Scritto mercoledì 18 maggio 2016

In: Esperienze | Pratiche | 1 Commento

Altruismo o Egoismo?

Quando mi capita di stare per fare qualcosa per qualcuno, mi faccio alcune domande: perché lo sto per fare? Si tratta di Amore o di un atto di rispetto? Lo sto per fare perché mi sento in colpa o in debito per qualcosa? Che cosa succede se mi rifiuto? Come mi sento se mi immagino mentre lo sto facendo? Provo gioia? Ho bisogno di essere ringraziato per questo? Mi aspetto qualcosa in cambio? La mia azione sarebbe mossa dall’altruismo o dall’egoismo?

Il valore di un’azione si misura in funzione di quanto Amore contiene. E visto che l’Amore o c’è o non c’è perché di tratta di uno stato interiore, è chiaro che un’azione non può contenere sfumature d’Amore ma può essere un’Azione d’Amore o un’azione intrisa di qualcos’altro.

Altruismo

Facciamo un esempio pratico. Domani ci chiama una nostra Zia, la quale ci chiede se per cortesia possiamo andare a prenderla a casa e accompagnarla da una sua cara amica che non vede da molto tempo e che vive fuori città. Nel momento in cui siamo chiamati in causa con una richiesta qualunque, la nostra mente inizia a recuperare del vissuto, ovvero ricordi di situazioni analoghe. Inoltre, analizza chi è il richiedente e se merita la sua attenzione e azione oppure no. Poi controlla se esiste del tornaconto personale in quello che sta per accettare o non accettare di fare ed infine recupera eventuali sensi di colpa, paure, stati di inadeguatezza, eventuali sudditanze psicologiche e debolezze nei confronti del soggetto e/o di situazioni di questo genere.

Noi non ci accorgiamo di questo processo perché avviene per lo più a livello inconscio e solo in minima parte a livello cosciente.

Cosa significa? Che molto probabilmente accetteremo o non accetteremo di accompagnare nostra zia non tanto in funzione di ciò che riteniamo giusto fare ma soprattutto in funzione di programmazioni registrate nel nostro inconscio. In sostanza, non agiamo veramente ma siamo manipolati dal nostro passato.

Per esempio potremmo provare una sensazione di disagio nel momento in cui nostra zia ci parla oppure potremmo provare rabbia, risentimento, potremmo percepire un senso di violazione della nostra libertà o di obbligo senza che lei ci dica parole o assuma atteggiamenti che possano razionalmente far scaturire quelle sensazioni. Quando accade questo noi inneschiamo una specie di pilota automatico e re-agiamo. Non stiamo agendo veramente, la nostra non è una Azione d’Amore ma qualcosa di diverso. Accettiamo di andarla a prendere e come compagne abbiamo tutta una serie di di sensazioni ed emozioni contrastanti.

La nostra vita dovrebbe sempre essere vissuta nell’Amore e in questo modo le nostre azioni sarebbero intrise di questo straordinario sentimento capace di generare gioia in noi e nel prossimo.

Quando non proviamo gioia nel fare qualcosa è certo che non ci troviamo in Amore e stiamo agendo sotto l’influenza di altre emozioni, certamente di livello più basso.

Porsi le domande che ho scritto all’inizio del post ci consente di tornare consapevoli e di capire in quale stato o emozione di ci troviamo in quel momento. Se siamo confusi, per nulla gioiosi e viviamo emozioni contrastanti in merito alla richiesta della zia, nell’esempio, allora è molto meglio per entrambi rifiutarsi con l’opportuno garbo e la giusta fermezza per poi andare ad analizzare con più calma quali sentimenti sono emersi che ci hanno impedito di vivere nel Presente e di rispondere abilmente in modo non contaminato.

