Scritto venerdì 16 dicembre 2016

L’amore vero sovverte tutte le regole e i valori – “Discorso alla luna” di Selene Calloni Williams: il libro della rinascita da regalare a Natale

 

Discorso alla luna
Diciamolo subito, visto che quando sono molto ispirata, tendo a essere prolissa. Il protagonista di questo articolo è un libro (libro? Va bé chiamiamolo libro per il  momento!): Discorso alla Luna di Selene Calloni Williams.

Ok, la cosa più importante l’ho detta, ora posso girarci intorno! A leggerlo ci ho messo una settimana esatta, dall’8 al 15 dicembre (tra l’altro, due date alquanto significative ma lasciamo questi dettagli all’ignoto dove è giusto che rimangano!). Ci ho provato a diluirlo nel tempo, avrei voluto durasse almeno quanto il ritmo che ogni viaggio dell’eroe che si rispetti richiede (21 giorni se non sbaglio), ma è stato impossibile frenare il mio di ritmo che ha accelerato i tempi in una sorta di incontinenza poetica irrefrenabile, forse perché dovevo scrivere questo articolo e sapevo di doverlo fare entro il 21 dicembre.

Il Ratto di Proserpina, opera di Bernini, dettaglio

Il Ratto di Proserpina, opera di Bernini, dettaglio

21 dicembre. La notte più buia dell’anno, il solstizio d’inverno, la notte di Ade e Persefone, la notte di quelle abissali altitudini dove germinano le possibilità di creare nuovi mondi. E siccome Discorso alla luna è il libro della nuova umanità, il best seller dell’uomo dopo l’uomo, del risveglio all’anima del mondo e, dunque, dell’ecologia più profonda che si possa immaginare e, dunque, della libertà più totale che si possa vivere… ecco, non poteva che andare così.

I grandi cambiamenti sono decisi nelle profondità della terra e, quando è tempo, si diffondono tra gli umani, portati dalla luna attraverso i sogni. Questo è il tempo di un nuovo uomo e di un nuovo mondo!”

Fin qui tutto molto rassicurante vero? Ma all’anima che si svela non servono certo rassicurazioni, piuttosto ispirazioni potenti, che sono le sole forze davvero rivoluzionarie. Per cui, preparatevi al viaggio più propiziatorio che possiate fare in prossimità di Natale e del nuovo anno, armatevi di pazienza, di una sana follia, di qualche oggetto rituale a voi particolarmente caro, di un amante che v’ispira dalle viscere, e di buone bombole per immergervi nelle profondità abissali dove il tempo si sospende….

Abissi fondale mare blu

Ti aspetta un triplice compito.
Entra nella grotta ed entra profondamente in te.
Lascia fluire l’amore dal cuore come un fiume caldo in piena.
Spezza la morsa che ti imprigiona: guarda nelle tue profondità, scova il senso di colpa, di indegnità, che vi si cela, colpiscilo con il pugnale che ti ho dato e recidilo alla radice

Al posto del pugnale, usate pure il vostro oggetto rituale del cuore. Il resto, verrà da sé e sarete in compagnia di personaggi straordinari, realmente esistenti, sciamani e sciamane delle steppe siberiane, abitanti luoghi talmente belli e selvaggi che è impossibile non rimanerne ammaliati e, d’altronde sarà questa la vostra missione, leggendo…

Che l’anima della natura riprenda ad alitare nelle menti

Leopardo delle nevi

“I tuoi occhi sono azzurri come il cielo!”, disse al ragazzo che la strinse a sè … Anche la sua rabbia parve trasformarsi in tutt’altro sentimento: quello di un’anima selvaggia che riconosce se stessa negli occhi dell’altro”. Nella foto: un Leopardo delle nevi

Avete mai pensato che a rendere intensa la vostra vita e a dare un senso a ciò che state vivendo non sia tanto ciò che state vivendo, ciò che siete e che state realizzando ma piuttosto ciò che avreste potuto essere, i figli mai nati, i progetti abortiti, gli amori rapiti, gli avi mai conosciuti e… tutte le infinite possibilità che restano? Probabilmente in questo preciso istante, invece che pensare alla risposta, vi state domandando che senso abbia questa domanda (sorrido!). È tutto così perfetto!

