Scritto domenica 11 ottobre 2015

In: Esperienze | Vivere Consapevole | 3 Commenti

Cos’è una relazione? Amore, androginia e anime gemelle

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Mi riaggancio a uno dei miei ultimi post su Facebook, ispirato dal film Io e lei di Mariasole Tognazzi. La foto della locandina: l’abbraccio di due donne in cammino sulla spiaggia, dalle potenzialità illimitate con lo sfondo del mare che ne condensa romanticismo e poesia senza violarne l’indefinitezza … Perché questo è il mare: trasparenza che sgorga dagli abissi, perché è nella natura dell’acqua scorrere e fluire, adattarsi alla forma di qualsiasi contenitore senza mutare la sua essenza… A descrizione di questa foto – profondamente commossa dalla lettura di alcuni versi dello scambio epistolare tra Vita Sackville-West e Virginia Woolf – avevo scritto: “Cos’è una relazione? Semplicemente, un mondo irripetibile a due. Di qualsiasi due e di qualsiasi mondo si tratti…”.

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Da un punto di vista animico si può procedere ancora oltre, e il canto suona più o meno con queste parole: che cos’è in realtà una relazione? E’ connessione, è appartenenza. E che cos’è l’appartenenza? E’ unione, armonia unificata con la Sorgente primigenia, che è Padre e Madre simultaneamente, maschio e femmina. Dunque, dal due all’uno, anzi, all’uno grazie al mondo irripetibile a due. La supercoscienza (datele pure un nome che vi risuona di più, può essere dio, l’universo, la forza vitale, il daimon…) non è né maschile né femminile: è entrambi. E’ egualitaria, di natura unisessuale o androgina; è un’espressione dell’allineamento e dell’armonia, dell’equilibrio tra i due generi. I due generi sono a loro volta un insieme più o meno armonico di femminilità e mascolinità, le polarità onnipresenti nella Creazione, anzi della Creazione, perché non ci può essere nessuna manifestazione generativa senza che queste due forze e potenze opposte e complementari agiscano all’unisono. Queste due energie alle quali si possono dare tanti nomi ma la sostanza non cambia (Yin e Yang, Shiva e Shakti, Logos e Sophia, Madre e Padre), appartengono all’essenza più intima di ogni essere umano e la ricerca della loro complicità armonica e fusione d’amore è quanto smuove qualsiasi tipo di tensione a qualsiasi livello: ardore mistico, passione sensuale, ispirazione emotiva. Soltanto che l’esperienza che comunemente siamo indotti a fare è quella di ricercare al di fuori di noi la completezza di questa unione, estasi di appartenenza, integrità nelle polarità: la ricerca dell’anima gemella che si divincola nelle insidie del riempimento di vuoti interiori, di parti mancanti che in realtà non mancano dentro di noi ma vanno solo viste e riconosciute.

“In ogni tuo contatto ravvicinato e intimo tutto parla di te”.

Le polarità sono energie di segno opposto. Di segno opposto, non di sesso opposto. L’anima muove verso la ricerca di questa unità primigenia nell’incontro di qualsiasi relazione utile a ricordarcelo, a prescindere dalle differenze di genere.

“Tu dici dunque, Trismegisto, che Dio è di entrambi i sessi?”
“Sì, e non solo Dio, Asclepius, ma tutte le cose animate e inanimate, perché entrambi i sessi brulicano di potenza riproduttiva, e la loro energia di legame, o piuttosto unità, che tu chiami Venere o Cupido o entrambi, trascende la comprensione. La più alta chiarezza, gioia, allegrezza e amore divino sono in essa innati”

Dal punto di vista dell’anima – e dell’universo che segue le leggi unificanti del ritmo e dell’armonia e non quelle separative della discriminazione giudicante di bene/male, giusto/sbagliato – dal punto di vista cosmico, qualsiasi tipo di relazione è “neutra”, per il solo fatto di esistere ha diritto di esistere nell’ottica del fine superiore a cui tende ogni cosa, situazione o esperienza che si è chiamati a fare. Ma è responsabilità individuale comprendere tale rimando a un’urgenza più grande dietro a qualsiasi incontro avvenga nelle nostre vite, che siano relazioni di coppia, di amicizia, familiari, e con qualsiasi sfumatura che non ha senso definire perché tutto ciò che esiste è naturale, altrimenti non esisterebbe e l’amore va ben oltre qualsiasi accento discriminante essendo un’esperienza che rimanda sempre all’integrità nella sua purezza originaria. E all’origine di questa “purezza”, che sta per Bellezza, armonia, danza, equilibrio, movimento creativo, piacere sempre vivo, ardente passione ispiratrice, gioia senza oggetto, c’è la magia più grande che si possa compiere nelle nostre vite: unirci nell’intimità più audace e ingombrante di noi, con tutti i nostri aspetti, luci e ombre, e scoprire che il nostro/la nostra amante più fedele è sempre lì, pronto/a ad accoglierci senza giudizio e folle di un amore incondizionato. Per questo incontro (o matrimonio mistico) è necessario fare spazio all’interezza che noi siamo, tutti indistintamente: lunari come il femminile, solari come il maschile, con tutte le miriadi di sfaccettature che queste polarità energetiche racchiudono.

