Scritto lunedì 14 gennaio 2013

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Ode alla Radiestesia

PendulumHo scoperto la radiestesia molti anni fa durante un corso. Mi spiegarono come testare i fiori di Bach e i Sali di Schuessler usando il pendolo. L’ho considerata una cosa non solo impossibile per me, ma anche una stupidaggine senza senso. Come potevo fidarmi di ciò che “diceva” (ammesso che dicesse qualcosa visto che non accennava nemmeno a muoversi!) un pendolo? Tuttavia mi incuriosiva e mi affascinava la possibilità di trovare “risposte”  così rapidamente e sembrava facilmente, come pure la possibilità di ottenere risposte non trovabili razionalmente o attraverso un sapere già acquisito (oltre ad indispettirmi per la facilità con cui tutti riuscivano a usarlo tranne me!!!). Inoltre era una “conditio sine qua non” per poter fare radionica e la radionica era la passione della mia vita. Dovevo assolutamente imparare ad usarlo.

Il pendolo è stato un duro esercizio per me. Oltre all’incapacità di farlo muovere, dovevo lottare contro la mia mente razionale, il mio background scientifico che non accettava assolutamente la radiestesia. Negli anni però ho imparato ad usarla, ad apprezzarla e l’ho utilizzata per le più disparate ricerche.  Da allora mi sono appassionata e non ho più smesso in caso di necessità di tirare fuori il mio pendolo e “chiedere”. Col tempo ho scoperto tutte le sue potenzialità, che vanno ben oltre il semplice far oscillare un peso appeso ad un filo.

Prima di tutto la radiestesia ti permette di SAPERE.

Ci sono cose che non possiamo sapere razionalmente o che scopriamo solo facendone l’esperienza quando oramai è troppo tardi. A volte non si può che procedere a tentoni, provando questo o quello e vedendo che succede. Quanto tempo viene perso…e a volte di tempo non ne abbiamo molto. E neanche di soldi: oggi siamo sommersi da corsi, incontri, conferenze, teorie….non sarebbe utile poter con un semplice pendolo chiedere quanto ci è utile partecipare al tale corso, o incontrare quella persona, se quell’ idea o quel progetto ha una validità o no, se i pomodori mi fanno male o no, se quel politico sta dicendo la verità… in qualche secondo la radiestesia ci dà la risposta. Ogni cosa può essere testata, praticamente tutto. Dal parrucchiere alla mela da mangiare, dal rimedio ideale per un male al colore da usare per dipingere la tua stanza da letto. La tua auto fa le bizze e non sai cosa sta capitando? Tira fuori il pendolo e comincia a testare tutte le sue parti. Salterà fuori il colpevole! Questo è molto interessante, no? E anche molto pratico. E perché no, anche economico, il che di questi tempi non guasta.

La radiestesia non è una scienza esoterica, esclusivo appannaggio di maghi o indovini. E’ qualcosa che appartiene a tutti, che può essere usata da tutti nella vita di tutti i giorni per i problemi di tutti i giorni. E’ una facoltà che ci permette di comunicare con il nostro ambiente in modo istintivo, reale, profondo. Che cos’è che ci fa scegliere una cosa piuttosto che un’altra, che ci fa “sapere” che quella cosa ci fa male o bene…noi tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita una voce interiore, qualcosa che ci dice quello no, questo si…

La radiestesia ci permette di SCEGLIERE. Ci mostra la risonanza tra due cose. Ad esempio tra noi e un colore, tra una mela e le sue qualità. In questo modo possiamo trovare ciò che “risuona” con noi o con ciò che testiamo, ad esempio il tale fiore di Bach o il tale rimedio omeopatico (a volte senza sapere nemmeno cosa sia l’omeopatia). Oppure ci indica una percentuale: quanta energia mi fornisce questa mela? Quanto mi fa male? Quanto mi fa bene? La radiestesia ci dà una chance in più: quando non ci sono più risposte possiamo sempre rivolgerci al pendolo. Quando appena laureata mi fu proposto di cercare un nuovo crioprotettore per far si che il sangue congelato non fosse così tossico da non poter essere trapiantato nei bambini, alla fine di una estenuante ricerca, senza più risorse, mi sono rivolta, sentendomi in colpa eppur trepidante, al pendolo. E sui libri di chimica, testando, ho trovato il composto miracoloso: la vitamina E!

Vorrei chiarire una cosa: non è un potere che si manifesta in noi, non è un’entità che muove il pendolo, sono semplicemente i piccolissimi impercettibili movimenti dei nostri muscoli sollecitati dai nervi, eccitati da una reazione che accade in una parte di noi, quale esattamente non si sa: una parte del nostro cervello come pensavano i vecchi radiestesisti, nella fattispecie quella più ancestrale, il bulbo spinale, o in qualcosa di più etereo, come il subconscio, o chissà, nel campo energetico o informativo che ci plasma. E’ un senso di percezione quello radiestesico che ci permette di connetterci con qualunque cosa vogliamo (o quasi).

Tutto è connesso. Qualsiasi domanda poniamo, se esiste la risposta da qualche parte nell’universo, possiamo conoscerla. Può manifestarsi come un brivido, una sensazione interiore, una reazione muscolare, una frizione, un pendolo che oscilla… l’importante è che c’è una risposta e dobbiamo decifrarla. La maggior parte dei radiestesisti ha un codice personale preciso per interpretare i movimenti del pendolo: quando gira in senso orario la risposta è si, quando gira in senso antiorario la risposta è no. Ma ci sono molte altre possibilità di lettura, magari il si è un oscillazione e il no è la mancanza di movimento e così via, l’importante è che ci si capisca chiaramente! Il mondo della radiestesia è pieno di trabocchetti e necessita di applicazione e studio come qualsiasi altra arte per diventare un valido strumento di aiuto nella nostra vita. Perciò l’ideale sarebbe seguire un corso, così come si fa con qualunque altra materia. E’ necessario applicazione e tempo ma le possibilità che offre valgono la candela…

Ma il pendolo può fare molto di più. Nel prossimo articolo vi parlerò di altre sue preziose capacità.

Intanto spero di avervi incuriosito un pochino, a tal punto da guardare con occhi diversi questo mondo così controverso eppure meraviglioso della radiestesia.

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Informazioni sull'Autore

Alessandra Previdi


Alessandra Previdi, romana, laureata in biologia, ha seguito vari corsi di medicina alternativa prima di scoprire la Radionica. Ha frequentato la Scuola di Radionica della prestigiosa “The Radionic Association” (Oxford, Inghilterra), diventandone l'unico membro italiano qualificato. Ha poi continuato la sua formazione in America, dedicandosi allo studio dell’agricoltura in radionica e stabilendo in tutto il mondo relazioni con personaggi straordinari dediti alla ricerca nel campo della radionica e dello sviluppo delle facoltà superiori dell’uomo. Per divulgare la radionica in Italia ha scritto “Radionica, l’energia che guarisce a distanza” per le Ediz. Mediterranee e ha fondato nel 1995 la Società Italiana di Radionica, prima associazione italiana dedicata alla divulgazione, all’insegnamento ed alla ricerca in questo affascinante campo, di cui è l’attuale presidente. Dirige la Scuola di Radionica, per la formazione di operatori radionici, ed il Giornale di Radionica, semestrale dell'associazione. Attualmente le sue ricerche riguardano il campo della biocomunicazione e l’intervento sull’ambiente con metodiche radioniche.

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