Scritto venerdì 11 novembre 2016

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Effetto Placebo per curare i tumori? | Le ricerche del Prof. Vincenzo Soresi

neuro-scienze

Il prof. Vincenzo Soresi approfondirà durante il III Congresso di Psicomedicina Quantistica® le sue ricerche incentrate sulla PNEI  (Psico Neuro Endocrino Immunologia ) e quali siano le relazioni fra risposta immunitaria e corrispondente cura di malattie, anche le più gravi, come i tumori.

Il prof. Soresi infatti si è imbattuto nella PNEI proprio a causa di tumore polmonare, quando entrò come medico nel reparto di pneumologia, l’80% dei letti erano occupati da persone con tumori polmonari, che hanno “aperto la mente” al Prof Soresi verso lo sviluppo della PNEI.

E’ proprio degli ultimi anni infatti la scoperta che, quando nell’organismo viene provocato uno stimolo infiammatorio, i linfociti (i linfociti sono la struttura portante della nostra difesa immunitaria) che vengono liberati in questa zona producono localmente micro quantità di sostanze oppiacee in grado di sedare il dolore.

Analogamente alle sostanze oppiacee è stato recentemente dimostrato che i linfociti producono neuro-ormoni esattamente uguali a quelli prodotti dal cervello.

In conclusione si è visto che la produzione di neuro-ormoni centralizzata nel cervello è controllata quantitativamente dagli stessi neuro-ormoni prodotti in periferia dai linfociti con un perfetto meccanismo comunicazione in grado di mantenere costante il livello di questi neuro-ormoni nel sangue circolante. (Blalock 1995 )

La rete generale di comunicazione neurochimica nel nostro organismo è diffusa attraverso un sistema definito “neuroendocrino” presente in tutti gli organi ed in grado di attivarsi in funzione degli stimoli locali che gli pervengono.

Il sistema neuroendocrino pertanto sembra essere la risposta a quanto espresso nei Veda, i testi sacri induisti del 1500 a.c., in cui il corpo e la mente di ogni essere umano costituiscono il luogo privilegiato dove si incarna la dualità cosmica originaria.

Secondo l’anatomia e la fisiologia indiana tradizionali, il corpo degli individui è solcato da una rete intricatissima di innumerevoli nadi (tubi , in sanscrito) che sono i canali attraverso i quali circola il prana, l’energia vitale.

Il sistema neuroendocrino, pertanto, rappresenta la risposta della medicina moderna alla domanda che si ponevano i medici, biologi ed orientalisti sul significato di tali condotti energetici.

Nel suo libro  “Il cervello anarchico” (edito dalla UTET), il prof. Soresi racconta alcuni singolari casi clinici e ne dà l’interpretazione alla luce del nuovo network biologico così bene espresso dalla PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia ).

In un capitolo, in particolare, sviluppa l’interpretazione biologica dell’effetto placebo.

Un esempio scientificamente validato dell’effetto placebo è quello che mette a confronto l’attività antidolorifica della morfina con un placebo.

Il Prof. Vinecnzo Soresi sarà presente come relatore al  III Congresso di Psicomedicina Quantistica®, il 19-20 Novembre, al teatro Pime di Milano. Clicca per info ed iscrizioni.

Somministrando infatti all’insaputa dei pazienti, afflitti da dolore cronico, compresse di sostanze inerti ed ad un secondo gruppo compresse di morfina si sono riscontrate percentuali di risposte con scomparsa del dolore nel 60% nel gruppo a cui era stato somministrato placebo contro l’80% nel gruppo a cui era stata somministrata morfina.

Molte pubblicazioni scientifiche hanno affrontato questo argomento negli ultimi anni ma tutte con impronta psicologica quasi che il placebo fosse un effetto di pura suggestione.

In realtà l’esplodere in questi ultimi anni di ricerche scientifiche nel campo delle neuroscienze permette di ricostruire l’interpretazione scientifica dell’effetto placebo in modo totalmente nuovo ed assai accurato costituendo, per ogni individuo, questo “effetto” un patrimonio biologico frutto di una complessa storia evoluzionistica collettiva, ma anche espressione di una individualità biologica correlata ad una summa di esperienze cognitive, intendendo per cognitivo ogni stimolo neurosensoriale in grado di modificare la ricezione del sistema nervoso centrale.

Come ho già detto la chiave di volta per l’interpretazione dell’effetto placebo è la PNEI che spiega come avvengono le comunicazioni fra sistema nervoso centrale, sistema neuroendocrino e sistema immunitario.

Tale comunicazione è sviluppata dai neurotrasmettitori prodotti sia dai neuroni che dai linfociti ed in generale da tutti gli organi effettori del sistema immunitario.

Citando l’immunologo J. Edwin Blalock possiamo dire che:” Il sistema immunitario e neuroendocrino rappresentano un circuito di informazioni integrate che comunica con legami recettoriali. La possibilità di decifrare un comune linguaggio biochimico fra cervello , sistema immunitario e sistema endocrino apre nuove vie interpretative su tutto il comportamento biologico”.

La comunicazione attraverso questi sistemi avviene attraverso i recettori cellulari, si tratta di proteine situate sulla superficie cellulare che si attivano quando compare la sostanza chimica specifica cui devono legarsi.

Le molecole che attivano i recettori si incastrano in essi come la chiave nella serratura.

Con la chiave molecolare al suo posto, il recettore cambia configurazione e dà origine ad una serie di eventi all’interno della cellula che possono portare ad azioni specifiche all’interno della stessa cellula.

I neuropeptidi o neurotrasmettitori sono piccole molecole, quali l’acetilcolina, la dopamina e la serotonina che interagendo con il recettore neuronale lo possono eccitare o inibire.

Un altro fondamentale gruppo di neuromediatori è rappresentato dalle citochine ; queste molecole sono dotate di proprietà regolatrici cellulari svolgono un ruolo significativo nella difesa dell’ospite, nel danno tissutale , nella crescita e nella differenziazione cellulare.

In sostanza questa intricata rete di recettori e neurotrasmettitori disseminata in tutto l’organismo rappresenta proprio il complesso sistema che mettendo in comunicazione psiche e corpo fa bene comprendere come possano esistere fenomeni di terapia spontanea descritti da sempre in medicina.

Se, come dice il neuroscienziato Edelman, la mente di un individuo non risiede nel cervello ma è rappresentata da un io cognitivo come struttura in continuo mutamento; se ne evince che l’effetto placebo deriva da una summa di esperienze vissute dall’organismo.

Le più recenti scoperte delle neuroscienze hanno identificato un pool di geni che definisce il placebo costituendo in tal modo per ognuno di noi un “ PLACEBOMA “ responsabile delle nostre risposte individuali ai farmaci.

Il Prof. Vinecnzo Soresi sarà presente come relatore al  III Congresso di Psicomedicina Quantistica®, il 19-20 Novembre, al teatro Pime di Milano. Clicca per info ed iscrizioni.

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