Scritto mercoledì 12 aprile 2017

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Medicine Sciamaniche: Cronaca del mio ritiro spirituale con L’Ayahuasca

Dopo tanti anni di pratiche meditative orientate al risveglio spirituale ero arrivato al cosiddetto “punto morto”, dove sembrava che non riuscissi più a percepire significativi progressi a livello evolutivo; mi sono sentito come se dovessi fare un salto ma non riuscissi a trovare il trampolino per saltare e così continuavo a rimbalzare all’indietro, certo delle mie conoscenze ma con una certa inquietudine. Continuando a seguire la mia ispirazione mi sono finalmente imbattuto in qualcosa che ha letterarmente colpito il mio interesse in modo così deciso che la mia curiosità non ha potuto evitare di approfondire l’argomento.

Si trattava dell’ayahuasca, una bevanda composta da due piante amazzoniche (Ayahuasca e Chakruna) utilizzata dagli indigeni dell’Amazzonia da migliaia di anni con l’obiettivo di espandere la loro coscienza per comprendere meglio i misteri dell’esistenza umana.

Le proprietà curative e visionarie di questo rimedio le hanno conferito il titolo di pianta “maestra” perché insegna, mostra, chiarisce e “di potere”, perché pulisce, cura e purifica sia a livello emozionale, che a quello fisico.

Si organizzavano dei ritiri nei quali, oltre all’uso dell’ayahuasca, veniva associato un approccio di integrazione psicoterapeutico come strumento di approfondimento e di comprensione dei processi che emergevano a seguito dell’espansione della coscienza che si poteva esperire.
Inoltre, in alcuni ritiri veniva proposto l’uso del Bufo Alvarius, una medicina naturale enteogena estratta dalle ghiandole del rospo Bufo Alvarius del deserto di Sonora (Messico), considerato l’enteogeno più potente che esista.

L’effetto di questa esperienza è la perdita della cognizione del tempo, vivendo invece un vertiginoso senso di eternità, di infinito e unità con tutta l’esistenza, accompagnati a stati di estasi ed un sentimento di totale di comunione con se stessi e con l’Universo, percependo la dissoluzione dell’ego.

Ho sentito un forte richiamo per l’ayahuasca sin da subito. Da quando l’ho conosciuta non ho fatto altro che pensare a come sarebbe stata la mia esperienza; così senza troppi indugi ho guardato il programma degli incontri ed ho scelto la data del mio ritiro che doveva essere quello più intenso della durata di 4 giorni con 3 sessioni di ayahuasca ed una di bufo alvarius.
Per non permettere al mio inconscio di sabotarmi ho prenotato il mio ritiro pagando l’intera somma da subito, così da non lasciarmi alcuna possibilità di ripensamento o di rinuncia.

Come volevasi dimostrare, i giorni che hanno preceduto l’evento hanno portato con se tutti i dubbi, le incertezze e le paure di chi si accinge ad effettuare una esperienza nuova che determinerà una modifica nella propria vita; del resto ogni cambiamento produce sempre timori e resistenze di ogni tipo proprio perché il cambiamento stesso implica la messa in discussione delle proprie sicurezze e conoscenze a cui la mente e l’inconscio, per propria natura, si aggrappano con tutte le forze mettendone in discussione l’efficacia ed i possibili vantaggi.

E così a qualche giorno dall’inizio del ritiro tutto il mio entusiasmo e la mia sicurezza hanno iniziato a vacillare quando ho letto di un articolo circa alcuni possibili e pericolosi effetti negativi derivanti dall’uso di questa sostanza presa in ambienti estranei da quello originario e data da persone non riconosciute come sciamani e quindi non conoscitori delle potenzialità della medicina.

La paura ha iniziato a prendere il sopravvento al punto che ho pensato che non avrei dovuto fare quel tipo di esperienza; fortunatamente non potevo più tornare indietro per coerenza con la decisione già presa.

Sebbene fossi stato rassicurato dagli organizzatori circa la mancanza di pericoli, il giorno prima di partire avevo un’agitazione tremenda ed una paura folle di stare male e di vivere un incubo. Cosa succederà? Cosa ne sarà di me? E se dovessi uscire dal mio corpo fisico, incontrare qualche entità demoniaca restando intrappolato in una dimensione sconosciuta e non riuscire a ritornare più in me?
C’erano tutti i presupposti per vivere un vero incubo in cui avrei rischiato la mia vita! Che fare allora, andare lo stesso, impavido del pericolo e con sprezzo per tutto ciò che avevo conquistato fin’ora con le mie pratiche meditative?