Ricorda che hai un’aquila al centro della fronte

aquilareale

Il fatto è che concentrarsi solo su quanto è visibile vuol dire rimanere sospesi a metà rispetto all’Unione profonda che si potrebbe sperimentare e, forse, è per questo che sembra sempre che nelle nostre vite manchi qualcosa. L’insoddisfazione non è data tanto da quello che pensiamo di volere e che non otteniamo – perché se si sta dalla parte del Daimon e si diventa amanti di un dio (che nei luoghi dove è ambientato il libro risuona come utcha), non c’è niente che non venga dato, niente di cui non si abbia realmente bisogno, purché sia un desiderio di amore.

Tutte le immagini che possiamo vedere, dalla tempesta di neve, alla prigione, a un baule pieno di soldi, a un arcobaleno, servono a un unico scopo: fissare nella nostra mente l’amore

L’insoddisfazione, dicevamo, scaturisce proprio dalla mancanza di riconoscimento, di unione con quella parte invisibile di noi che contiene tutte le immagini negate, oscure, dolorose, che contribuiscono a renderci completi, integrali, come due amanti che si fondono nell’amplesso amoroso. Tutto quello che avreste potuto essere, con il suo carico di ombrosa emotività è, insieme alla vita che state svolgendo, il vostro patrimonio più grande, il complice più amorevole, il potenziale rivoluzionario, il dio che vi chiama perché vuole essere amato e perché vuole incondizionatamente amarvi, il vostro amante celeste o sotterraneo come si dice in ambito sciamanico.

Marc Chagall, Gli Amanti in Blu, 1914

Marc Chagall, Gli Amanti in Blu, 1914

Nessuno è solo in questo mondo. Ognuno di noi ha un dio seduto sulla sua spalla sinistra. […] Per essere liberi bisogna volerlo in due e per prima cosa bisogna trovare l’altro. L’altro non esiste, se non come dio che sta seduto sulla tua spalla e si riflette in tutti coloro che incontri. Tu pensi che gli uomini vogliano ascoltare la voce del silenzio che sta seduto sulla sua spalla sinistra? Oppure preferiscano continuare a fare di testa loro? Pensi che le montagne, il leopardo delle nevi e i lupi vogliano quello che vuoi tu? Ricordati che prima di fare qualsiasi cosa bisogna chiedere il permesso agli dei e non è detto che questo ci venga accordato!

Se si rimane esclusivamente dalla parte di ciò che è manifesto, tangibile e visibile con i soli occhi esterni, ci si sentirà sempre “a metà”, incompleti, insoddisfatti, o magari si vivrà anche sereni nell’inconsapevolezza, ma non si otterrà il più prezioso dei tesori: realizzare la missione dell’anima per la quale ci si è incarnati. Che è sempre e da sempre una missione di amore assoluto, totale e incondizionato. E l’amore assoluto, totale e incondizionato non può che voler inglobare tutto, non può che spronare a sprofondare proprio lì dove non avreste mai pensato di voler andare, per paura, a incontrare le ombre – che, al di là di ogni giudizio di bene e male, sono luci non viste, amanti non accolti, dei non celebrati, idee non fertilizzate.

Anastasiya si lasciò andare all’emozione, perché sapeva che certi sentimenti, quando si presentano così forti, sono spiriti famelici e non vanno contrastati, bensì nutriti con attenzione cosciente fino a che, appagati, decidono di loro spontanea volontà di trasmutarsi in altro, in forze creative o illuminanti visioni”.

c_anastasya

“Così consentendo alla tristezza di abitare in lei, la riconobbe come umidità/secchezza e movimento/immobilità, ovvero acqua e aria. Quella tristezza era la stessa che in superficie, nella steppa, veniva indotta dal vento che spirava dalle colline dei venti del sentimento quando si guardava l’acqua rossa del lago”

L’amore non può che ruggirti dentro per chiamarti a benedire i tuoi nemici operando l’alchimia più grande che, da che mondo è mondo, produce i più grandi cambiamenti: i nemici diventano i più fedeli alleati e i destini già scritti vengono cambiati. L’amore può riscrivere il finale di ogni storia, di ogni vita, di ogni mito, purché si abbia il coraggio di affrontarlo e di riconoscerlo, appunto, dentro a ciò che ci appare più scomodo da “accettare”: situazioni tremende che ci assillano, malinconie taglienti, tristezze profonde, vuoti incolmabili, ferite lancinanti, disagi e malattie.

“Quando il richiamo degli dei è molto forte, estremo – poiché esso è il ricordo del sacro, della capacità di darsi, della bellezza e dello svanire per amore, del finire per rigenerarsi e creare oltre se stessi – si esprime nel simbolo della morte. La morte è come l’inverno per i semi: accoglie nella terra per trasformare. Essa è un viaggio per dimenticare le conoscenze acquisite senza amore, per lasciare andare le certezze mentali – che sono le più grandi bugie -, i ricordi del potere del controllo. Dopo si può ricominciare a conoscere, la possibilità di conoscere con amore esiste di nuovo”.

