Scritto venerdì 22 febbraio 2013

In: Esperienze | 2 Commenti

La Mia Atlantide – Viaggio nel passato

La giornata indiana cominciò come tutte le altre, sveglia all’alba e colazione veloce alla canteen dell’ashram, un profumo intenso di fiori, tra cui distinguevo il gelsomino bianco, tanto caro a Swami… Il darshan iniziò poco dopo, grande emozione come sempre, musiche celestiali che accompagnavano il Maestro, nel Suo mestoso e delicato incedere tra noi, avidi della Sua Divina e Amorevole presenza. Lui mi passò accanto e gettò uno dei suoi sguardi rapidi ma intensi verso di me e i nostri occhi si incrociarono per un lungo eterno istante… mi parve che due piccole saette luminose uscissero dai Sui occhi profondi e gioiosi colpendomi proprio in mezzo alle sopracciglia, una beatitudine profonda e ormai familiare mi saturò e in quello stato di puro Essere mi ritrovai in uno dei miei viaggi astrali. Il luogo era incantevole, palazzi maestosi e colonne di pietra opalescente e cristalli ovunque, in cima alle torri in pietra simile all’avorio. Sentivo il rumore del mare lontano, e vidi improvvisamente la spiaggia. Era una lunga lingua di sabbia bianco argento dove l’oceano di un blu cobalto accarezzava con le sue possenti onde tutta la spiaggia, bambini vestiti stranamente giocavano rincorrendosi, venditori di frutta che non avevo mai visto proponevano la loro merce multicolore ai molti bagnanti sdraiati al sole. Io mi aggiravo affascinata e gioiosa in quell’incantevole luogo a me familiare e caro, ma nello stesso tempo nuovo per me. Allontanandomi dalla spiaggia enormi fontane zampillavano e gli spruzzi formavano affascinanti giochi d’acqua, rimasi a lungo a guardare. Improvvisamente il cielo si oscurò e un vento fortissimo iniziò a scuotere tutto. Alberi e cespugli tremarono sotto le sferzate di quella tempesta improvvisa, un suono sordo, cupo e terribile si alzò verso il cielo, come le trombe dell’apocalisse biblica pensai, tutti correvano da una parte all’altra cercando rifugio nei palazzi, o sotto i colonnati, ovunque sentivo urla e sgomento. La terra iniziò a tremare e scuotersi. Io vedevo tutto ma nello stesso tempo non ne ero coinvolta fisicamente, come in un film in 3D io ero testimone della tragedia di Atlantide. Le onde si fecero gigantesche e colpivano senza sosta le coste della città, i frangiflutti no bastavano a sbarrare la strada all’acqua che cominciò ad invadere le strade e la grande piazza principale. Gente terrorizzata e stupita mi passava davanti senza vedermi, io percepivo loro ma ero come invisibile ai loro occhi…. stavo immaginando o rivivendo un passato ormai dimenenticato? Di colpo mi ritrovai al di sopra di tutto quel tumulto, ero a bordo di uno strano apparecchio dell’epoca, ora forse lo chiameremmo ufo? Dall’alto vedevo un mare nerastro coprire tutto, palazzi, strade, torri e cristalli giganteschi, persone animali, ogni cosa spariva tra i flutti e i suoni profondi e cupi continusrono a rimbombare per molti minuti forse ore. Il tempo si era come fermato.

Io osservavo dal pavimento trasparente dello strano apparecchio di forma circolare, sentivo di essere circondata da Esseri luminosi che non potevo distinguere e mi parlavano telepaticamente, “Non temere ora sei con noi, guarda sorella la fine della Superbia dell’Uomo che scelse di manifestare il Potere dimenticando che il vero Potere nasce dal Cuore e che senza l’Amore il Potere diviene solo distruzione e terrore.”