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Fare spazio all’interezza dentro di noi, “ampliare gli orizzonti del piacere lasciando cadere le vecchie abitudini” – come ci insegna poeticamente la leggenda di Thonban Hla, divinità birmana il cui nome è traducibile come “Colei che è tre volte bella”, in quanto incarna sia la bellezza del femminile dolce, sia la bellezza del femminile selvaggio e aggressivo, sia la bellezza maschile in tutte le sue forme. “Io sono la notte e la luce, io sono il femminile e il maschile … Io so ingrassare, chiacchierare, sragionare e impaurirmi. Sono una amante degli dei. Cerco di ampliare gli orizzonti del piacere, lasciando cadere le vecchie abitudini. Il mio metodo è unificare l’energia maschile (solare) con quella femminile (lunare) e fondere le energie superiori con quelle inferiori, mantenendo costantemente la conoscenza alla purezza primordiale”. Danzare questo ritmo è la migliore musica che si possa scegliere di far risuonare, il richiamo più suadente che un’anima innamorata possa intonare, l’inizio senza fine di ogni relazione veramente creativa, perché autosufficiente. (Leggi anche a tal proposito: se ami qualcuno, liberalo da te)

“Quando vi libererete dall’idea che l’anima compagna sia un’entità capace di portarvi la felicità, e quando intenderete come anima compagna il resto dell’umanità, allora l’entità – la vostra anima compagna, quella che vi renderà possibile l’esperienza della felicità – apparirà sul vostro cammino”

Libri delle citazioni usate e consigli di lettura:
Adorata creatura. Le lettere di Vita Sackville-West a Virginia Woolf di Vita Sackville-West, Virginia Woolf
Incontro con l’Androgino. L’esperienza della completezza sessuale di Elèmire Zolla
Anime gemelle Anime compagne di Saint Germain
Thonban Hla – La leggenda di Selene Calloni Williams
Mantra Madre – la tradizione e le pratiche segrete del matrimonio mistico e del risveglio di Selene Calloni Williams
Poesia sull’Androgino: Distinti ma non separati
Sull’Androginia di Shiva: Maha Shivaratri: significato e rituali per la Grande Notte di Shiva

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Informazioni sull'Autore

Cecilia Martino


Nasco a Roma sotto il segno della Vergine. Anno 1976. Mi laureo in Lettere prima e in Filosofia dopo con una tesi dal titolo: "Poesia. Immagini dialettiche. La ricerca linguistica dell'indicibile". Approfondisco nel tempo i temi della Comunicazione linguistica e dell’Estetica coltivando, in particolare, una connaturata vocazione alla scrittura creativa e mitopoietica. Negli ultimi anni ho pubblicato 4 libri, la raccolta di poesie “illogicaMente” e alcuni saggi nella rivista di settore “Philosophema”. Studio e pratico Yoga, spiritualità e discipline orientali. Negli anni ho affrontato svariati studi di tutti gli Yoga classici, sia dal punto di vista pratico che teorico, frequentando seminari di approfondimento su Veda, Purana, Upanishad, Ayurveda, Sciamanesimo e Meditazione ad approccio Immaginale (con Diploma per Istruttori metodo IMMAN – Imaginal Mindfulness Meditation Approach Nontherapy- conseguito nel 2016). A Settembre 2016 conseguo il Diploma per Insegnanti Yoga rilasciato dalla Scuola Yoga Shanti Vidya SVYASA (Swami Vivekananda Yoga Anusandhana Samsthana) con una tesi dedicata a uno dei più grandi grandi filosofi e maestri spirituali dell’India moderna, Sri Aurobindo, infaticabile ricercatore e sopraffino poeta, nonché padre dello Yoga Integrale, uno yoga che supera lo yoga stesso in quanto vera e propria visione rivoluzionaria dell’esistenza! Professionalmente mi occupo di editoria web da oltre 10 anni, dal 2005 sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, ma il mio vero Lavoro è quello della ricerca interiore messa al servizio della crescita personale e collettiva. Attualmente vivo a Torino. Ho aperto un Blog dal titolo “Il mestiere del dare” ispirato alla condivisione della Gioia, uno stato creativo dell'essere di cui tutti dovremmo essere "portatori sani". Imprese memorabili: Vivere nel mondo ma non essere del mondo Il mio motto: Io mi contraddico. Sono ampio. Contengo moltitudini (Walt Whitman) http://ilmestieredeldare.blogspot.it/

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