Così l’unica cosa che mi venne in mente e che mi ha salvato, è stata quella di chiedere alla mia Sorgente Divina se potevo fare questa esperienza affidandomi a Lei.
Nonostante fossi stato rassicurato, il giorno della partenza l’ho passato nella completa agitazione ed ansia e soltanto al mio arrivo nel luogo deputato al ritiro l’accoglienza degli operatori mi ha calmato.
Ho trascorso l’attesa della mia prima sessione meditando e pregando, poi mi sono affidato alle Energie Illimitate ed ho trovato tutto il coraggio che mi serviva. Tuttavia la paura di poter stare male non mi ha abbandonato fino all’assunzione della medicina.
La cerimonia di preparazione con la musica ha creato un ambiente veramente confortevole. Sono rimasto in totale contemplazione fino al momento in cui ho assunto la “bibita magica” ed ho atteso con fiducia l’attivazione del processo di espansione della coscienza.

Ho dovuto attendere di prendere la seconda dose prima di iniziare a sentirne tutto l’effetto.

Un’espansione di coscienza si è impadronita di me ed i miei sensi erano notevolmente acuiti. Potevo entrare in vibrazione con il suono delle musiche magiche mentre la mia vista percepiva un’infinità di colori sfavillanti; ma stando con gli occhi chiusi iniziai ad avere visioni di oggetti materiali che apparivano alla mia percezione in modo così vivido da sembrare reali.

Si sono succedute scene con personaggi della mia vita quotidiana che, nella loro esasperata drammaticità, mi investivano completamente ad ogni livello. Ma io, perfettamente attento e consapevole ad ogni cosa che accadeva, riuscivo a restare nella mia osservazione neutrale senza lasciarmi coinvolgere troppo, iniziando a percepire tutto con ironia, mentre la parodia di quella realtà mi fece scoppiare nella risata più profonda e naturale.

Non riuscivo ad essere disturbato poiché ero nella consapevolezza che le persone con cui stavo interagendo erano create da me nella mia vita, come un regista che mette in scena i propri personaggi assegnandogli un ruolo preciso. Mi chiedevo: “ma come fanno queste persone a non capire quanto i loro comportamenti sono così stupidi ed inutili? La vita è così semplice! Perché si impegnano così tanto per complicarsi la vita, quando la vita stessa è così semplice!”. Poi ho incontrato le persone più significative della mia vita, la mia guida di meditazione con la quale mi sono fatto una gran risata mentre, riconoscendo tutto il suo valore, le dichiaravo: “io ti farò un monumento!”.

Poi improvvisamente mi è apparsa mia moglie, verso la quale ho provato un amore immenso che mi ha invitato a dichiararle di fronte al suo stupore: “ma non ti rendi conto quanto sei bella ed amorevole?”. Questo processo è proseguito per tutta la notte, accompagnato dalla pace più profonda e da un amore confortevole, fino a quando non mi sono abbandonato alle parole ed ai suoni delle musiche che accompagnavano la sessione.

Non sono riuscito a dormire per non perdere un solo istante di quella esperienza così intensa e meravigliosa. Non vedevo l’ora di condividerla l’indomani.

La seconda sessione del giorno seguente, sebbene fosse apparentemente meno intensa come visioni, è stata caratterizzata da un senso di profonda fiducia e pace e così ho accettato con gratitudine questi regali.

Nello stesso giorno ho deciso di rimandare di prendere il bufo, poiché suggestionato da alcune esperienze dolorose di altre persone. Infatti il bufo ha la potenzialità di farti vivere, con un’intensità così forte ed esplosiva, un’esperienza mistica vera e propria mediante un’espansione di coscienza grandissima nella quale l’ego si dissolve totalmente e si viene proiettati nella coscienza universale, percependosi come parte di Dio e vivendo intensamente tutto il Suo amore.

A volte però questa visione mistica può essere preceduta da momenti di disagio e terrore che rappresentano una catarsi.

Così chiesi alle Energie Illimitate se questa era l’esperienza che mi poteva servire e la risposta è stata quella di non farmi tentare da qualcosa che non passava attraverso la consapevolezza diretta.
Così presi coscienza che la terza sessione di ayahuasca sarebbe stata per me molto significativa e mi preparai a viverla con i miei esercizi di meditazione.

Il terzo giorno, vedendo che tutti i partecipanti al ritiro si preparavano per tornare a casa, sono stato improvvisamente preda di tutte le paure, i dubbi e le incertezze del mondo; in un attimo mi sono sentito abbandonato e tradito da quei compagni con i quali avevo condiviso tutte le emozioni di quella splendida esperienza; stavo per restare solo con la sensazione di vivere un’esperienza molto forte.

In preda al panico ed alla paura e indebolito da due giorni insonni accompagnati da continui giramenti di testa e senso di nausea, decisi d’istinto di non voler fare quell’ultima sessione: era troppo per me e per il mio fisico! Così me ne andai in stanza e scoppiai in un pianto infantile, dopo di ché mi aggrappai nuovamente alla preghiera chiedendo cosa fare, prima di confidarmi con una operatrice, la quale con estrema dolcezza, mi rispose: “ma puoi anche prenderne una dose più piccola, se non ti senti!”.

