Scritto sabato 02 marzo 2013

In: Fisica Quantistica | Nessun Commento

Neutrini e Bosoni

Nel corso del 2012 vi sono stati due annunci “clamorosi” da parte degli scienziati del CERN di Ginevra: si sono trovati dei neutrini che viaggiano più veloci della luce e si è provata l’esistenza del bosone di Higgs, la “particella di Dio”. Mi sembra opportuna qualche considerazione sul modo di procedere della scienza ufficiale e sulle modalità con cui vengono divulgate le notizie sulle scoperte scientifiche.
Nella mia cantina si trovano ancora articoli di 30-40 anni fa scritti da autori al di sopra di ogni sospetto (Prof. Recami e Prof. Fracastoro Decker) pubblicati su prestigiose riviste scientifiche in cui vengono descritte entità con velocità superiori a quella della luce: venivano chiamate tachioni. Quindi non si tratta di grandi novità o di “stranezze” completamente inattese. Inoltre il fenomeno dell’entanglement, largamente conosciuto dai fisici d’avanguardia, comporta un legame assolutamente istantaneo (cioè a velocità infinita) fra entità anche lontanissime. I fenomeni non-locali sono noti da tempo, anche se mai completamente accettati dagli scienziati “ortodossi” meccanicisti-materialisti-cartesiani che si autoproclamano “la scienza” e che venerano la relatività ignorando di fatto le conseguenze della fisica quantistica.
In una trasmissione televisiva sulla scoperta, ho visto i neutrini raffigurati come “palline”, e questo perpetua la solita visione meccanicista, anche se sappiamo che non esiste alcuna particella, né alcun “mattone fondamentale della materia”, ma solo configurazioni in una rete di relazioni. Sembra poi che la fisica ufficiale, l’unica che viene divulgata, ignori il vuoto quantistico e l’impossibilità di definire una “massa”. Oggi sappiamo che c’è solo una danza di energie e che si tratta di energie anche mentali. Sembra che ottant’anni siano passati invano.
Si è subito parlato di “esperimenti” per confermare o confutare la clamorosa scoperta (poi semi-smentita). A nessuno salta in mente che i neutrini avranno o non avranno una velocità maggiore di quella della luce a seconda di come è, o sarà, l’inconscio del sistema “CERN-Gran Sasso-sperimentatori-pubblico”. Ma si vuole continuare a far credere, anche in buona fede, che esiste una “realtà” indipendente e che è lì da sempre in attesa di essere finalmente “scoperta” da qualcuno. Non si vuole ammettere che anche le leggi fisiche sono variabili e gli eventi non totalmente prevedibili.
In seguito, è arrivata un’altra notizia: il bosone di Higgs esiste. Non penso che molti si siano preoccupati di chiedersi che senso ha questa affermazione, come non credo che nella brillante équipe di scienziati del CERN ci sia qualche filosofo della scienza.
Stavano cercando da molti anni la “particella di Dio”, una delle cosiddette particelle elementari, ormai troppo numerose per essere “costituenti fondamentali” o qualcosa di simile. Eureka! La particella esiste.
Le apparecchiature erano state preparate e modificate più volte e da lungo tempo, ma sempre per rispondere secondo due alternative: “esiste” oppure “non esiste”. La solita domanda binaria, a risposta univoca. Tutto è fatto come se il famoso bosone “esistesse” o “non esistesse” da quindici miliardi di anni, o da sempre, e aspettasse di essere “scoperto” da qualcuno. Ma forse non poteva non essere trovato, perché la carica dell’inconscio nella direzione di “esiste” era molto forte: allora è stata “provata la sua esistenza”. Oppure ha cominciato ad esistere. Finiamo per trovare tutto quello che cerchiamo, pur di cercarlo in un certo modo.
Inoltre, l’ipotesi che le leggi fisiche e le cosiddette costanti universali restino invariate per miliardi di anni, o per sempre, è una pura speculazione filosofica, che le rende una specie di divinità. Dovremmo lasciar variare anche loro, come tutto il fluire del mondo … oppure, secondo l’affermazione di un noto fisico del ventesimo secolo:
“L’unica legge è che non c’è nessuna legge” (John Archibald Wheeler).
Mi domando se ci sono delle particelle, o solo configurazioni in una rete di relazioni in perenne mutamento. L’Inconscio Collettivo (Ecologico) di Jung è forse il Campo di Planck. Ma chi mescola mente e materia è visto con grande sospetto dalla scienza ufficiale, l’unica che viene divulgata, anche se è passato quasi un secolo dall’interessante scambio di opinioni sul tema fra Carl Gustav Jung e Wolfgang Pauli.
Senza voler togliere nulla al brillante lavoro degli scienziati di Ginevra, forse il bosone di Higgs è là che oscilla fra l’esistenza e la non-esistenza, come ha sempre fatto. Ora è uscito dalle pagine dei giornali per tornare dove è sempre stato: in una danza di energie fra l’Essere e il Nulla.

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Informazioni sull'Autore

Guido Dalla Casa


Guido Dalla Casa è nato nel 1936 a Bologna, dove ha frequentato il Liceo Scientifico e si è laureato in Ingegneria Elettrotecnica. Dal 1959 al 1997 ha svolto l’attività di dirigente dell’ENEL nelle aree tecnica e commerciale della distribuzione, nelle sedi di Torino, Vercelli, Milano e Brescia. Ora vive a Milano, dove fa parte del Gruppo Ecologia ed Energia dell’ALDAI. Dal 1970 circa si interessa di filosofia dell’ecologia e di filosofie orientali e native. E’ docente di Ecologia Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini (Università di Urbino). Tiene corsi di Scienze Naturali ed Ecologia Profonda come docente volontario alla UNITRE di Saronno e in altre UNITRE dell’area milanese. Ha pubblicato alcuni libri: L’ultima scimmia (1975) per la Casa Editrice MEB, Ecologia Profonda (1996) per l’Editrice Pangea, Inversione di rotta (2008) per Il Segnalibro, L’ecologia profonda. Lineamenti per una nuova visione del mondo (2008) e Guida alla sopravvivenza (2010) per Arianna, Ambiente: Codice Rosso (2011) per l’Editrice Jouvence, oltre a numerosi articoli su varie Riviste, quasi tutti su argomenti di ecologia profonda.

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