Scritto lunedì 12 agosto 2013

In: Fisica Quantistica | Nessun Commento

La Realtà e la Derealizzazione

Realtà e derealizzazioneCosa si intende per “realtà”? La “realtà” è ciò che passa dalla nostra esperienza o è la totalità di ciò che può esistere a prescindere da ciò che noi percepiamo di essa? In pratica un vaso appoggiato sul nostro tavolo è reale perché lo vediamo e lo tocchiamo o è reale anche se fosse in casa senza di noi? La realtà si attua solo in presenza della nostra consapevolezza? La scienza definisce reale tutto ciò che è misurabile e replicabile; la fisica classica ha addirittura dimostrato l’esistenza non solo di molecole ma di atomi e di particelle subatomiche con le quali è composta tutta la materia che esiste nell’universo. Considerata questa posizione scientifica è plausibile pensare che per la scienza ufficiale il reale esista a prescindere da ciascuno; essa esisterebbe di per se. Con il procedere degli studi si è giunti a scoprire una realtà sub atomica ancora più sconcertante e rivoluzionaria, la cosiddetta Fisica quantistica che studia appunto il mondo vastissimo costituente l’atomo. Per la fisica quantistica la realtà sarebbe molto diversa e meno “solida” di quanto si poteva immaginare. La materia quindi non sarebbe solida ma vibrante in quanto così composta:

– Materia

– Molecole

– Atomi

– Quark up e Quark down

– Stringhe (composti di energia vibrante come una corda di violino)

Da questo si evince che alla base di tutto il reale ci sia Energia vibrante la quale si manifesta attraverso livelli di frequenza d’onda sempre più addensata. Ci troviamo quindi nella relazione di questa apparente realtà definita erroneamente solida che i nostri occhi, i nostri sensi ingannati dall’inconsapevolezza ci costringono a confermare. In questa ottica voglio porre un disturbo percettivo denominato “derealizzazione”; in questo disturbo che ne è affetto ha la percezione costante o saltuaria di vivere la realtà come dietro un monitor televisivo, come da spettatore e tutto appare quindi come immaginato e non “reale” appunto… non è considerato una patologia psichica ne porta a divenire psicotico, è una percezione, un diverso modo di vivere nel reale. Nessuna terapia ne alcun disciplina psicanalitica è in grado di risolvere tale problematica e chi ne è affetto è portato tendenzialmente a viverlo senza poterlo condividere. Eppure moltissime persone ne sono affette. Cosa percepiscono costoro? Sono aderenti alla vita quotidiana eppure la vivono come se fosse un ricordo, come se … così la definiscono “come se”. Il mio punto di vista è che siano arrivati ad un punto di non ritorno, in quel punto preciso in cui la materia comincia ad essere messa in discussione, nel punto di congiunzione fra la vibrazione degli organi di senso e la materia vibrante.

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Informazioni sull'Autore

Paolo Ruffini


Paolo è nato nel 1973 a Varese e attualmente risiede a Milano. Svolge la professione di Musicoterapeuta. A queste esperienza di guida attraverso il suono affianca da molti anni la divulgazione del Metodo Ruffini, un trattamento dermatologico. Scrive articoli di ricerca interiore e di medicine alternative con la finalità di contribuire al risveglio di una Umanità nuova: è parte come tutti di questa unità non-luogo che è esistere nel non-tempo.

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