In un attimo lo stupore spazzò via tutte le paure ed i dubbi e con ritrovata fiducia accolsi il consiglio riconoscendolo come la risposta che attendevo. In questo modo mi sentivo di aver accolto le drammatiche proteste del mio inconscio e con il doveroso rispetto gli concessi un compromesso che non poteva rifiutare. Mi preparai all’ultima sessione con tranquillità e fiducia.

Presi la mia prima dose che mi permise di entrare nella calma e nell’armonia del suono della musica; quindi decisi di prendere una seconda dose.
Dopo pochi istanti sono entrato nel processo di espansione della coscienza iniziando a percepire le energie dentro di me che si apprestavano a risvegliarsi.
Improvvisamente un intenso pianto liberatorio ha interrotto quella silenziosa attesa, aprendo le porte all’esperienza più sublime che avessi mai vissuto. Mi sono abbandonato completamente all’energia che sentivo stava liberandosi. Poi come un’esplosione ha accompagnato il mio pianto, sentendo quell’energia salire dentro di me e fuoriuscire da tutte le parti.
Non è facile trovare le parole per descrivere ciò che ho provato, ma ricordo di aver pianto d’amore fluendo in ogni cosa.

Ogni pensiero, parola, suono venivano istantaneamente tradotti in emozione e sentimento e lasciati fluire fino alla Fonte Divina che me li restituiva amplificati al 100% di puro amore.

“Questa è la vera comunicazione tra il Dio e suo Figlio!” pensai. Ero letteralmente un fiume in piena, che inonda d’amore tutto ciò che incontra, dove non mi era possibile trattenere nulla. Ogni pensiero, emozione, parola veniva abbracciato dal fluire e trasmutato in amore.

Ho preso consapevolezza di tutte le cose che avevamo detto nei giorni precedenti, trasformandole in esperienza ed ho compreso che i giramenti di testa non erano paura di cadere ma paura di volare (parafrasando le parole di una canzone di Giovanotti che un compagno di ritiro mi aveva suggerito). Si, era proprio così, quella meravigliosa energia ha finalmente trovato la via d’uscita per manifestarsi nella sua purezza ed autenticità, e quella fastidiosa sensazione di vertigine e di nausea scomparve immediatamente.

Compresi anche che all’origine di ogni malattia c’è sempre una qualche negazione o rifiuto e che la forza travolgente dell’amore poteva spazzare via ogni disturbo in un istante.

Ho preso consapevolezza di rivivere parte delle esperienze vissute con il bufo alvarius di ognuno dei miei compagni di ritiro, rivivendone l’amore, la gioia, l’estasi e la beatitudine come fosse stata un’unica esperienza condivisa da tutti. Eravamo tutti Uno, uniti nell’amore divino!

Ho provato un immenso amore per tutte le donne; per la loro energia femminile, ma anche per gli uomini che sanno esprimere quella energia in modo naturale e con la spontaneità di un bambino. Era tutto così naturale!

L’amore è dare e ricevere simultaneamente in un fluire continuo in cui l’anima si può solo nutrire!

Dopo aver manifestato la mia energia anche danzando, mi sono lasciato cullare e coccolare da quei suoni meravigliosi che dolcemente entravano dentro di me espandendosi in modo luminoso.
Un unico pensiero si è impossessato di me: l’Amore è fluire in ogni cosa, dentro e fuori di me!

L’Ayahuasca ha avuto il potere di liberare la mia kundalini guarendo la mia energia femminile, liberandola dal suo torpore e lasciandola fluire in modo naturale e spontaneo.

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Informazioni sull'Autore

Fabio Amici


Sono nato il 28 settembre del 1968, sono ricercatore spirituale e sperimentatore di tecniche meditative seguendo un personale metodo di autoconoscenza che indaga i processi mentali e gli stati emozionali, utilizzando il “sentire” per raggiungere un contatto diretto con la propria divinità. Mi sono formato nei monasteri Buddhisti della scuola Zen e Therevada, ho studiato e approfondito le conoscenze sulla fisica quantistica in relazione alla spiritualità, ho studiato e praticato lo Yoga Kundalini e ho praticato la terapia della regressione nelle vite passate conseguendo l’apprendimento di un metodo di indagine per correggere gli “errori” dovuti a traumi emozionali ed alle conseguenti programmazioni mentali. Mi ispiro ai principi metafisici di “Un Corso in Miracoli” attraverso i quali propongo meditazioni con lo scopo di facilitare il riconoscimento delle cause dei disagi umani, insegnando una via di riconciliazione e di armonizzazione con il proprio Sé e con l’Universo.

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