Scritto giovedì 09 ottobre 2014

In: Pratiche | 4 Commenti

Libero Arbitrio: un inganno della mente?

tumblr_mj4wtePzfQ1s1avwoo1_500Esistere su questo piano fisico ci offre molteplici possibilità di espressione almeno teoricamente basate sul libero arbitrio. Tuttavia, quando si configura il vero libero arbitrio e che cos’è? Cosa accade quando ci “esprimiamo” attraverso il falso libero arbitrio? Il libero arbitrio comprende l’espressione del Sé oppure no? Come posso scoprire quando mi sto esprimendo al 100% e soprattutto, posso riuscirci? Posso ristrutturare i miei canali percettivi cambiando la mia realtà istantaneamente?

Con questo breve articolo vi offro delle risposte alle domande che avete appena letto basate su divertenti e talvolta dolorose ricerche e sperimentazioni sul campo. Vi consiglio spassionatamente di rimanere aperti quel tanto che basta per “mettervi in vero ascolto” e non soltanto in veste di lettori interessati ad assimilare nuovi concetti. Come abbiamo imparato, l’apprendimento avviene a più livelli e quelli più importanti ed efficaci sono quelli più profondi e meno comprensibili dal punto di vista razionale.

Molto bene, siamo pronti per il breve e intenso viaggio attraverso il mondo del “libero arbitrio”.

Il libero arbitrio è il concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni persona è libera di fare le proprie scelte, tipicamente perseguite tramite volontà, nel senso che la sua possibilità di scelta è liberamente determinata. (fonte Wikipedia)

Ci troviamo apparentemente di fronte ad un concetto piuttosto ampio, trasversale e certamente oggetto di numerosi dibattiti. Tuttavia il libero arbitrio è materia interessante per un ricercatore ma una volta tolta la polvere delle false vie di interpretazione diventa di facile accessibilità e comprensione.

Il libero arbitrio è spesso scambiato per decisioni meccaniche figlie di condizionamenti, generate dalle nostre menti in stato di illusione e consentite dalla nostra consapevolezza in stato di sonno.

In sostanza, spesso pensiamo di aver esercitato il libero arbitrio e di aver fatto esattamente quello che desideravamo fare ma in realtà viviamo nell’illusione. Una o più convinzioni in merito ad un determinato argomento, inconsci voti di fiducia fatti in passato, traumi, esperienze che hanno contribuito alla strutturazione di convinzioni sono entrate nell’equazione e hanno preso il sopravvento su nostro Sé.

I 3 diversi processi o livelli decisionali

I nostri processi decisionali sono influenzati da numerosi fattori interni ed esterni e sostanzialmente esistono 3 diversi processi decisionali o livelli:

  • Robot
  • Ragione
  • Anima

Il primo livello, quello del “robot” è quello del massimo grado di schiavitù ed è fortemente caratterizzato da decisioni meccaniche, immediate e apparentemente consapevoli. Il soggetto che agisce in quanto robot non ha scelta. Può soltanto sottostare al comando che gli viene impartito dalle strutture profonde accumulate che come accennavo prima possono essere sinteticamente: traumi, convinzioni ed esperienze. A livello di robot lo stato percettivo del soggetto è “in sonno”. L’individuo, in quanto essere consapevole e integro, tecnicamente non esiste ed è schiavo della sua stessa realtà illusoria. Il soggetto è totalmente ignaro, non soffre quasi mai di crisi di identità o di sbalzi di umore e solitamente quando gli accade qualcosa di spiacevole sposta il carico e la responsabilità su fattori esclusivamente esterni sui quali sostiene di non avere alcun potere. A questo livello il libero arbitrio apparentemente esercitato dal soggetto è illusorio perché il soggetto non ha preso di fatto alcuna decisione ma ha agito meccanicamente.

