Scritto venerdì 04 gennaio 2013

In: Miti, Tradizioni e Simbologie | Nessun Commento

Oltre la Storia: Interpretazione Psicologica di “Le Cronache di Narnia”

the-chronicles-of-narnia-wallpapers_15738_1024x768“Sono favole, fantasie…!” Quante volte si dice questa frase per indicare che il contenuto espresso non ha alcuna attinenza con la realtà? In Psicologia però tutto ciò che l’Essere Umano esprime, ha un senso anche quando non sembra così. Nella letteratura per ragazzi in particolar modo, possiamo trovare una moltitudine di simbologie già abilmente ricostruite da C. G. Jung coniatore, tra le altre cose , dell’inconscio collettivo. Ecco che da lui parte un lavoro mirabile (M. L. Von Franz fu una delle più abili esponenti di questo tipo di interpretazioni psicologiche) atto a rintracciare elementi simbolici all’interno di questo genere di opere (Fiabe, Favole, Racconti per ragazzi…) per ricostruire poi un percorso dinamico all’interno della psiche umana.
Quello che intendo proporvi con questa Rubrica è un mio lavoro interpretativo delle Cronache di Narnia di C. L. Lewis. Il mio proposito è di esporre in ogni numero della rivista alcune di queste storie e la relativa interpretazione in una modalità accessibile a tutti. Infatti è mia intenzione dare ampia divulgazione di come sia possibile fare tesoro di un lavoro creativo come un fantasy per ragazzi, rendendolo un viaggio pericoloso ma altrettanto affascinante come quando decidiamo di avventurarci nel nostro Mondo Interno. Troveremo così personaggi, storie ed avvenimenti che corrispondono esattamente a ciò che accade inconsciamente e  consciamente tutti i giorni solo che, stavolta, non saremo spettatori bensì attori. Potremo cioè accorgerci di come siamo eroi inconsapevoli di quel meraviglioso Regno che è la Vita quotidiana.

Il Nipote del Mago
Capitolo I – La porta sbagliata

Sintesi
La storia inizia con due ragazzi, Polly e Digory che si incontrano in quanto vicini di casa. Il ragazzo (Digory) vive con gli zii in una casa che ha uno studio in soffitta a cui gli è proibito accedere. Nelle loro scorribande all’interno delle case che sono comunicanti, Polly trova un cunicolo che elegge  a rifugio segreto di entrambi . Trovano quindi una galleria che sbuca in una stanza arredata con scaffali, un camino , una poltrona ed un tavolo sul quale, tra le altre cose, c’era un vassoio di legno. Su questo due coppie di anelli brillanti di due colori diversi, giallo e verde. I ragazzi sono sorpresi perché dai loro calcoli il cunicolo sarebbe dovuto sbucare in una casa abbandonata. Lo sono ancora di più quando improvvisamente, proprio in quella stanza, compare lo zio di Digory, Zio Andrew.  Dopo averli scoperti chiude loro ogni via di fuga da quella stanza che si rivela quindi essere lo studio misterioso a cui era proibito accedere. Dopo la sorpresa la paura. I ragazzi cercano di convincere zio Andrew a farli uscire ma questi li tranquillizza ed offre a Polly un anello verde di quelli che si trovavano sul vassoio. La bellezza dell’anello fa avvicinare la ragazza che al solo tocco scompare lasciando Digory solo nella stanza con lo zio.

Interpretazione
I primi personaggi che incontriamo sono Digory e Polly , li associamo quindi al nostro lato maschile inteso come determinazione, decisionismo, virilità, e il nostro lato femminile inteso come la nostra parte sensibile, intuitiva, creativa; entrambi del nostro modo cosciente . Zio Andrew invece il nostro lato “cattivo” ossia la parte di noi (cosciente solo in parte) che inganna, mente per trarre profitto personale . Come molte storie, questa inizia casualmente: due ragazzi si incontrano e subito, spinti dall’interesse verso il mistero, si mettono a cercare, a scoprire posti nuovi. Questo si può leggere come quando un giorno spinti da un forte spirito di curiosità decidiamo di avventurarci a scoprire il nostro mondo interno. Perché non lo abbiamo fatto finora? Forse perché  qualche parte di noi ci dice che questo è proibito. Perché il rischio è quello di incontrare i nostri “orchi” interiori. In questo caso il nostro “Zio Andrew” la nostra parte ipocrita e codarda che fa sparire la nostra parte creativa ed intuitiva bloccando la nostra crescita. Ecco che da una trasgressione (la porta sbagliata) ne emerge un dramma. Cosa significa far sparire la nostra parte femminile (intesa nel senso di indifesa e più sensibile, vulnerabile) ? Cosa sta accadendo realmente? Per completare il quadro che ci consentirà di dare la risposta dovremo aspettare i prossimi capitoli.

Il Nipote del Mago
Capitolo II – Digory e lo zio Andrew

Sintesi
Digory terrorizzato dalla scomparsa di Polly viene minacciato dallo zio Andrew. Poi questi gli racconta di un incontro con una signora (Lefey) dalla si ritrova in possesso,  dopo  la sua morte, di una scatola proveniente da Atlantide. Nell’interno una polvere che se toccata conduce ad un mondo diverso, di un’altra dimensione. Lo zio Andrew produce con la polvere gli anelli gialli che usa in esperimenti su dei porcellini d’india i quali scompaiono (come è accaduto a Polly) perché passano a quel mondo. Così si pone il problema del ritorno in questo mondo (usando gli anelli verdi) per raccontare l’altra realtà. Questo è il motivo del coinvolgimento dei ragazzi. Digory è sconvolto per l’efferatezza del gesto dello zio, ma capisce che dovrà stare al gioco suo malgrado se vuole avere una possibilità di salvare Polly. Così il ricatto funziona: Digory accetta  portando con sé anche due anelli verdi per tornare con la sua amica in questa realtà.

Interpretazione
Siamo ormai oltre la “porta sbagliata”, uno sbaglio che ha un senso: se vogliamo crescere dobbiamo rischiare. Ed il timore si conferma: la nostra parte cattiva, che abbiamo tenuta nascosta a noi stessi (inconscio), agisce ingannandoci e ricattandoci, spiegandoci le sue “motivazioni” del suo modus operandi. Ormai non possiamo più tornare indietro, Zio Andrew ci appartiene ma anche Polly, se vogliamo evitare che la nostra parte vulnerabile (amor proprio in questo caso) venga danneggiata (disistima) dobbiamo andare più a fondo. Le ragioni e la storia di Zio Andrew sembrano non appartenerci, vengono da lontano (Atlantide) ma il presente non ci permette recriminazioni, dobbiamo riunirci ed andare più in fondo per vedere di cosa ha paura questa nostra parte cattiva. Paura di un mondo (inconscio) che solo con la nostra coscienza possiamo scoprire, ma anche col nostro coraggio.

– Fine Prima Parte

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Informazioni sull'Autore

Rodolfo Saraò


Laureato in Psicologia Clinica e di Comunità all'Università di Roma 'La Sapienza' di Roma, ha effettuato il tirocinio professionale presso il servizio Socio Psico Pedagogico di Via Settecamini di Roma. E’ iscritto all’Albo degli Psicologi. Esercita la professione fornendo servizi di consulenza psicologica e colloqui clinici individuali, di coppia e di gruppo. Conduce seminari teorico esperienziali e percorsi guidati sull’autostima nella sede di Roma di Erba Sacra e presso altre associazioni.

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