Scritto mercoledì 31 agosto 2016

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“Quella voglia di …” E’ fame o appetito?

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Come gestire lo stimolo dell’appetito, che è diverso da quello della fame?  Quando viene l’improvvisa voglia di qualcosa, oppure sentiamo quel profumino irresistibile?

Quello che chiamo appetito è qualcosa che non ha nulla a che fare con la necessità di nutrire il corpo.

La fame è uno stimolo che il corpo ci invia per segnalarci che ha una esigenza di nutrimento e la sentiamo in bocca, ed è accompagnato da un senso di calma, di serenità possiamo gestire la richiesta pensando con tranquillità a come soddisfarla scegliendo secondo il gusto semplice che istintivamente sorge in noi e poi a preparare il cibo senza fretta o urgenze.

Se dovessi associarlo ad uno strumento musicale direi che è il suono fine di uno strumento a fiato, un flauto che arieggia una melodia felice;

Per appetito invece intendo quello stimolo che riceviamo dal corpo o dalla mente attraverso il corpo che sentiamo nella pancia e nello stomaco, di solito è accompagnato da irrequietezza, nervosismo e si caratterizza per la necessità di essere soddisfatto rapidamente introducendo un po’ quello che capita o che è già preparato magari in modo complesso; se lo associo ad uno strumento musicale penso ad un suono un po’ sordo, direi ad una percussione come la grancassa che battendo un tempo rapido martella l’ambiente.

Se chiudo gli occhi, come in un sogno vedo questa bramosia acefala che ci attraversa, e che non permette alla mente di fare il suo unico lavoro, sano e utile, ovvero quello di riflettere sensatamente e prendere distanza da questa percezione che confonde il corpo. La sostanza auto generata o quella introdotta, ci distraggono dalla realtà, senza dare tempo al nostro percepire se davvero abbiamo bisogno di nutrimento o se invece siamo “vuoti di qualcos’altro”.

 Perché succede?

La domanda del perché succede forse non ci aiuterà a trovare una soluzione ma potrebbe indicare una area di possibile miglioramento: perché anche se io faccio questo e quello non riesco a trovare una modalità diversa per affrontare questa situazione?

Provo a fare degli esempi su cui vorrei riflettere con voi (mi farebbe piacere leggere i vostri contributi concreti, nessuno possiede la verità, nel piano orizzontale che condividiamo qui): chi ha provato delle sostanze stupefacenti si è mai ritrovato nella situazione in cui, dove altri la consumavano pur non consumandola da molto si ritrovava in un déjà-vu psico-emotivo? Magari breve come se la persona si sentisse “fatta” pur non avendo assunto niente? Domandiamoci perché succede, anche se questo non aiuterà a toglierci da questa situazione, in quanto c’è qualcosa di più della chimica anche se questa è probabilmente imprescindibile.

Se ciò è condivisibile potremmo ribaltare il concetto dicendo che se non abbiamo provato qualcosa difficilmente ne sentiremo la mancanza, mentre se la “conosciamo” è come se una sostanza lasciasse dentro di noi una traccia e alle volte il corpo ascoltando questo residuo mnemonico immagazzinato, riceve lo stimolo a riprodurre la situazione*.

 Ricordiamoci che il corpo tende sempre ad un equilibrio a livello orizzonte, tutto quello che ci porta sopra ci eccita, quello che ci porta sotto ci deprime, il giorno con la luce ci aiuta ad essere attivi (siamo sopra all’orizzonte) e poi segue la notte con il sonno (sotto all’orizzonte, qui siamo depressi come attività).

Penso che entrino in gioco molteplici parti nella bramosia del riempirsi, per far tacere la vuotezza.

La chimica sicuramente agisce nel momento in cui assumiamo sostanze come i carboidrati (pasta, pane, cereali) escludendo la frutta, che più di questa necessitano una trasformazione laboriosa e possono generare sostanze come l’alcool o altro che promuovono un breve momento di dipendenza chimica, o di disequilibrio glicemico, fino alla sua eliminazione che può essere anche molto rapida 10/15 minuti.

