Scritto sabato 28 ottobre 2017

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37ma Giornata Yoga a Roma: UniVersum e 3 conclusioni

Ecco perché è sempre più vitale nei tempi attuali dedicarsi a pratiche di consapevolezza come Yoga e Meditazione

A conclusione della 37ma Giornata Yoga, organizzata dall’Accademia Yoga 1969 di Roma, ecco qualche considerazione a caldo. Se dovessi scegliere una sola parola per riassumere la trama intrecciata dai tanti interventi in programma, sarebbe senza dubbio questa: UniVersum.

 

UniVersum, ovvero andare verso l’Uno, Unità, Unione. Una prospettiva, quella universale, che sposta con una certa urgenza l’attenzione sul necessario recupero della visione olistica della vita, della salute e del benessere. Andare verso l’uno d’altronde è l’essenza racchiusa nella parola stessa yoga (dal sanscrito jug = unire, unificare) essenza che, come a più voci è stato rimarcato durante il convegno, non è riconducibile a nessuna religione né tantomeno dogma spirituale ma rivolta a tutti in quanto nucleo fondante la vita stessa. È una questione che va ben oltre simpatizzare per una certa cultura piuttosto che un’altra, per una certa disciplina ginnica piuttosto che un’altra. Si tratta ormai di una questione vitale, cioè letteralmente funzionale alla vita, all’evoluzione stessa della specie.

Cosa è vitale? Cosa consente il mantenimento ottimale delle funzioni organiche negli esseri senzienti? Tutto ciò che sa adeguarsi alle condizioni ambientali con il minimo sforzo e il massimo risultato. Solitamente questo succede quando un “sistema” (bioenergetico, psicosomatico) è in stato di ricettività passiva, ovvero in un’apertura tale da consentire a certa Intelligenza intrinseca di compiere il lavoro più adatto per quel momento, ovvero mantenere o ripristinare l’armonia del sistema, il che non vuol dire staticità o annullamento dell’iniziativa personale, ma riduzione dell’eccesso di sforzo solitamente dovuto all’eccesso di mente condizionata che ostacola, invece di facilitare, tali risposte funzionali al movimento vitale.

Che cosa vuol dire questo? Semplicemente che tecniche come quelle insegnate dallo yoga, meditazione in primis, diventano sempre più cruciali in un’ottica di benessere integrato quali strumenti per la riduzione di questi meccanismi disfunzionali causati dalla mente, dalla paura, dalla tirannia del tempo psicologico (vivere sempre nel passato o nel futuro e mai nel presente), dalla non conoscenza sostenuta dal sistema di credenze eterodiretto a cui si è scelto più o meno consapevolmente di aderire, e da una certa attitudine allo stress e alla depressione tipica dei tempi attuali… Banale, forse, riassumere drasticamente dicendo che yoga e meditazione fanno bene alla salute, personale e collettiva, dal momento che ogni beneficio acquisito dal singolo si propaga inevitabilmente nell’ambiente che esso frequenta.

Prima conclusione: investire sullo yoga vuol dire investire sulla propria salute, sulla prevenzione e sullo sviluppo di una società migliore. Come tutti gli investimenti, richiede dedizione, pratica, costanza, fiducia. UniVersum, quindi, andare verso l’essenza che garantisce l’armonia del sistema integrato. E ricordati che tu sei e funzioni come un sistema integrato!                    

Un’altra cosa che evoca tale riassorbimento verso l’uno, è la semplificazione che non sta per superficialità, anzi. Ridurre il superfluo risuona con la meravigliosa complessità della vita. Mi spiego meglio. La vita, la natura, il cosmo, l’universo hanno una loro complessità fondata sull’armonia, cioè su leggi di ritmo. Sono complesse ma non complicate. Le complicazioni iniziano solo nella mente che ha a che fare sempre con leggi di calcolo, causa effetto, comparazioni, concetti e via dicendo. Uscendo dal complicato scibile mentale tendente a differenziare e separare, catalogare ed emettere giudizi, fare pronostici ed anticipare risultati, ci si apre al campo delle possibilità illimitate dell’intelligenza universale – o divina che dir si voglia – tendente all’unificazione, all’accoglienza, alla non dualità, alla quieta perfezione del momento presente, alla risoluzione di problemi che in realtà non esistono perché anche per ciò che consideriamo problemi vale la stessa cosa: essi sono una creazione della mente, dunque una volta usciti da quell’ambito attraverso pratiche di consapevolezza, presenza, distacco e disidentificazione, i “problemi” si trasformano in altro. Arrivano le soluzioni nell’ottica dell’armonia universale, o meglio, si sperimenta di essere qualcosa di più vasto dei nostri problemi, dei nostri dolori, delle nostre malattie etc. E, dunque, semplicemente si affrontano meglio, perché non c’è limite alla creatività di un sistema sintonizzato alla frequenza dell’anima.