Una riflessione che aiuta spesso chi si trova in circostanze simili è di comprendere che se una persona di chiama solo nel bisogno o perché ha una particolare esigenza è perché sa bene che può contare su di noi e che noi siamo la persona più giusta per aiutarla ad uscire da una situazione difficile o da un momento di bisogno. Si tratta di una benedizione. E’ una concreta opportunità per contribuire a ricevere nell’atto del dare.

Quando diamo qualcosa al prossimo ci stiamo in realtà arricchendo a nostra volta. Dare è ricevere. L’altruismo è figlio dell’Amore.

Quando ci troviamo in una circostanza in cui ci viene chiesto aiuto o decidiamo di dare aiuto a qualcuno che non ce lo ha richiesto dobbiamo ricordarci che l’altro percepirà benissimo lo stato emotivo da cui ha originato l’atto. Se facciamo qualcosa per ragioni diverse dall’Amore lo capisce. Lo sente. Lo percepisce in modo così chiaro che sia noi che il destinatario non daremo nessun valore all’azione. Non verremo presumibilmente ringraziati e non ci sentiremo bene dopo averla compiuta.

Se stiamo per agire senza Amore dovremmo recuperare quel minimo di saggezza per non agire affatto.

Una volta tornati nel nostro centro saremo in condizioni di perdonare, di Amarci e di Amare il prossimo, chiunque esso sia. Solo dopo saremo pronti ad Agire davvero.

Allora il nostro “dare” non chiederà nulla in cambio, non presenterà il conto, non avrà colonne dare e avere, non si baserà sul passato e non sarà orientato al futuro ma sboccerà nel meraviglioso attimo presente in tutta la sua fragranza e spontaneità. Allora sarà ricchezza. Allora genereremo abbondanza e il circolo virtuoso dell’azione pura alimenterà le nostre vite e non le consumerà con la voracità dell’ego.

Ancora una volta quindi la quantità non è sempre sinonimo di qualità. Dare, dare, dare con i germi dell’egoismo o del senso di superiorità o con giudizio equivale a non dare affatto. Siamo tutti fortemente interconnessi, costituiti da polvere di stelle e non possiamo mentire pensando di farla franca. Non possiamo proprio nasconderci. E’ impossibile camuffare i propri sentimenti in modo credibile. Siamo sempre nudi. Tutto il mondo ci osserva, in ogni momento della nostra vita. Ogni azione non pura viene silenziosamente condannata dal resto del mondo e ci impedisce di realizzare miracoli, di materializzare e ottenere quello che vogliamo nelle nostre vite.

Per concludere, vi consiglio di leggere il mio articolo Libero arbitrio: un inganno della mente? dove potete trovare alcuni interessanti consigli per la trasformazione delle convinzioni e quindi per alleggerire il bagaglio con lo scopo di recuperare la capacità di produrre azioni pure nell’Adesso senza tempo.

Vi auguro di riconoscere e di vivere gli effetti del vostro altruismo negli occhi di chi aiuterete. Conosco quegli occhi, sono colmi d’Amore, di riconoscenza e di sincera ammirazione.

Vi abbraccio forte, rimanendo a disposizione per rispondere alle vostre eventuali domande e/o per accogliere le vostre riflessioni. Alla prossima.

“Dalla Luce, per la Luce, con la Luce.”


 

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Informazioni sull'Autore


Igor Bragato, nato ad Asti il 26 dicembre 1974, fondatore del gruppo Quantic, ricercatore e appassionato di olistica, metafisica, tecniche di evoluzione spirituale ed “alternative healing", è da poco passato all'alimentazione vegana crudista dopo anni di alimentazione vegan. Nel dicembre 2009 pubblica il suo primo libro come autore, "Luce: Appunti di Viaggio per la Tua Anima" che riscuote un ottimo successo e viene tradotto in Inglese e distribuito sul mercato internazionale digitale. Altre opere: l'e-book "Curva o Rettilineo?", disponibile sul mercato iTunes e il recente e-book "Il Metodo della Scala". Vive a Londra.

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