Un senso di tristezza pesava sul mio cuore ma improvvisamente la pace e la comprensione mi avvolsero e compresi di aver assistito in astrale ad una catastrofe, una delle calamità che colpirono il Regno che noi chiamiamo Atlantide ma che i Signori della Vita che veleggiavano sulle loro navi dorate e che mi avevano accolta con loro, chiamarono in un altro modo, nel nostro linguaggio potrei dire che il nome era simile a Poseide. Una spirale di luce azzurro-dorata mi riportò nel mio corpo, nel Mandir in India, ai Piedi di Loto di Baba, mi ci volle un po’ di tempo per riabituarmi al mio corpo e alla realtà. I bajan, canti sacri indù riecheggiavano per il tempio, un’energia meravigliosa pervadeva tutto quanto, ringraziai nel mio cuore per l’esperienza vissuta bellissima e terribile nello stesso tempo. Forse un ricordo nascosto tra le pieghe della mia anima? Non era importante. Attesi che Swami finiti i canti sacri, uscisse dal Mandir, ogni suo passaggio ci irradiava di luce divina e consapevolezza. Lui diceva spesso, “Non perdete nemmeno un lembo della visione della mia Veste.” L’attesa era sempre emozione e gioia, le devote davanti e intorno a me, allungavano le loro teste per non perdere nulla del passaggio del Maestro, l’agitazione si placò quando Swami comparve e iniziò a camminare con il Suo passo che tanto amavo. Leggero e maestoso, quasi non sfiorasse nemmeno il pavimento. Quando fu davanti a me, quel giorno ero in terza fila, guardò verso l’alto e un sorriso illuminava il Suo volto, mi parve mormorare qualcosa a bassa voce, non capii le parole, ma sentii la gioia scoppiarmi nel cuore.

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Informazioni sull'Autore

Tullia Parvathi Kalindi Turazzi


Nata a Monza provincia di Milano il 10 agosto nella bellissima e magica notte di San Lorenzo. Ha frequentato il liceo Artistico di Brera, diplomata in grafica pubblicitaria, studia da autodidatta dall' eta' di diciotto anni : psicologia e religioni antiche, simbolismo e arte. Studi di danza moderna e pattinaggio artistico. Curiosa estroversa, interessata alla fisica quantistica e aperta a tutto cio che e' nuovo. Spirituale ma concreta. Fin da piccolissima manifestava straordinari poteri di obe , visioni astrali e precognizioni.Studiosa di astrologia, esperta di cing e tarocchi. Conobbe il suo primo maestro vivente a 33 anni. M.R. che la inizio” alle misteriose vie dell Essere. . Divenne Master reiki usui e karuna, le prime iniziazioni in italia e il master in india, dove vive attualmente, spostandomi dalla citta di Bangalore al villaggio sacro di Puttaparthi e altre citta' sacre indiane. In India dopo un incontro astrale con il Maestro,ebbe la fortuna e la grande benedizione di conoscere ed incontrare fisicamente l Avatar di questo Kali Yuga SRI SRI SATHYA SAI BABA... Un esperienza che da sola merita un libro.che infatti sta ultimando. Ebbe il primo nirvikalpa samadhi a 29 anni, fu un esperienza improvvisa, illuminazione istantanea e intensa che cambio radicalmente le sue credenze e percezioni. Contatta da sempre i fratelli galattici in un contatto continuo sia fisico che sottile, viaggia in astronave fino ad arrivare all' incontro fisico in carne ed ossa nele strade di Puttaparthi con l' arcangelo Michele e con l' arcangelo Raffaele detto Ramu, lo stesso equipaggio dei contattisti Giorgio Dibitonto e Adamsky, raccontato in un suo bellissimo video youtube, Scrive per la rivista Runabianca e vari altri blog, radio private e altro.Concede interviste gratuite e rare e particolari Iniziazioni non solo reiki, ma personali..un prezioso e particolare potere datole in dono del Suo Amato Maestro Sai Baba, iniziazione he dona con amore alle anime che sente pronte, il tutto sempre sotto la guida amorevole dei Maestri. Prosegue il suo percorso seguendo i vari insegnamenti AMA TUTTI E SERVI TUTTI...il suo percorso umano e spirituale continua, Servire la Luce e la Nuova Era l' unico motivo per cui si e' incarnata, legata ai sistemi stellari di Sirio A e Venere, viaggia in astrale a Shamballah, di cui racconta le meraviglie e gli insegnamenti ricevuti, nei suoi racconti, sta per pubblicare il suo primo libro, Il GIARDINO DEGLI SPECCHI a novembre 2014 lo trovate su tutti i cataloghi online di libri o a richiesta nelle librerie.Procede sempre con rinnovato entusiamo e gioia interiore nel servizio e nella ricerca perche' non c' e limite alla bellezza e alla meraviglia della Rivelazione.

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