Al livello della “ragione” viene chiamato in causa il potere di calcolo del nostro cervello. Il numero di opzioni a disposizione tendono ad aumentare perché la morsa dei condizionamenti è più lassa. Il numero di opzioni a disposizione di un soggetto è inversamente proporzionale alla quantità di sommerso inteso come traumi, esperienze e convinzioni inconsce. Il soggetto che agisce a livello della ragione ha un maggiore range di scelta. Al livello della “ragione” lo stato percettivo del soggetto è “parzialmente in sonno” ovvero quello di un soggetto che talvolta riesce ad accedere ad uno stato percettivo meno contaminato dalle esperienze e quindi più consapevole. Il soggetto sulla base di un set di strutture aziona la ragione e calcola letteralmente la decisione a suo avviso più corretta da prendere. Le rigide strutture che governano la ragione consentono di decidere il da farsi tatticamente sulla base del vissuto o del sentito dire che assume una valenza quasi assoluta. Affermo quasi assoluta perché a questo livello decisionale, il soggetto talvolta, grazie al maggiore numero di opzioni che lo rende più aperto ad introdurre nuovi fattori decisionali dall’ambiente allenta il controllo. La mente in questo caso entra in una insolita e per lei pericolosa fase di stallo che non le consente di decidere rapidamente non per il maggior numero di opzioni a disposizione ma perché si introduce il fattore “dubbio”. Il dubbio interrompe lo schema, fa entrare la mente in stallo e si apre quella che mi piace definire come “breccia percettiva” e finalmente il soggetto diventa per un istante che pare infinito un’individuo capace di decidere autonomamente. A questo livello la decisione presa dal neo-temporaneo-individuo è consapevole e figlia del libero arbitrio. Il libero arbitrio non ha a che fare con la ragione, come si potrebbe pensare di primo acchito ma con l’Anima. Questo concetto lo tratteremo tra pochi istanti. Per concludere, al livello della ragione, il soggetto non contaminato dal dubbio agisce quasi come il “robot” ma con un range maggiore di opzioni e il processo decisionale è più lento. Quando il fattore “dubbio” entra in gioco agisce in pieno libero arbitrio,  è connesso con l’Anima e produce emozioni, di fatto, dopo aver deciso prova “gioia” e si sente di vivere nella “libertà”.

Come avrete intuito, il processo decisionale a livello di “Anima” dissolve se stesso. Quando siamo connessi con la nostra Anima il processo in quanto tale non può più esistere e si dissolve perché la mente non fa più parte dell’equazione. Questo livello è raggiungibile progressivamente e può coesistere per il giusto tempo per ognuno di noi con il livello “ragione”. A questo livello la connessione diretta con l’Anima non prende più in considerazione nessuna struttura invalidante o sommerso (traumi, convinzioni ed esperienze) in parte perché già trasformate, rimodellate e in parte perché il livello di Anima è una sorta di stato di Grazia immune da condizionamenti di sorta. Il dubbio non occorre più in quanto fattore scatenante e la chiave di accesso a questo magico livello percettivo è l'”auto-osservazione” la quale consente l’accesso a stati meditativi prima irraggiungibili e al potere del campo quantico. Il livello Anima è come un muscolo, si rinforza e prende vigore, resistenza e priorità con l’utilizzo. Più entriamo in questo stato e per più tempo ne rimaniamo immersi, più saremo in condizioni di accedervi con semplicità e immediatezza. Si riconoscono gli individui che vibrano a questo livello perché le loro azioni sono sempre fresche, vitali. Trasferiscono una saggezza senza tempo, ispirano, connettono con il Cuore. Questi individui sono i veri ribelli, coloro che non hanno più paura in quanto figlia del passato e non vivono più nella preoccupazione in quanto figlia dell’insicurezza sul futuro che li aspetta ma godono la gioia infinita e priva di ragioni razionali dell’Essere semplicemente “libero” nel “qui ed ora”.

Al più alto livello di comprensione possiamo osservare che “libero arbitrio” e “consapevolezza” sono sinonimi. Solo un individuo illuminato-risvegliato è un vero individuo totalmente consapevole pertanto soltanto lui è di fatto capace di vivere costantemente a livello di Anima.

E’ necessario, al fine di comprendere meglio questi concetti che un articolo come questo non può essere asaustivo perché l’argomento trattato è molto vasto. Inoltre, sempre con lo scopo di interpretare meglio la realtà che ci circonda, preciso ai tutti voi lettori che esistono sfumature tra un  un livello e l’altro e quindi è inutile cedere e orientarsi soltanto sulla base di un rigido inquadramento dei livelli dei processi decisionali. La flessibilità è madre della corretta interpretazione della realtà.

