio non esiste? Allora sei anche tu un fanatico religioso. Vieni con me a saltare fra gli alberi della foresta!

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Informazioni sull'Autore

Guido Dalla Casa


Guido Dalla Casa è nato nel 1936 a Bologna, dove ha frequentato il Liceo Scientifico e si è laureato in Ingegneria Elettrotecnica. Dal 1959 al 1997 ha svolto l’attività di dirigente dell’ENEL nelle aree tecnica e commerciale della distribuzione, nelle sedi di Torino, Vercelli, Milano e Brescia. Ora vive a Milano, dove fa parte del Gruppo Ecologia ed Energia dell’ALDAI. Dal 1970 circa si interessa di filosofia dell’ecologia e di filosofie orientali e native. E’ docente di Ecologia Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini (Università di Urbino). Tiene corsi di Scienze Naturali ed Ecologia Profonda come docente volontario alla UNITRE di Saronno e in altre UNITRE dell’area milanese. Ha pubblicato alcuni libri: L’ultima scimmia (1975) per la Casa Editrice MEB, Ecologia Profonda (1996) per l’Editrice Pangea, Inversione di rotta (2008) per Il Segnalibro, L’ecologia profonda. Lineamenti per una nuova visione del mondo (2008) e Guida alla sopravvivenza (2010) per Arianna, Ambiente: Codice Rosso (2011) per l’Editrice Jouvence, oltre a numerosi articoli su varie Riviste, quasi tutti su argomenti di ecologia profonda.

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