Scritto giovedì 03 agosto 2017

In: Pratiche | Nessun Commento

La metafora del treno per capire come funziona il Plesso Solare

Parliamo del  Plesso Solare e di temi come girare pagina quando una esperienza è terminata, il lasciar andare senza strascichi, rimpianti, rimorsi o qualsiasi tipo di sospeso.
Possiamo senz’altro procedere per analogie, e riconoscere che se non riusciamo a digerire un boccone, tutto si ferma sullo stomaco, e se questo organo non produce correttamente le sostanze per la digestione, il cibo arriva all’intestino e quest’ultimo non riesce ad estrarre i nutritivi che servono a nutrire a livello profondo l’organismo e poi a eliminare gli scarti di cibo non utili.
Quando parliamo di Plesso Solare siamo in questo spazio, siamo in una fase della digestione non solo di alimenti ma anche di esperienze. Infatti quello che per noi può essere inteso come cibo e nutrimento si può estendere a molto altro che a un semplice panino al prosciutto.
Quello che non si sa invece, è che a seconda che il Plesso Solare sia definito (colorato) o aperto (bianco), si avrà un modo diverso di funzionare a livello di emozionalità e quindi di digestione e chiusura corretta di esperienze, ovvero senza strascichi vari. Non si può affermare che tutto nella nostra vita si risolva come per magia una volta che si è compreso come si funziona, ma per lo meno si comprendono molte azioni e re-azioni emotive che abbiamo vissuto nella nostra vita.
I processi di digestione delle esperienze seguono modalità  e tempi diversi, a volte sono lenti a volte più veloci. Sono tutte variabili legate alle attivazioni che abbiamo per disegno. Abbiamo il nostro modo unico di processare le esperienze, oppure il nostro modo è variabile a seconda del condizionamento emozionale che riceviamo?
  • Plesso definito = Sistema e Modo definiti di processare le esperienze
  • Plesso aperto = Sistema e Modo variabili di processare le esperienze

Non c’è un modo migliore o peggiore, sono semplicemente due modi diversi di vivere le emozioni e processare le esperienze

Che cosa accade di solito quando ci connettiamo alle emozioni che proviamo in un dato momento? Ci colleghiamo alla paura, specie a quella di essere feriti in uno spazio interiore. Le attivazioni emozionali sono pertanto collegate a delle paure profonde, ma si sa che il potenziale che abbiamo è proprio quello di affrontare la paure, di trascenderle e da lì di uscirne rafforzati ma perché si è compreso, integrato, estratto il nutriente che ci serviva per il prossimo passo in avanti nella vita.
Chi ha un Plesso definito avrà delle paure definite con cui interagire e confrontarsi. Chi ha un Plesso aperto ha il potenziale di interagire con un range più ampio di paure emozionali perché è ricettivo e naturalmente predisposto a essere condizionato da più fonti, ma allo stesso tempo può essere anche più fragile specie se decide della sua vita sulla base di paure non sue o vive in ambiente interiore emozionale passato in cui ri-sente un malvissuto emozionale non trasceso.
Tuttavia così come il condizionamento emozionale porta più paure da trascendere, al contempo però può accelerare i processi di digestione e integrazione delle esperienze. Di conseguenza è veramente importante riuscire a decidere con la propria Autorità interna il tipo di condizionamento a cui sottoporsi. Quando è possibile, si intende.
Immaginiamo di fare un viaggio. Il nostro viaggio inizia da A per andare a Z e viaggiamo in treno perché è un viaggio lungo e a noi piace osservare dal finestrino i paesaggi che cambiano.