 E, dal momento che “l’amore vero sovverte tutte le regole e i valori”, non vi stupirà se non nel senso di lasciarvi dentro una gioia indescrivibile simile a un calore che inonda tutto il vostro essere (il “calore psichico” che probabilmente sperimenterete leggendo), non vi stupirà, dicevo, di incontrare nel vostro viaggio una coppia di giovani donne che si amano (Flora e Ippolita), una coppia di due primi cugini (Svetlana e Kazimir rispettivamente la sciamana nera e lo sciamano nero, già protagonisti de Il profumo della luna) che si amano, una coppia di complici formata da una sciamana di antico lignaggio, erede della stirpe delle Amazzoni (Anastasiya) e un prete (Renato Arun) che portano avanti la loro missione sostenuti da una grande stima reciproca, un’altra forma dell’amore.

Se si permette all’amore di vincere la paura, tutto è possibile. Anche riscrivere il finale di un mito o di una leggenda tramandata, immutabile, nel tempo, perché “le scelte degli umani influiscono sul destino degli dei”.

Il miglior regalo che possiate farvi è di non sentirvi più vittime degli eventi, ma co-creatori  e maghi delle vostre vite.

La magia è l’arte di fare l’amore con dio

Tutto dipende, appunto, dalle storie che vi raccontate. Da ciò in cui avete deciso di credere.
Lasciate un finale aperto alla vostra vita e lasciatevi stupire da quello che succederà dopo!
Fatelo leggendo e regalando il Discorso alla luna a voi stessi e a chi vi sta più a cuore.  Non è solo un libro, ma un racconto di potere intriso di una grande forza che agisce mentre lo si legge. È la forza dell’amore libero, l’amore che libera. L’amore è contagioso ed è l’unica cosa da cui vale la pena lasciarsi contagiare.
Essere famiglia è molto di più che stare sotto lo stesso tetto.
Innamoratevi della vita!

www.ceciliamartino.it

amazzone

Tutte le citazioni virgolettate e in corsivo sono tratte da “Discorso alla luna”, Selene Calloni Williams, Edizioni Studio Tesi

Discorso alla luna Copertina

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Informazioni sull'Autore

Cecilia Martino


Nasco a Roma sotto il segno della Vergine. Anno 1976. Mi laureo in Lettere prima e in Filosofia dopo con una tesi dal titolo: "Poesia. Immagini dialettiche. La ricerca linguistica dell'indicibile". Approfondisco nel tempo i temi della Comunicazione linguistica e dell’Estetica coltivando, in particolare, una connaturata vocazione alla scrittura creativa e mitopoietica. Negli ultimi anni ho pubblicato 4 libri, la raccolta di poesie “illogicaMente” e alcuni saggi nella rivista di settore “Philosophema”. Studio e pratico Yoga, spiritualità e discipline orientali. Negli anni ho affrontato svariati studi di tutti gli Yoga classici, sia dal punto di vista pratico che teorico, frequentando seminari di approfondimento su Veda, Purana, Upanishad, Ayurveda, Sciamanesimo e Meditazione ad approccio Immaginale (con Diploma per Istruttori metodo IMMAN – Imaginal Mindfulness Meditation Approach Nontherapy- conseguito nel 2016). A Settembre 2016 conseguo il Diploma per Insegnanti Yoga rilasciato dalla Scuola Yoga Shanti Vidya SVYASA (Swami Vivekananda Yoga Anusandhana Samsthana) con una tesi dedicata a uno dei più grandi grandi filosofi e maestri spirituali dell’India moderna, Sri Aurobindo, infaticabile ricercatore e sopraffino poeta, nonché padre dello Yoga Integrale, uno yoga che supera lo yoga stesso in quanto vera e propria visione rivoluzionaria dell’esistenza! Professionalmente mi occupo di editoria web da oltre 10 anni, dal 2005 sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, ma il mio vero Lavoro è quello della ricerca interiore messa al servizio della crescita personale e collettiva. Attualmente vivo a Torino. Ho aperto un Blog dal titolo “Il mestiere del dare” ispirato alla condivisione della Gioia, uno stato creativo dell'essere di cui tutti dovremmo essere "portatori sani". Imprese memorabili: Vivere nel mondo ma non essere del mondo Il mio motto: Io mi contraddico. Sono ampio. Contengo moltitudini (Walt Whitman) http://ilmestieredeldare.blogspot.it/

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