Scritto venerdì 04 novembre 2016

Ecologia, Pianeta Terra, Clima ed Inquinamento: 10 Libri da leggere per saperne di più

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Ecco dieci libri da leggere per comprendere la situazione attuale del Pianeta, dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento. Dieci libri per dare uno scossone alle nostre “coscienze” e iniziare ad agire, per un cambiamento profondo, nel nostro modo di agire, pensare ed “essere”.

 

In questo libro vengono distinti per chiarezza due tipi di ecologia:

– una “ecologia di superficie” che recepisce le idee correnti in materia, cioè la necessità di evitare gli inquinamenti e salvare “ad isole” gli ecosistemi e le specie animali e vegetali, se utili all’uomo;

– una “ecologia profonda” che intacca le idee-guida della civiltà industriale, che hanno portato all’attuale modo di vivere e quindi alla distruzione del mondo naturale.

L’ecologia profonda è quell’approccio all’ecologia che affronta i problemi relativi alla protezione della Natura non solo dal punto di vista scientifico o tecnico, ma anche filosofico e culturale, ricavandone un quadro di riferimento in cui comunque si riconosceranno molti amanti della natura.

Si tratta di un testo che certamente lascia un segno nel lettore e riesce ad affascinarlo con l’essenza dell’ecologia profonda, magari invogliandolo ad approfondire i temi specifici attingendo alla ricchissima bibliografia. In Appendice è riportato integralmente il Manifesto per la Terra.

L’approccio corrente al problema del rapporto tra attività umana e ambiente tende a considerare l’ambiente come una risorsa da utilizzare nel modo più efficiente nell’attuazione dei programmi di produzione e consumo. La questione ambientale si pone quando diventa evidente l’esistenza di un limite ai programmi di espansione della base produttiva e dei livelli di consumo. Il superamento di questo limite è stato tentato attraverso la formulazione del concetto di sviluppo sostenibile. L’ambiente non è un luogo amorfo, ma un sistema complesso che si mantiene tramite il funzionamento delle sue componenti in condizioni di omeostasi tale da consentire la vita al suo interno.

 

In queste pagine, Sheldrake sostiene che capacità umane non ancora spiegate come la telepatia, la sensazione di essere osservati e la premonizione non sono paranormali ma normali, e fanno parte della nostra natura biologica.

Dimostra che la ricerca scientifica sul tema può essere condotta anche in modo semplice. I fenomeni di cui si discute non sono ancora spiegati, ma Sheldrake ritiene che siano spiegabili: esplorarli a fondo potrebbe dare una nuova comprensione della natura delle menti umane e animali e degli invisibili collegamenti che ci connettono gli uni agli altri e al mondo intorno a noi.

 

Questo libro presenta un panorama completo della situazione ambientale in Italia e nel mondo, con riferimento ai guasti provocati nell’ambiente naturale e alle cause culturali che li hanno preceduti. Una precisa analisi di tutti i problemi legati all’ecologia dimostra che l’eccesso di popolazione umana sulla Terra e l’attuale livello di consumi sono le cause della degradazione ambientale.

I dati che documentano la situazione italiana rendono evidente l’assoluta mancanza nel nostro Paese di quegli interventi che potevano almeno alleggerire la situazione. Il consumo di territorio, l’altissima concentrazione di automezzi, la carenza di informazioni e la mancanza di un dibattito sui principi di fondo vengono indicati come i mali più gravi.

 

Guida alla Sopravvivenza è un testo breve ed essenziale che offre i rudimenti per la sopravvivenza fisica in un mondo senza la tecnologia e getta le basi per una rinascita spirituale verso forme di pensiero diverse da quelle che hanno caratterizzato gli ultimi decenni della civiltà occidentale.

La civiltà industriale odierna, che vive sulla crescita e si basa sul processo del produrre-vendere-consumare, non può durare ancora per lungo tempo, poiché è un fenomeno incompatibile con il funzionamento dell’Ecosistema o – se preferite – con la Vita della Terra.  Questo libro vi insegna a costruire una dignitosa sopravvivenza, dal punto di vista non solo materiale ma anche psicologico e culturale. La vita – dopo la fine di questa folle corsa ai consumi – sarà probabilmente più soddisfacente di quella attuale. Saprete come procurarvi un rifugio e riscaldarlo, come raccogliere cibi vegetali naturali, come allestire un orto senza supporti esterni, come allevare un animale come amico, come ricavare l’energia necessaria, senza tralasciare l’importante parte dedicata all’organizzazione sociale e culturale comunitaria.

Una lettura illuminante, capace di offrire un’approfondita analisi della civiltà tecnologica , ormai al collasso, e una concreta alternativa di vita: l’autosufficienza e il rispetto per la Natura di cui siamo parte.

Una interpretazione del nostro mondo alla luce del superamento delle teorie cartesiane in favore di una visione olistica. Nel Tao della fisica Capra ha denunciato i limiti e le lacune del sapere convenzionale dell’Occidente.

La scienza newtoniana – che ha dominato la cultura occidentale per piu di due secoli e alla quale continuano a isipirarsi non solo le scienze cosiddette esatte, ma anche numerose scienze umane e biologiche – si fonda su un pensiero lineare e riduttivo messo in crisi, nei primi decenni del nostro secolo, dagli sviluppi della nuova fisica. Questa crisi – che l’autore, riferendosi a un esagramma dell’I Ching, definisce “il punto di svolta” – dipende, secondo Capra, dalla nostra ostinazione teorica.

