Scritto lunedì 25 giugno 2018

In: Vivere Consapevole | Nessun Commento

Come affrontare i disagi esistenziali

Per riuscire a modificare il proprio sistema di credenze, troppo spesso sfruttato ad arte da chi vuole tenerci prigionieri in uno stato illusorio della realtà, c’è bisogno di un serio e diligente lavoro che viene condotto nel tempo per confrontarsi con la parte più profonda ed inconscia di se stessi.

Si tratta di un lavoro di introspezione che conduce a vivere esperienze individuali per mezzo delle quali si arriva a costruire un rapporto più intimo con se stessi, ed attraverso cui si arriva a percepire la propria anima e lo spirito che formano parte integrante della propria natura. In questo modo si riesce anche a stabilire un più adeguato ed equilibrato rapporto con la propria mente che, per sua natura, cerca in tutti i modi di convincerci che siamo separati da tutto e da tutti.

Impariamo così a comprendere che in realtà la nostra coscienza individualizzata è parte di una Coscienza Suprema che unisce ogni cosa senza distinzione alcuna. Ma per arrivare a questo livello di comprensione occorre una gran dose di coraggio e di umiltà, ovvero occorre riconoscere anzitutto che, nello stato in cui viviamo, non possiamo “sapere”. Questo atteggiamento socratico dovrebbe costituire una base di partenza che ci consente di aprirci alla Verità Assoluta.

Chi invece, in modo presuntuoso ed esibizionistico, diffonde il proprio sapere all’esterno di se, di fatto ha già chiuso la porta alla Conoscenza arrendendosi alle lusinghe dell’ego che è sempre molto abile ad illuderci ed a confonderci le idee, conducendoci su strade a lui più facilmente gestibili in modo da lasciare affondare nel contenitore temporale gli esigui ricordi della nostra origine.

Per uscire da questa sorta di empasse non c’è altra strada che sporcarsi andando a pescare nel fondo, dove c’è tutto ciò che, per lungo tempo, è stato rifiutato o non accettato. Ovviamente tutto questo non è certamente a costo zero, anzi comporta uno sforzo enorme teso ad abbandonare il proprio sistema di credenze per vivere profonde crisi di identità che conducono a nuovi stati di coscienza.

Ma quanti hanno veramente compreso se stessi e trovato le chiavi per disfarsi dell’ego, riuscendo ad usarle in modo pratico, impegnandosi ogni istante con tutte le conseguenze che ciò possa comportare?

Sicuramente è meglio, e certamente più comodo, starsene dietro un telefonino, un PC, un libro, un articolo o altro a scrivere o leggere, per poi ripetere ciò che si crede di aver imparato o compreso, ignorando del tutto ciò che sia veramente valido per se stessi.

Ci vuole molto coraggio per scavare nel proprio inconscio e andare a scovare le ombre più nascoste portandole alla luce per dissolverle. Non basta osservare ciò che ci disturba e semplicemente lasciarlo andare togliendogli spazio ed energia, perché tale manifestazione rappresenta soltanto l’effetto superficiale di una causa che sta tranquillamente celata molto più in profondità. Per tale motivo questo tipo di approccio porterebbe a risultati piuttosto limitati, sebbene apparentemente efficaci.

Occorre invece procedere ad una attenta ricerca delle cause legate ai disagi manifestati esteriormente, andando indietro nel tempo alla ricerca del momento in cui sono state generate. Dopo di ché, prima di trasformarle, occorre codificarle con precisione chirurgica; e per fare ciò bisogna essere pronti a soffrire, se necessario, mettendosi in discussione su ogni aspetto. Bisogna osservare da molto vicino, entrando dentro fino al nucleo, per prendere coscienza delle menzogne e delle cause con cui sono state generate ed attraverso le quali ognuno si è costruito la propria vita.

E prima di decidere di voler veramente cambiare il proprio mondo occorre accogliere ed accettare che tutto quello che disturba è parte di noi, nel senso che l’abbiamo creato noi stessi; dopo di ché è possibile provare a cambiare le cause, ma soltanto agendo nella propria interiorità.

Tutto questo processo, descritto in estrema sintesi ed apparentemente semplice, non è affatto scontato, anche perché non è possibile affrontarlo da soli, per il semplice e logico motivo che sarebbe illusorio credere di poter risolvere i propri errori utilizzando gli stessi mezzi con i quali sono state costruite le false credenze; non sarebbe obiettivo, non vi pare?

Quando riviviamo una situazione che ha causato una qualche sofferenza, occorre andare dentro, fino in fondo per ascoltare e vibrare con quella emozione o stato d’animo allo scopo di identificarla con estrema precisione. Solo allora è possibile applicare il “rimedio” per trasformare la causa, ed il rimedio dovrà essere estremamente veloce ed efficace.