Seconda conclusione: ciò che è semplice funziona, bisognerebbe riappropriarsi di una dimensione di semplicità in tutti gli aspetti della propria vita, diffidare di pratiche o insegnamenti troppo arzigogolati o complicati, tornare all’essenziale, essere semplici cioè autentici e davvero originali. Anche in questo caso, UniVersum.

La terza conclusione ve la dico subito, senza anticiparla da troppe parole: amore è diventato un concetto così inflazionato che si dovrebbe diffidare da tutto quanto non rientri nella propria personale esperienza. Cosa c’entra questo, vi chiederete? C’entra, perché quell’Unico Verso con cui poeticizzare la vita è proprio l’amore. Pensateci a quanto amore mettete in ogni cosa che fate, dall’alimentazione che scegliete ai pensieri che scegliete (sono due cibi diversi, ma sono dei nutrienti allo stesso modo…), alle attitudini che coltivate, ai profondi respiri che fate. Li fate? Amore è Attenzione e voi ne siete gli unici responsabili. Se non sapete da dove cominciare, ecco, lo Yoga è quello strumento per accordarvi a questa frequenza, per farvi recuperare l’espansione, l’ispirazione, l’entusiasmo, la pro-attività, la fiducia di cui siete capaci quando siete realmente innamorati, spostando il vostro baricentro mentale dal cervello al cuore.  Uni-Versum. 

“amor che move il sole e l’altre stelle”

 

I Maestri dell’Accademia Yoga 1969, Giorgio ed Elisabetta Furlan, da 48 anni al servizio della diffusione dello Yoga , con amore e infaticabile dedizione.

 

Accademia Yoga 1969 Roma
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PER ME QUESTO E’ YOGA

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Informazioni sull'Autore

Cecilia Martino


Nasco a Roma sotto il segno della Vergine. Anno 1976. Mi laureo in Lettere prima e in Filosofia dopo con una tesi dal titolo: “Poesia. Immagini dialettiche. La ricerca linguistica dell’indicibile”. Approfondisco nel tempo i temi della Comunicazione linguistica e dell’Estetica coltivando, in particolare, una connaturata vocazione alla scrittura creativa e mitopoietica. Negli ultimi anni ho pubblicato 4 libri, la raccolta di poesie “illogicaMente” e alcuni saggi nella rivista di settore “Philosophema”. Studio e pratico Yoga, spiritualità e discipline orientali.

Negli anni ho affrontato svariati studi di tutti gli Yoga classici, sia dal punto di vista pratico che teorico, frequentando seminari di approfondimento su Veda, Purana, Upanishad, Ayurveda, Sciamanesimo e Meditazione ad approccio Immaginale (con Diploma per Istruttori metodo IMMAN – Imaginal Mindfulness Meditation Approach Nontherapy- conseguito nel 2016).

A Settembre 2016 conseguo il Diploma per Insegnanti Yoga rilasciato dalla Scuola Yoga Shanti Vidya SVYASA (Swami Vivekananda Yoga Anusandhana Samsthana) con una tesi dedicata a uno dei più grandi grandi filosofi e maestri spirituali dell’India moderna, Sri Aurobindo, infaticabile ricercatore e sopraffino poeta, nonché padre dello Yoga Integrale, uno yoga che supera lo yoga stesso in quanto vera e propria visione rivoluzionaria dell’esistenza!

Professionalmente mi occupo di editoria web da oltre 10 anni, dal 2005 sono iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, ma il mio vero Lavoro è quello della ricerca interiore messa al servizio della crescita personale e collettiva. Attualmente vivo a Torino. Ho aperto un Blog dal titolo “Il mestiere del dare” ispirato alla condivisione della Gioia, uno stato creativo dell’essere di cui tutti dovremmo essere “portatori sani”.
Imprese memorabili: Vivere nel mondo ma non essere del mondo
Il mio motto: Io mi contraddico. Sono ampio. Contengo moltitudini (Walt Whitman)

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