Scritto venerdì 23 novembre 2012

In: Tecnologie | 2 Commenti

Riscopriamo l’Antica Arte della Geobiologia: il Reticolo di Hartmann

Mi sembra opportuno trattare una delle più conosciute patologie frequenziali, il Reticolo di Hartmann.
Se ne parla tanto, ma in realtà non lo si conosce abbastanza. Addirittura da una rivista che vuole definirsi scientifica, il responsabile che scrive un articolo sul Reticolo di Hartmann, dopo aver ampiamente descritto il fenomeno conclude dicendo, “peccato però che non esista”.
Nel pieno rispetto delle opinioni di ciascuno, di credere o no all’esistenza di fenomeni magnetici, ciò che più indispettisce è la pretesa di essere giornalisti, di scrivere su riviste che fanno credere di essere qualificate e non avere la minima cultura o esperienza in merito per portare una corretta informazione!
Giornali e televisione non fanno più cultura, fanno spettacolo, se vogliamo un’informazione sulla Verità cerchiamola dove non c’è forma di interesse o speculazione.

Dopo questo piccolo sfogo, vorrei tornare all’informazione sul Reticolo di Hartmann.
Viene chiamato “reticolo” proprio perché si presenta in natura come una rete a maglie, più o meno larghe, secondo la sua dislocazione su tutta la terra. Essendo distribuito su tutta la superficie del globo viene anche chiamato “reticolo globale” o prima rete.
Tale reticolo ha preso il nome da Hartmann, ricercatore tedesco, che ha ampliato le ricerche e pubblicizzato giustamente tale fenomeno come una delle tante geopatie esistenti; causa vibrazionale di vari disturbi organici che ci assillano quotidianamente.
Questo reticolo è di origine vibrazionale cioè invisibile all’occhio umano ma con una presenza tanto reale che lo ritroviamo in ogni terreno, ogni abitazione, su superfici marine, cioè ovunque.
E’ formato da “muri” con spessore di cm. 21 in stato di “quiete” e di spessore più che quadruplicato in stato di “eccitazione” (prima di un terremoto o in presenza di luna piena).
Queste maglie sono formate da muri verticali e orizzontali simili a meridiani e paralleli che nell’incrociarsi formano nella loro sovrapposizione un aumento del disturbo patologico definito “Nodo H”. Le maglie sono in media, nella nostra zona, di mt. 1,80/2,00 da Nord a Sud e di mt. 2,30/2,50 da Est a Ovest. Tali maglie tendono a restringersi verso i poli della terra e partendo da essa arrivano sino alla stratosfera. Lo spazio fra i quattro “muri” che formano la maglia è stato definito: “zona microclima”.
Questa è la zona sana ove è auspicabile posizionare il letto per non trovarsi malattie o disturbi funzionali; fortunatamente i muri, essendo di bassa intensità patogena non creano grossi disturbi, perciò si consiglia di non tenerne conto nel fare prevenzione dopo aver eseguito un’analisi locale, mentre invece si ritengono abbastanza pericolosi i “Nodi H”.
Questi muri, per entrare nello specifico, sono di polarità differenti e sono alternati fra loro, si trovano di polarità Plus (+) e polarità Minus (-) sia dal verso dei meridiani che dai paralleli; perciò nella loro dislocazione avremo in natura nodi di polarità (+) formati dall’incrocio di muri (+) e nodi di polarità (-) formati dall’incrocio di muri (-).
Ciò che normalmente non viene tenuto in considerazione, che invece è una realtà che condiziona una scelta di qualità, è che nell’incrocio dei muri di polarità diversa si avranno dei nodi senza polarità, che sono stati definiti “armonici”, questi nodi sono meno patogeni per le cellule viventi del nostro corpo, poichè i due muri nell’incrociarsi formano una sorta di compensazione di polarità.
In condizione di scelta forzata si prediligeranno questi “nodi armonici”, rispetto a quelli di concentrazione (+) o (-), nella posizione del nostro letto o luogo di lavoro.

Normalmente ci si ferma a queste spiegazioni che sarebbero sufficienti per conoscere il fenomeno e farne prevenzione sulla nostra salute, ma dal momento che dobbiamo fare cultura e siamo in grado di approfondirla in maniera più professionale, lo faremo volentieri riportando studi di H. Schimmel dal titolo: “Metodi terapeutici di provata efficacia per le malattie croniche. Diagnosi e terapia delle così dette geopatie”.
Così viene da lui completato lo studio: “Il reticolo globale può essere presentato anche tridimensionalmente, come un’insieme di pareti che costituisce probabilmente la struttura interna del campo di forza elettromagnetico del globo terrestre”.
Il suo raggio d’azione arriva quindi fino alla stratosfera, ai confini del campo di forza elettromagnetico terrestre.

