Scritto martedì 05 febbraio 2013

In: Pratiche | 4 Commenti

Il Pensiero Spro-Positivo

(di David Ciolli)

Hai mai a pensare in modo spro-positivo? Si hai capito bene. Il pensiero positivo non è per tutti e non è detto che sia la soluzione adeguata. E non sempre siamo capaci di avere quella presenza che ci fa vedere il bicchiere mezzo pieno. Sii più radicale. Il pensiero spro-positivo è proprio della natura umana, in particolare della tua parte creativa e vitale. Non è il pensiero laterale, che fa trovare soluzioni alternative a quesiti di logica. Amo tutti i tipi di pensiero, ma non parlo di questo.
A volte l’unica soluzione ad un problema è riconoscere l’assurdità di dover trovare una soluzione. In altre parole, riconoscendo l’assurdità del problema o di come viene posto, la mente lascia perdere ogni intellettualismo ed entra in azione la non-mente, il vuoto, ed allo stesso tempo affiora la vera realtà non solo del problema iniziale, ma anche della soluzione e di colui che dovrebbe trovarla.
Pensa che un problema in realtà non è affatto un problema, ma un modo in cui la tua mente vuole ingannarti. Prova a cambiare prospettiva in questo modo. Non hai soldi? Non è un problema reale. Può creare disagi in questa società basata sul capitalismo e sul denaro, ma non è assolutamente un problema in sé. Come può esserci una soluzione ad un non-problema? Possono esserci infinite non-soluzioni, questo si. Ed una di queste è negare che ci sia un problema reale.
Quando abbandoni l’idea che ci sia un problema reale, qualcosa ti suggerirà il modo più appropriato di affrontare la situazione, al di là delle tue idee logiche. Scoprirai che si tratta in fondo di uno squilibrio energetico al tuo interno, qualcosa che va riequilibrato ed integrato. Scoprirai che la soluzione migliore consiste nel lasciar perdere.
I mistici ci insegnano che la vita ha una sua saggezza e che interferire con lo svolgersi naturale degli eventi, anche col pensiero positivo, crea sforzo, contrasto, non-accettazione. Lo scopo della vita, dell’energia di cui siamo fatti, è fluire verso la consapevolezza. Ogni intervento della mente non può che ostacolare questo processo di per sé spontaneo e facile.
Il Tao non agisce, eppure niente rimane incompiuto. Il Tao nutre tutti gli esseri, eppure non li comanda. Tzu jan è il concetto col quale il pensiero cinese evoca questo modo di porsi. Significa “le cose di per sé”, come le venature di un albero o della giada. La spontanea perfezione dell’azione del saggio risiede proprio non nel fare qualcosa ma nell’essere agito da questa meravigliosa forza naturale che ci nutre senza possederci, ci muove senza muoversi, ci ama senza chiedere niente in cambio.

Immagina due punti, A e B, su un foglio.
Adesso rispondi. Qual è il modo più veloce per andare da A a B? Una linea retta?
Pensaci meglio.

Il modo migliore per andare da A a B è rimanere dove sei!

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david ha detto:

Ciao e grazie. Spesso lasciare andare significa salvarsi e scoprire cose nuove. Purtroppo non siamo molto abituati ad agire così. Ciao

Stefania Somaré ha detto:

Ciao David, non ci conosciamo direttamente ma indirettamente. Qualche tempo fa da Quantic Publishing mi chiesero di scrivere la recensione al tuo libro sul nostro sito. Ho letto con piacere l’articolo… e ti ringrazio: in questi giorni stavo proprio riflettendo su queste questioni e mi stavo a mettere per scriverne proprio ora… Alle volte non ci sono “messaggi” da afferrare se non che la via che stai percorrendo, per una ragione o qell’altra, in questo momento è inadatta a te. A me e a mio marito sta accadendo prorpio in questo periodo. E allora, dopo tanto penare (siamo tutti umani), mi sono detta: sai che c’è… e chi se ne frega! Io voglio tornare a divertirmi e vivere la vita per le piccole cose… il resto, in qualche modo, si sistemerà. Quindi, grazie. Grazie e ancora grazie!

Michele Santo ha detto:

che dire??? no comment… hai scritto una grande verità.

Elisabetta Grande ha detto:

Un articolo commuovente che va dritto al cuore e all’inconscio. Grazie David per averlo condiviso.