Come destrutturare la percezione distorta e attivare nuovi processi neurali fino ad accedere al livello dell’Anima

Come abbiamo visto più volte, gli ostacoli alla percezione, connessione con il nostro Sé e quindi al nostro livello di processo decisionale sono in senso generale e non particolareggiato i seguenti:

  • traumi
  • esperienze in genere
  • convinzioni
  • voti

ascensionQuesti elementi per loro natura agiscono a livello inconscio, non sono controllabili e condizionano quasi tutte le nostre scelte. Dall’abito che indossiamo al cibo che scegliamo di ingerire, dal partner che accogliamo nella nostra vita fino ad arrivare all’accogliere la malattia oppure no e naturalmente a quale livello percettivo “scegliamo” di vivere e quali processi decisionali attuare.

Se non agiamo a questo livello di profondità, non avremo chances di modificare i nostri stati interiori e quindi in ricaduta, la nostra realtà che rimarrebbe la stessa di sempre. Un continuo riflesso monotono e costante con rari picchi di intensità, un eterno primo giorno di scuola.

Affrontare questi livelli di cambiamento è interessante, avventuroso, magico, catartico, insondabile e soprattutto, non si torna indietro. Quando si avviano dei processi di metamorfosi il soggetto non tornerà più nella condizione originaria. Questo è un fattore confortante perché ci garantisce di attuare davvero un cambiamento ma è anche oggetto talvolta di temporaneo forte disagio dato dal crollo di maschere, trucchi, scuse, giustificazioni e sistemi di sopravvivenza biechi e manipolatori.

Per tutti coloro che non hanno al momento attuale alcuna esperienza in materia di cambiamento il mio consiglio è quello di rivolgersi ad operatori qualificati. Vi cito le discipline o metodi che a mio avviso rientrano tra quelle che maggiormente mi hanno consentito di riscontrare cambiamenti radicali e vere e proprie metamorfosi:

Questo è un breve elenco non esaustivo ed ha il solo scopo di solleticare la vostra voglia di conoscere e sperimentare.

Prima di procedere è molto importante che teniate in considerazioni alcuni fattori:

  1. Abbinate tecniche di scavo per svelare convinzioni così definite “chiave base” o profonde, potete esercitarvi in coppia in questo e trovare linee guida in rete
  2. Utilizzate test, io utilizzo il classico test kinesiologico “vero-falso” o “zero-dieci” dipende quale dato mi interessa se la presenza o il livello di intensità di una convinzione
  3. Testate sempre il vostro livello di risonanza con i metodi e le tecniche che desiderate sperimentare così evitate di perdere tempo. Ognuno di noi è diverso ed entra in sintonia con alcune tecniche o procedure e non con altre. Meglio saperlo prima.
  4. Accettate l’idea che niente sarà come prima, che la responsabilità della scelta del cambiamento ricade solo su di voi e che il dopo potrebbe non essere in prima battuta meglio del prima.

Nota: come avete potuto osservare ho messo in elenco sia tecniche energo-vibrazionali che psicoterapiche poiché a mia esperienza diretta e lo dico nel massimo rispetto dei due fronti, vi sono numerose e importanti fortificanti interazioni tra esse. Potrei condividervi numerose osservazioni ed esperienze in merito all’interazione tra il scientificamente riconosciuto e accettato e il “non accettato” ma non è questo il contesto giusto per farlo.

Esistono anche degli ostacoli alla percezione secondari ovvero dei fattori esterni che non ho menzionato prima per ragioni di semplicità nell’esposizione e perché sono fattori meno importanti ai fini del condizionamento della scelta.

I fattori esterni come potrete facilmente immaginare sono riassumibili in modo sintetico come segue:

  • ambiente familiare
  • ambiente lavorativo
  • luogo geografico
  • mia immagine esterna figlia della mia storia personale (leggi: percezione che gli altri hanno di me sulla base di ciò che sanno ma che di fatto è uno scollamento tra ciò che sono realmente e quello che loro credono di vedere)

Sui fattori esterni si interviene per mezzo di micro-decisioni iniziali che scaturiscono dal lavoro di trasformazione a livello di convinzioni e traumi. Il meccanismo virtuoso progressivo porterà il soggetto sempre più consapevole ad avere la forza e il coraggio di modificare la propria realtà, spesso la realtà cambierà senza sforzo per il maggiore allineamento con i suo scopi Superiori ed infine, lo stesso soggetto abbandonerà progressivamente la propria storia personale grazie alla rielaborazione delle emozioni legate alle esperienze passate (una sorta di “ricapitolazione”, ricordando il termine utilizzato da Don Juan Matus e da Carlos Castaneda) e diverrà finalmente consapevole di non essere definito dal passato, di non essere definibile da nessuno e di potersi esprimere nella massima libertà e potenza senza l’utilizzo di maschere e trucchi.