Solo un superamento del riduzionismo ispirato a una visione olistica, ecologica del mondo potra aiutarci a sciogliere i nodi problematici del nostro tempo. Ispirandosi a questi concetti, Capra compie una sorprendente analisi critica del pensiero riduzionistico, “cartesiano”, tuttora dominante nel nostro approccio ai problemi biologici, medici, psicologici ed economici.

 

Come può una vita ricca basarsi su mezzi semplici? Da questo apparente paradosso prende le mosse la riflessione di Arne Naess, teorico dell’incontro tra la filosofia e l’ecologia in una nuova disciplina: l’ecosofia. La qualità della vita non coincide con il possesso di beni commerciali, ma con la capacità di apprezzare ciò che offre la natura.

Pensiamo alle grandi montagne: con la loro presenza infondono all’osservatore che sa coglierne il messaggio un senso di maestosità e di benevolenza. Risulta più semplice, da questo punto di vista, esperire un diverso rapporto con la natura che si rivela affine al panteismo di Spinoza. Si tratta di lasciar emergere una sensibilità antica che, unita ad un impiego razionale delle conoscenze scientifiche, consentirà il sorgere di un nuovo illuminismo.

La possibilità di risolvere la crisi ecologica e la speranza di un futuro migliore per il genere umano passano attraverso una nuova alleanza tra ragione e sensibilità.

 

«Quale struttura connette il granchio con l’aragosta, l’orchidea con la primula e tutti e quattro con me? E me con voi? E tutti e sei noi con l’ameba da una parte e con lo schizofrenico dall’altra?». Sono queste le domande prime e ultime – e troppo spesso sono proprio quelle che vengono schivate. Con il suo sbalorditivo dono pedagogico, Bateson ci mostra come porle subito – e ci mostra anche che esse riappaiono intatte, come una sfida, alla fine di ogni processo conoscitivo. Comunque, se a una risposta dobbiamo avvicinarci, la via regalesarà, per Bateson, quella di porsi un’ulteriore domanda: che cos’è la mente? Così questo libro andrà considerato quale «inizio di uno studio su come pensare all’attività del pensare».
Lo sforzo maggiore di Bateson consiste qui nell’isolare alcune caratteristiche irriducibili della mente – e nel mostrare l’intrecciarsi altrettanto irriducibile fra pensiero ed evoluzione. È questa la parte più nuova e più audace del libro, che Bateson illustra con i suoi accenni rapidi, appuntiti, carichi di potenziali sviluppi. Esempi, analisi, accostamenti imprevisti vengono così a suffragare la convinzione originaria di Bateson: quella che il conoscere, il conoscere di ciascuno di noi, sia «una piccola parte di un più ampio conoscere integrato che tiene unita l’intera biosfera o creazione».

 

Ecosistemi naturali scomparsi, migliaia di specie estinte, atmosfera irrespirabile. Frutto di un paradigma cartesiano e poi illuminista, il sistema di vita che l’Occidente sta imponendo anche al resto del mondo trova il suo fondamento nell’opposizione tra uomo e natura, dove la seconda è considerata una mera risorsa da sfruttare fino all’esaurimento. Ciò che chiamiamo ‘sviluppo’ non è altro che una corsa verso la crescita senza fine, che può condurre all’esplosione del sistema e all’estinzione non solo della specie umana ma della vita sul Pianeta. È urgente quindi un’inversione di rotta prima che questo modello economico ci conduca a un punto di non ritorno. Il libro non si limita a denunciare la situazione disastrosa del nostro pianeta, ma offre un’alternativa alla catastrofe ambientale, un punto di vista nuovo, supportato da una teoria filosofica e da linee guida.

Nella prima parte vengono passati in rassegna i presupposti filosofici da cui è scaturito il modello di sviluppo occidentale. La tesi sostenuta da uno degli autori è che l’interpretazione del mondo come un perenne conflitto tra opposti non funziona più. Sarebbe più sensato interpretare la realtà come un sistema complesso retto da un’armonia.
La seconda parte, con una nutrita schiera di dati, dimostra come il sistema economico antropocentrico tenda all’autodistruzione. Non esiste sviluppo che possa essere sostenibile. L’unica salvezza potrebbe risiedere in una modifica profonda del paradigma culturale di base: non più un sistema consumistico, ma un modello “ecocentrico” che consideri come fulcro il sistema-vita nella sua interezza. A seguire, il Manifesto per la Terra, un messaggio di speranza costituito da principi di base e proposte concrete per la salvezza del Pianeta e in chiusura una fantastica parentesi narrativa sulla storia dell’umanità.

Si sente parlare sempre più spesso di crisi ecologica, in maniera più o meno catastrofista. L’idea che la natura sia in pericolo – e con essa la vita umana – è nata in epoca contemporanea ed è figlia dalla coscienza che l’uomo ha recentemente acquisito in merito alle proprie capacità distruttive nei confronti del pianeta. I dibatti sul cambiamento climatico, sulla sovrappopolazione, sulla biodiversità e sullo sviluppo sostenibile hanno contribuito a generare un crescente interesse per la filosofia dell’ecologia.
Il norvegese Arne Næss, filosofo ed alpinista, padre del movimento dell’ecologia profonda, ha riflettuto per lungo tempo sulle ragioni profonde che stanno alla base di un pensiero autenticamente “ecologico”, che oggi si configura non solo come possibile, ma come necessario.
Questo lavoro – una prima antologia di suoi scritti – suggerisce al lettore una nuova chiave interpretativa per il mondo attuale, ribadendo con forza la centralità dell’essere umano nella risoluzione della crisi ambientale.

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