P.S. vi rimando a questa pagina Facebook dove due persone splendide che ho conosciuto un po’ di tempo fa testimoniano le emozioni che provano girando il mondo e che guarda caso si chiama Viaggio Emozione

Se pensiamo alle emozioni come a un treno che corre veloce lungo i binari, possiamo pensare ai paesaggi che vediamo attorno a noi come il risultato dell’osservazione del territorio grazie al fatto che ci facciamo trasportare da quel treno. Alla fine del viaggio avremo visto una regione in lungo e in largo, dai monti fino al mare, stando nel timore e nella paura di non sapere che paesaggio troveremo quando usciamo dalla prossima galleria e che magari abbiamo buttato i soldi in un viaggio che alla fine non ci piace.
Però quelle gallerie dobbiamo attraversarle. Galleria dopo galleria, paesaggio dopo paesaggio, solo con il tempo e con la curiosità di stare al finestrino a vedere che cosa ci succede dentro mentre stiamo osservando il panorama, si costruisce la visione di insieme del territorio, solo col tempo e la pazienza. Solo quando arriviamo alla stazione di arrivo potremmo essere certi che quel luoghi visitati facevano al caso nostro.

Il viaggio di elaborazione delle esperienze del Plesso solare è lungo, c’è bisogno di pazienza ed è pieno di incognite, solo alla fine sai se ti è piaciuto.

Se un Plesso aperto decide di prendere un treno piuttosto di un altro sarà condizionato a vedere il territorio attraverso una precisa sequenza di paesaggi, per esempio dai monti al mare. Tuttavia se avesse preso un altro treno, il viaggio sarebbe potuto essere dal mare ai monti e quel territorio, visto da quella prospettiva non fa più al caso suo. In ogni caso, che sia un treno o un altro, è una prospettiva condizionata da un preciso stato.

Magari la prossima volta ne proviamo un altro di treno va, preferisco il locale, quello diretto salta troppe fermate per i miei gusti.

Se non conosci ancora il tuo disegno e vuoi verificare se hai il Plesso solare definito, ovvero se il tuo viaggio emozionale va sempre dai monti al mare oppure hai il Plesso aperto e vuoi capire come cambia la tua percezione in base al tipo di treno su cui sali, puoi scaricarlo gratuitamente QUI o QUI e magari cogliere l’opportunità di approfondire questo aspetto che ti riguarda con una sessione individuale. In questo ultimo caso, contattami e volentieri ti guiderò.

© 2017, Quantic Magazine. Vietata la riproduzione anche parziale dei testi senza l’autorizzazione della redazione. Tutti i diritti riservati.
Per eventuali richieste contattare la redazione: redazione@quanticmagazine.com. Grazie.

Informazioni sull'Autore

Monica Comar


Dopo la laurea in Scienze politiche ho svolto diverse mansioni in ambito amministrativo e, parallelamente a ciò è cominciato il mio percorso di studi personale e di ricerca spirituale. Le scelte che ho fatto mi hanno condotto presso un centro spirituale dove per circa dieci anni ho praticato e sperimentato tecniche meditative e di lavoro personale secondo i principi di quarta via di G J Gurdjeff e allo stesso tempo ho vissuto nel corpo i movimenti energetici grazie alle pratiche di tai chi e il chi gong. Sempre nel medesimo centro ho sperimentato diverse tipologie di meditazione per il rilassamento fisico e per la guarigione fisica e animica secondo i principi taoisti e le tecniche di lunga vita. Successivamente mi sono dedicata a forme di meditazione e visualizzazione creativa finalizzate al benessere psicofisico sulla base dei principi della psicocibernetica di base e avanzata (Maxwell Malz). In seguito ho accresciuto le mie esperienze e attraverso corsi di astrologia di base e karmica nei quali ho appreso la lettura dei temi astrologici, e karmici singoli e di coppia. Già dal 2006 i miei interessi si sono spostati sugli effetti dei blocchi psicologici sul corpo e in particolar modo nell’ambito della salute, così ho approfondito queste tematiche con seminari di biopsicosomatica (J.C. Badard). Nel 2009 ho avuto il primo incontro con Human Design System® ed ho cominciato la formazione per diventare analista secondo il programma internazionale di formazione IHDS (International Human Design School) presso Human Design Italia. Ho conseguito la qualifica di Living Design Guide per tenere i seminari pratici di applicazione del sistema e rilasciare consulenze individuali di lettura del disegno.

Scopri tutti gli articoli di:

Lascia un Commento


informazione pubblicitaria