Elenco di convinzioni utili alla destrutturazione

Sostanzialmente il nostro approccio è quello di portare a livello zero di intensità le convinzioni che vivono in noi e che fungono da filtri percettivi e inficiano quindi il nostro livello di consapevolezza.

Qui di seguito vi elenco, puramente a scopo indicativo, un piccolo elenco di strutture più comunemente riscontrate in soggetti “in viaggio”. Potete utilizzare il metodo di deprogrammazione che entra più in risonanza con voi e agire fin da subito portando a zero o al massimo a seconda del tipo l’intensità di ognuna delle seguenti affermazioni. Non utilizzate mai il “non” nelle affermazioni.

  • ho paura di vivere
  • ho paura di morire
  • io mi fido
  • ho paura di rimanere da solo/a
  • ho paura di essere abbandonato
  • io sbaglio sempre
  • io mi merito il peggio
  • sono incapace
  • sono separato
  • sono vulnerabile
  • io sono nessuno
  • io sono mente
  • sono fallimento
  • sono un miracolo
  • vivo nell’ombra
  • vivo nella Luce
  • io mi amo – io amo
  • io vedo
  • io mi merito tutto
  • l’abbondanza è normale
  • io sono ricco/a
  • più osservo, più vedo
  • io sono permettente
  • io sono perdente
  • io sono
  • rilasciare è come tradire (da portare a zero)
  • io sono indegno/a

Sono solo semplici esempi, lavorate ogni giorno un po’. Ogni giorno qualcosa in meno. Ogni giorno più vicini a noi stessi.

Conclusione

Il Viaggio è semplicemente straordinario. Offre numerose possibilità di scelta le quali aumentano via via con l’aumento della nostra consapevolezza. Prendere la giusta direzione è un po’ come svelarsi, è ascoltarsi, osservarsi con gli occhi dell’Anima e…riconoscersi. Quando si assapora la propria essenza e si inizia a percepire la realtà a livello di Anima, la connessione sempre esistita con tutti gli altri esseri viventi diventa visibile e l’accesso al campo quantico l’unica possibilità. La risultanza di tutto ciò è una vita nella gioia, nella libertà e nel potere di modificare la nostra realtà a nostro piacimento nel bene più alto per il Tutto.

Vi auguro buon viaggio e se volete delucidazioni in merito all’articolo vi invito a commentarlo qui, farò in modo di rispondervi, se invece è qualcosa di più personale, sono raggiungibile a questa email: igor.bragato@gmail.com.

Fate il primo passo…proprio adesso. Vi Amo.

“Dalla Luce, per la Luce, con la Luce.”


Disclaimer: l’articolo che avete appena letto non vuole rappresentare alcuna indicazione terapeutica ne tantomeno sostituirsi alle opportune, attente e qualificate decisioni e diagnosi del personale medico. Lo scopo di questo articolo è informativo. In caso di patologie recatevi sempre da un medico. Non siamo, ne io, ne Quantic Magazine, responsabili in alcun modo di eventuali azioni derivanti dall’utilizzo delle informazioni riportate nell’articolo in modo diverso da quello semplicemente  e puramente informativo, quindi opinabile.

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Informazioni sull'Autore


Igor Bragato, nato ad Asti il 26 dicembre 1974, fondatore del gruppo Quantic, ricercatore e appassionato di olistica, metafisica, tecniche di evoluzione spirituale ed “alternative healing", è da poco passato all'alimentazione vegana crudista dopo anni di alimentazione vegan. Nel dicembre 2009 pubblica il suo primo libro come autore, "Luce: Appunti di Viaggio per la Tua Anima" che riscuote un ottimo successo e viene tradotto in Inglese e distribuito sul mercato internazionale digitale. Altre opere: l'e-book "Curva o Rettilineo?", disponibile sul mercato iTunes e il recente e-book "Il Metodo della Scala". Vive a Londra.

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igorbragato ha detto:

@Guido Dalla Casa Caro Guido, grazie di cuore per il tuo commento. E’ interessante osservare il mondo e contenere con dolcezza e rispetto nuove informazioni o punti di vista, come il tuo. Un forte abbraccio. Luce