Poi ci sono altre sostanze che possono lasciare tracce e reiterare il richiamo, tra cui: il sale di qualsiasi origine sia, e tutti gli altri “tossici”**( vedi elenco e fondo articolo)come qualsiasi tipo di zucchero, escludendo forse il panela e la melassa, e poi ci sono i legumi che favoriscono nella maggior parte delle persone una putrefazione di questi alimenti nell’intestino, cosa che succede anche assumendo troppa verdura, e troppe verdure cotte e le minestre, o alimenti in combinazioni errate, o assumendo troppi alimenti differenti nel medesimo pasto, e poi la scarsa capacità nutritiva di quello che assumiamo anche se è cibo igienisticamente corretto. Se per esempio siamo abituati ad aver la pancia un po’ gonfia il corpo ci chiederà di averla un po’ gonfia spesso per abitudine e se non abbiamo pazienza che questa sensazione sia cancellata dalle nostre informazioni saremo sempre nella ruota della pancia un po’ gonfia.

Poi c’é lo sport e ci sono gli sportivi che per sentirsi bene, inducono con l’attività fisica sostenuta il proprio corpo e il sistema endocrino a produrre gli ormoni post-fatica, che procurano uno stato simile a quello che viviamo dopo un orgasmo, o quando siamo molto felici, quando siamo particolarmente soddisfatti o sazi, il fatto è che più fatichiamo più compiamo attività fisicamente e mentalmente impegnative poco compatibili, più andiamo in carenza di qualcosa, di sostanze utili e di riposo.

Secondo questo pensiero, la bramosia di riempirci è una carenza che ci pervade, carenza di nutrimento reale o non reale che sia. Praticare l’attività fisica è importante, ma qui parlo di attività fisica protratta, parlo di sforzi fisici affaticanti.

Volendo includere anche alcuni comportamenti che potrebbero favorire sensazioni di “mancanza” potremmo citare il non essere disposti al cambiamento, ricordando che siamo in una situazione dinamica che cambia ogni momento aggiornandosi, e se la mente non si adatta rischia di farci rimanere indietro in un luogo che non è il presente ma il passato.

Poi, non investire su di sé ma mettere solo soldi nel portafoglio, mirare sempre a pagare il meno possibile e non scegliendo quello che ci è utile, non essere in coerenza con i propri pensieri e le proprie affermazioni, evitare di assumersi responsabilità nei confronti di sé stesse e sé stessi, rubare a sé stesse/i il tempo per essere felici, riempire le giornate di impegni non necessari, mettersi in situazioni nelle quali pur sentendo che sono poco consone a noi stesse/i ci imponiamo a perseguirle.

La mente così sovrastimata, qui fallisce miseramente il suo compito, perché cerchiamo con questo comportamento un conforto ad una mancanza e non è con la sovralimentazione che possiamo appagarci ma con la qualità della nostra vita, e partire dalla qualità del nostro cibo è la maniera più rivoluzionaria che possiamo intraprendere per cambiare il nostro stile di vita, certo occorre praticarlo quotidianamente; non fate come quei fumatori che incontro e mi dicono: “vorrei tanto smettere ma non posso”.  Siete voi che vi impedite di cambiare atteggiamento, il sistema non ve lo impone, solo che accettando alcune sue regole ci auto-condanniamo a una schiavitù che è solo autoimposta.

Qualche consiglio

Per concludere il consiglio è: fermarsi.

Fermiamoci un momento ad ascoltare dentro di noi, dentro la nostra anima cosa davvero vogliamo fare nella e della nostra vita, ricordiamoci che ne abbiamo una sola ed è questa che stiamo vivendo in questo momento, non quello che abbiamo vissuto ieri né quello che vivremo domani, l’adesso è il solo momento che esiste, ora qui, nel presente.

