Scritto giovedì 08 novembre 2012

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Influenza e Aromaterapia

Lavanda Ibrida

E se i rimedi naturali passassero per il naso? Attenzione a scegliere l’olio essenziale adatto e non adulterato. In natura la pianta secerne molecole aromatiche per ripararsi dalle ferite e difendersi da parassiti e malattie. Ma perché l’essere umano ne possa fare buon uso, va scelto un olio essenziale puro e naturale, estratto ad arte, rivolgendosi ad un produttore o rivenditore sicuro, che non spaccia un prodotto chimico per naturale  o spontaneo. Un olio essenziale “puro e naturale” si riconosce dall’etichetta sul flacone (a fianco nel nome in italiano deve esserci quello botanico in latino), dal vetro del contenitore (deve essere scuro: sole e luce danneggiano il contenuto), dalla certificazione (deve essere indicato se è prodotto da coltivazione biologica, biodinamica, spontanea o convenzionale) e dal prezzo (se l’olio proviene davvero da una pianta officinale, costerà mediamente da 6 a 20 euro la bottiglietta, di 10 o 5 ml., a seconda della preziosità del rimedio). E poi, cautela sull’utilizzo: le essenze anche se naturali non vanno quasi mai usate pure e possono essere ingerite solo se sono aromi alimentari, meglio se sotto lo stretto controllo di un medico, naturopata o aromaterapeuta esperto. Inoltre, data la potenza d’azione sono spesso da utilizzare con prudenza, anche solo diffuse nell’aria, per i bambini con meno di 5 anni (possono causare irritazioni e stati convulsivi) e le donne in gravidanza. Ma se volete provare il potere degli aromi naturali, procuratevi un diffusore di oli essenziali ad acqua o elettrico (i più economici hanno il contenitore d’acqua da scaldare con la candelina) e cominciate così.

Prevenzione per tutta la famiglia

Il clima si è fatto all’improvviso più freddo e umido? Procuratevi l’olio essenziale di Lavanda, che è un rimedio multifunzionale e rasserenante, di Niauli, che stimola il sistema immunitario e protegge le prime vie respiratorie, di Eucalipto, che è un classico antisettico per l’autunno-inverno e agisce su naso e gola. Di ognuno di questi O.E., mettete nell’acqua del diffusore due-tre gocce (se avete dei bambini per casa, dimezzate le dosi) e lasciate la candela accesa per mezzora o un’ora al massimo. Fatelo una volta al giorno, per una settimana e non di più: vi sembrerà strano, ma le essenze agiscono sulla parte più antica del cervello, il sistema limbico, connesso alla nostra memoria, alle emozioni più profonde ed all’istinto di sopravvivenza. Di conseguenza se le essenze sono state selezionate, oltre che per la loro funzione, anche nel rispetto dei gusti del nostro sistema olfattivo, permettono il rilascio di endorfine, morfine endogene con proprietà farmacologiche simili a quelle della morfina, sebbene più complesse, che vengono emesse dal cervello ed hanno un potente e naturale effetto analgesico ed euforizzante, senza presentare tuttavia alcun effetto collaterale.

Non a caso gli oli essenziali per la loro potenza d’azione e la capacità di concentrazione dell’energia vitale della pianta, di cui rappresentano la carta d’identità energetica, sono definiti “gocce di luce”.

Per chi è debilitato

Non è ancora stagione di influenza virale, ma tant’è: ci si può comunque sentire sull’orlo del raffreddamento, sempre un po’ stanchi, con le mani fredde ed un inizio di raucedine. Allora utilizzate gli stessi oli essenziali della prevenzione ma dosateli al minimo (in tutto 3-5 gocce) e metteteli in un litro d’acqua calda (non bollente): è il momento delle inalazioni. Si resta con il viso vicino all’acqua per cinque, massimo dieci minuti e si fa una pausa di altri cinque, ripetendo il rito al massimo tre volte, al mattino e alla sera, per 3-5 giorni. In alternativa, c’è il pediluvio: in questo caso le gocce di essenza possono essere 5-6, ma vanno prima mescolate e veicolate da un pugno di sale marino o del Mar Morto, poiché non sono idrosolubili, e sciolte in un catino di acqua calda: le estremità vanno tenute a mollo per al massimo un quarto d’ora. Se la cura è diretta a un bambino, scegliete invece le essenze di Lavanda e di un agrume a scelta (Arancio, Limone, Mandarino, Bergamotto), che generalmente sono più gradite, dimezzate comunque le dosi e provate con il maniluvio: è più facile che gradisca giocare nell’acqua con le mani piuttosto che con i piedi.

Per chi è raffreddato

Il danno è già fatto e c’è anche un po’ di febbriciattola? Alle 2-3 gocce di Lavanda unisci 1-2 gocce di Camomilla, che è ottima anche in caso di sinusite. Puoi utilizzare la miscela come preferisci: nel diffusore, con i suffumigi, in un catino per il pediluvio o il maniluvio, per impacchi (con un pezzo di stoffa bagnata o argilla) e anche mescolandola a 50 ml. di un olio vegetale (mandorla, girasole, nocciola, sesamo, jojoba) per eseguire un massaggio al torace e all’addome.  Basta continuare ad usare il rimedio scelto, tra quelli più adatti a noi, un paio di volte al giorno, fino alla scomparsa dei sintomi: generalmente per 5-7 giorni. Sicuramente ne usciremo rafforzati nel corpo e nello spirito, senza il timore di conseguire effetti secondari spiacevoli.

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Informazioni sull'Autore

Renato Tittarelli


Operatore olistico, esperto in pratiche di terapia naturale e di auto guarigione. Studioso di antiche tradizioni terapeutiche, di alchimia vegetale e spirituale. Si è specializzato in aromaterapia olistica e sottile, fitoterapia spagirica, naturopatia, terapia ayurvedica, massaggio aromaterapico, numerologia, yogaterapia, guarigione spirituale. Fondatore e direttore dal 2000 della SOAM, Scuola Olistica di Aromaterapia e Massaggio di Chiaravalle (AN). Fondatore nel 2004 della Scuola NUEN di Numerologia Energetica e nel 2009 di ALCHESIS, Scuola di Yoga & Alchimia. Docente di aromatologia, massaggio aromaterapico, numerologia, yoga ed alchimia in centri olistici, associazioni di salute naturale, scuole di naturopatia in Italia e all’estero. E’ iscritto agli albi professionali SIAF e ASPIN ed è socio fondatore dell'Associazione Culturale Erba Sacra di Ancona. Autore del libro "Aromaterapia Olistica: Il viaggio degli Aromi", Ed. Quantic Publishing, 2011. Fin da giovanissimo sceglie di seguire una alimentazione vegetariana. Recentemente per una sua ricerca etica e salutista aderisce ad un'alimentazione vegana.

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