Il sistema tridimensionale viene ulteriormente arricchito o meglio riempito di strutture a forma di soffitto che formano cavità tetraedriche simili a parallelepipedi disposti in posizione verticale come pareti e soffitto.

Schimmel prosegue nella sua dettagliata descrizione con affermazioni dettate dall’esperienza di ricercatore: “In base alle ricerche da noi condotte negli ascensori di alti edifici e sui ripidi pendii della Foresta Nera, tali soffitti del reticolo si trovano ogni 8-9 mt.
Un soffitto ogni 7 presenta la polarità (-) o (+), mentre quelli intermedi si trovano, dal punto di vista energetico, in un campo di armonia” (A).
Queste testimonianze tecniche sull’esistenza del Reticolo globale e più precisamente sulla patogenicità dei nodi H, mi stimolano dei ricordi che confermano ciò che è stato detto sinora.

Dalla mia esperienza diretta di tanti anni, posso confermare concretamente e non filosoficamente ciò che può provocare un Nodo H. alla testa di una bambina di un anno e mezzo; il lettino dove dormiva, e più precisamente il cuscino su cui appoggiava la testa, era stato posizionato in verticale alla geopatia: insonnia, nervosismo, infiammazione celebrale diagnosticata con elettroencefalogramma clinico.
Solo lo spostamento del lettino di 70 cm. fuori dalla geopatia, ha acconsentito la notte stessa un sonno prolungato, uno stato di tranquillità nei giorni seguenti e la scomparsa totale della forma infiammatoria in solo pochi mesi, diagnosticate con elettroencefalogramma di controllo.
Questo ricordo mi riempie sempre di gioia pensando di aver evitato una futura tragedia, ad una bambina così piccola, la cui famiglia la si può incolpare solo di una mancanza di informazione così importante.
La colpa più grossa è comunque delle Istituzioni, incapaci di far fare ai cittadini una seria prevenzione.

A conforto di quanto detto, la storia ci insegna: già nella cultura romana, nella letteratura dell’antico Egitto ed in Cina veniva fatto cenno a questi fenomeni.
Proprio in Cina la prima persona della quale si narra a questo proposito, è molto probabilmente l’Imperatore Kuang-Ju (2300 A.C.) un suo editto vietava ad ogni suddito di costruire la casa il cui suolo non fosse stato precedentemente esplorato da un geomante.
L’ordinanza in certi luoghi della Cina è tutt’ora vigente, costituendo il decreto più longevo del mondo.
Kuang-Ju doveva quindi aver riconosciuto più di 4000 anni fa l’influsso esercitato dalle “Radiazioni Terrestri” sull’organismo.

Il Reticolo ha la sua esistenza sin dall’inizio della Creazione e continuerà nel tempo, le varie Civiltà non sempre fanno tesoro della storia, per imparare a vivere, spesso si accontentano di “sopravvivere” lamentandosi dei propri mali, ignorandone la causa!

Gianfranco Galvani
Direttore del Centro di Ricerca Bioenergetica
Georges Lakhovsky Rimini

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Informazioni sull'Autore

Gianfranco Galvani


Gianfranco Galvani nato (1940) e residente a Rimini, proveniente dalla casata dello scienziato Luigi Galvani (1737- 1798 - Fisiologo, fisico e anatomista bolognese). Costituisce nel 1985 a Rimini il Centro di Ricerca Bioenergetica Georges Lakhovsky del quale ne è il Direttore. Geobiologo, operatore radionico, ricercatore di confine, opera a Rimini da 50 anni come Radiestesista, progetta e costruisce prototipi di strumenti radionici atti a schermarsi dalle geopatie ed elettrosmog. Collabora con l’Università di Urbino con le sue macchine sulla ricerca cellulare in vitro, cause e rimedi sui tumori. Libero docente in Radiestesia – Radionica – Geobiologia. Si batte per fare riconoscere l’Arte della radiestesia, come dono di Natura, e introdurlo nelle scienze ufficiali. Si definisce umoristicamente “Artigiano dell’etere”.

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