Sì, bisognerebbe imparare a fermarsi e se non apprendiamo a fare questo, il nostro percorso rimane una giostra che non si ferma mai.

Badate che noi possiamo scendere o sederci e aspettare un momento e poi uno ancora, anche se tutto nella nostra vita ci dice che non possiamo. Noi ne abbiamo la facoltà, fermiamoci, così il pendolo che ci attrae non ricevendo più energia si rivolgerà ad altri o si fermerà anche lui e noi proveremo pace.

In questo caso la distrazione in cui lasciamo la nostra mente, è simile a quella in cui la poniamo, se assumiamo sostanze in qualche modo stupefacenti o comportamenti che generano stati assenti della mente e del corpo.

Scegliete in autonomia sentendo ciò che è in armonia con voi stessi in quel momento, e se per caso vi equivocate, allora bene lo stesso, siete voi che fate esperienza con vostre decisioni e non con idee o decisioni di altri, il vantaggio sarà che troverete più facilmente il vostro cammino.

Se pensate di esservi già fermati e non ha funzionato cambiate modo di fermarvi o cambiate la fermata a cui siete scesi, insistete a cercare perché la fermata giusta per voi esiste.

Qui in Almasueltas esprimiamo un pensiero: tu agisci con passione e cerca ciò di cui hai necessità vedrai che se sei coerente nella ricerca con pensieri ed atti l’universo cospirerà per te.

*Ricordate l’assunto della PNL: più fate una cosa più la farete, e meno la fate meno la farete!

**I Tossici da eliminare sono: Tabacco, Alcool, Stupefacenti, Sale, Zuccheri di qualsiasitipo, Aromi naturali e non naturali, additivi contenuti nei prodotti confezionati esempio come quelli indicati anche con E es. E220 (quindi tutte le bevande prodotte industrialmente, leggere le etichette), Caffè, Té vari di qualsiasi tipo siano, Cacao quindi anche la cioccolata, per questo prodotto vedo che se vogliamo far fare una transizione ad un giovane adicto alla cioccolata può passare per la cioccolata bianca prima di eliminare anche questa, e tutte le sostanze chimiche salvo quelle salva vita.

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Informazioni sull'Autore

Marco Lo Bianco


Marco Lo Bianco   Igienismo Ex nuotatore e giocatore di pallanuoto a livello agonistico, si avvicina all’igienismo alla fine degli anni ottanta per risolvere seri problemi di salute. Incoraggiato dagli ottimi risultati ottenuti su di sé, approfondisce lo studio della scienza igienista fino all’incontro decisivo con il medico francese Albert Mosséri con cui comincia a collaborare tenendo conferenze per l'Italia, fornendo consulenze e seguendo numerosi digiuni. Negli anni seguenti conosce altri importanti igienisti come Michele Manca e collabora con il Prof. Desire Merien per il quale cura la traduzione di diversi testi inediti in lingua spagnola e italiana. Nel 2014 si trasferisce sull’isola di Gran Canaria dove avvia un piccolo centro di consulenza igienista e di assistenza ai digiuni terapeutici.   Programmazione Neuro Linguistica Nel 1995 consegue il Master in PNL presso Istituto Italiano PNL Meta di Gianni Fortunato, considerato come uno dei padri della PNL Europea e il fondatore della PNL Italiana.   Agricoltura Naturale Da sempre interessato all’agricoltura naturale, nel 2009 collabora con Panayotis Manikis, stretto collaboratore di Masanobu Fukuoka padre dell'Agricoltura Naturale, alla fondazione del Centro di formazione Agricoltura Naturale a Edessa (Grecia). Al rientro in Italia decide di applicare questo metodo nei suoi campi e di promuoverne la conoscenza attraverso il sito www.agricolturanaturale.it.   Antiginnastica Nel 2013 consegue il diploma in Esperto di Antiginnastica, una pratica che permette di ritrovare la mobilità e la vitalità dei muscoli e una maggiore consapevolezza del proprio corpo.

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