A volte ci sembra di riuscire ad identificare la causa della nostra sofferenza, ma in realtà non è quasi mai quella che sembra; poiché di solito ciò che appare è soltanto un effetto di una causa celata molto più in profondità. Per questo motivo, se si vuole veramente sradicare la causa della sofferenza, non basta semplicemente osservarla e lasciare che si sciolga da sola o al più delegare a qualche entità superiore o maestro che lo faccia per noi; purtroppo, nulla avviene senza volontà e consapevolezza proprie!
Infatti ogni coscienza individualizzata è autonoma ed agisce solo ed esclusivamente azionando queste leve.
Al contrario, l’inconscio potrebbe ritrarsi fino a chiudersi completamente e qui la mente interferirebbe in ogni modo possibile senza che neanche ce ne accorgiamo.

Per questo vale la regola che “non è possibile correggere un errore con gli stessi mezzi con i quali lo abbiamo creato e, soprattutto, dalla stessa persona che lo ha creato“. L’ego è molto più subdolo e scaltro di quanto possiamo immaginare. Non conviene a nessuno sfidarlo direttamente sul suo terreno, a singolar tenzone, senza un’adeguata preparazione ed esperienza.

Se provate a guardare una sofferenza con ansia, paura o inquietudine, quale pensate possa essere il risultato?

La spiritualità, in ogni caso, non può e non dovrebbe essere utilizzata come compensazione a personali problematiche esistenziali inconsce ed irrisolte. Purtroppo, noto con estrema attenzione e preoccupazione che spesso in presenza di disagi non risolti si tende a delegarne il superamento ad entità ed energie superiori, ignorando del tutto il fatto che nel processo che porta allo sviluppo della parte spirituale è di fondamentale importanza il fatto che l’intero sistema costituente l’essere umano sia perfettamente armonico in tutte le sue componenti. In questo senso l’attenzione al solo aspetto spirituale, a discapito degli altri, non potrà che distorcere la realtà complessiva delle cose e confondere maggiormente i concetti legati a chi siamo e cosa stiamo realmente vivendo.

Si crea così un’illusione diversa e sovrapposta, legata al fatto che attraverso dio, gli angeli, i maestri ascesi, entità di ogni tipo e livello e tutte le possibili gerarchie celesti immaginabili è possibile risolvere le proprie difficoltà nella vita quotidiana ed affrancarsi dal karma (o meglio dall’idea che si ha del karma) per evolversi ascendendo ad una dimensione superiore fino ad arrivare al completo risveglio dell’anima.

In questi casi la presunzione e l’orgoglio spirituale può essere una causa limitante per un corretto e sano sviluppo dell’essere umano, inteso in senso integrale, dove lo sviluppo spirituale deve andare di pari passo con quello emozionale, psicologico e fisico, integrandosi come un unicum armonico.

Non è possibile avanzare solo su un livello per garantirsi il “risveglio”! Bisogna saper affrontare ed armonizzare tutti i livelli energetici di cui siamo composti senza tralasciarne alcuno, perché tutti sono strettamente interconnessi ed interagiscono tra loro creando sempre nuovi equilibri. Le realtà che vediamo riflesse nello specchio della nostra vita saranno sempre la conseguenza di ciò che andiamo a modificare. Ma è estremamente importante sapere dove agire e soprattutto come intervenire, e ciò necessita di una conoscenza specifica e di una buona esperienza di base, altrimenti si finirebbe soltanto per perdere tempo ed ulteriori energie.

Qualche volta, vivendo esperienze positive dove si sperimentano stati emozionali positivi, quali la gioia o il benessere, ci si illude che la vita possa essere vissuta solamente in queste condizioni, ed anche questa potrebbe essere un’illusione giacché ne la gioia ne il benessere appartengono alle “Energie Illimitate” e, pertanto, sono per loro natura provvisorie e mutevoli. Questo significa che finché viviamo nella dimensione della dualità siamo soggetti all’alternanza di ogni cosa.

La Felicità Eterna si raggiunge soltanto nel momento in cui riusciamo ad essere indipendenti da ogni desiderio e da ogni stato di essere; ma per arrivare a ciò il cammino non è certamente facile come troppo spesso molti raccontano.

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Informazioni sull'Autore

Fabio Amici


Sono nato il 28 settembre del 1968, sono ricercatore spirituale e sperimentatore di tecniche meditative seguendo un personale metodo di autoconoscenza che indaga i processi mentali e gli stati emozionali, utilizzando il “sentire” per raggiungere un contatto diretto con la propria divinità. Mi sono formato nei monasteri Buddhisti della scuola Zen e Therevada, ho studiato e approfondito le conoscenze sulla fisica quantistica in relazione alla spiritualità, ho studiato e praticato lo Yoga Kundalini e ho praticato la terapia della regressione nelle vite passate conseguendo l’apprendimento di un metodo di indagine per correggere gli “errori” dovuti a traumi emozionali ed alle conseguenti programmazioni mentali. Mi ispiro ai principi metafisici di “Un Corso in Miracoli” attraverso i quali propongo meditazioni con lo scopo di facilitare il riconoscimento delle cause dei disagi umani, insegnando una via di riconciliazione e di armonizzazione con il proprio Sé e con l’Universo.

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