Published On: mer, Gen 9th, 2019

L’impronta energetica del 2019. Le opportunità di un codice numerico

Potremmo limitarci a considerare il 2019 un anno 3: sommiamo 2, 0, 1, e 9 per somma teosofica e otteniamo 12, poi lo riduciamo nuovamente sino all’unità, e otteniamo 3. Fatto questo, potremmo andare a ripescare nozioni nel magazzino della memoria o leggere la pagina che contiene la descrizione delle caratteristiche del numero 3, per dedurre così ciò che ci attende.
Sì, è un’ipotesi… tuttavia sarebbe un po’ come leggere il trafiletto dell’oroscopo del quotidiano locale, e sostenere di parlare di Astrologia.
Potrà anche rivelarsi interessante, ma non è soltanto questo. Non è che io creda che sia altro… la Numerologia è altro.

Ogni volta che desideriamo considerare le qualità energetiche di un numero, ci sono due domande di base cui rispondere in prima battuta:

“Da dove viene?”
“In quale direzione si sta muovendo?”

Con queste domande di base, è possibile comprendere ogni numero-archetipo conservando la simultanea visione del singolo (l’Unità) e dell’intero (la Decade), del particolare e del generale, considerando cioè inscindibili le qualità energetiche del numero e l’intero percorso evolutivo che la Decade rappresenta.

Comprendere l’esperienza da cui l’archetipo viene e quale sperimentazione lo attende, al fine di percepire il senso intimo delle qualità energetiche che porta, non sposta il fuoco, bensì lo contestualizza ed è possibile cogliere il presente con maggiore chiarezza, oltre ad essere di per sé un atto di unificazione, che è anche una delle caratteristiche fondamentali del 3.

Come osservare un numero e contestualizzarlo.

Ogni volta che si osserva un numero, è dunque importante contestualizzarlo, cioè riferirlo alla più ampia unità cui si riferisce, poiché quel “particolare” è come la tessera di un mosaico o il pezzo di un puzzle, sia essa una data, una Mappa Numerologica, o come in questo caso, un anno universale.

Pertanto, per considerare le qualità energetiche del 2019 (2+0+1+9=12/3) teniamo conto della provenienza – da dove viene? 2018 (2+0+1+8=11/2) e prima ancora 2017 (10/1) – e di che cosa seguirà – in che direzione si sta muovendo? – quindi il 2020 (che in riduzione è 4).
Con questo tipo di analisi, comprenderemo che ci troviamo nell’ultimo passaggio della prima terzina, che arriveremo a una pienezza nata dal lavoro svolto sull’individuazione e sul maschile (nell’anno 1, 2017) e dal lavoro svolto sul femminile, sull’accoglienza, sulla cooperazione e sull’umiltà (nell’anno 2, 2018).

Si è seminato e concepito nell’1 e c’è stata la gestazione nel 2 (c’era poi la derivazione da 11 che ha richiamato il tema della percezione, dell’intuizione, dei sensi sottili).
Ciò che nascerà in quest’anno 3, metterà radici nel prossimo, quando il 4 ci offrirà l’impronta energetica della concretezza.
Il 3 è anche il ponte che mette in relazione, quindi sarà importante il tema delle relazioni che immagino in grande cambiamento (rivedo un esperimento di laboratorio di chimica in cui sostanze si richiamavano ed altre si respingevano.

Cambiano le disposizioni, non vi è alcun giudizio di merito, semplicemente è la risposta funzionale a ciò che ciascuno è qui per essere e di conseguenza fare).
Che il 3 sia un ponte che unifica è espresso anche dal suo stesso segno grafico: tre punti uniti da due archi che rappresentano l’unificazione della tripartizione umana con pancia, cuore, mente uniti nello Spirito.

Quindi ponte in senso orizzontale nelle relazioni tra le persone, e in verticale tra le parti di noi stessi, con l’unificazione di istinto/emozioni/sentimenti/pensieri che sviluppa una forza ed un potere straordinari. E c’è ancora di più, fino a divenire portale tra dimensioni, proprio come Mercurio – la divinità romana che corrisponde ad Hermes greco, il Messaggero degli Dei – associato al 3, che con le ali ai piedi abitava l’Olimpo e scendeva nell’Ade (il mondo di sotto) accompagnando le anime.
Questo archetipo ci invita anche ad essere creativi, a ritrovare la leggerezza e il gioco.
Il tema che il 3 porta in ombra è quello delle maschere, e mi lascia pensare che molte si scioglieranno, come un calco di cera vicino al calore del fuoco, al Fuoco dello Spirito che ci vuole autentici.

È inoltre importante considerare l’intera cifra e tener conto della derivazione (da quale cifra il 3 deriva, e cioè 12) e dei costituenti (quali numeri compongono l’anno, e cioè 2 0 1 9), quindi rispondiamo anche a queste domande.

Da che cosa deriva il 3?

Da 12. Si è detto che qualcosa di nuovo nasce con il 3, che è numero di manifestazione e di espressione; la provenienza da 12 ci dice che il nuovo si manifesterà e troverà spazio attraverso qualcosa che raggiunge la propria pienezza, che si completa. Le 12 ore del giorno sono finite, iniziano le 12 ore della notte. I 12 mesi sono finiti, inizia un nuovo anno. Così accade con le 12 case astrologiche, i 12 segni zodiacali e altro ancora. 12 e 60 sono alla base del sistema sessagesimale che utilizziamo per misurare il tempo e la circonferenza (360°).

Nel 12, che è il 2 volte 6, vi è la tensione al Servizio e agli altri: potrà essere anche questo un aspetto che ci sarà proposto, per riflettere sul senso del “sacrificio”, sul significato che attribuiamo a questa parola, verso una comprensione profonda della comunione con ogni forma di vita, cioè Tutto.
Se ampliamo la visione alle Lame dei Tarocchi, il 12 è l’Appeso: c’è un uomo appeso per un piede, a testa in giù, è bloccato, e qualcosa cade dalle sue tasche. Di nuovo il tema del lasciare andare, l’invito a cambiare punto di osservazione, a riconoscere ciò che ci tiene ancora legati e sta bloccando il nostro cammino.

Il messaggio che sta giungendo è straordinariamente importante: quello di non indugiare, di iniziare a guardare le cose non soltanto da altre prospettive ma ancora di più, da altri piani. Non cambio semplicemente l’angolo, cambio anche il livello di osservazione.

Che sarebbe come dire anziché figure piane, iniziare a vedere in tridimensionale, figure solide.
Cambia tutto.

Da che cosa è costituito il 2019?

I singoli numeri che costituiscono l’anno, sono nell’ordine 2 0 1 9.

2 è il millennio, ci parla delle qualità del femminile e dell’accoglienza, tuttavia ogni archetipo porta qualità energetiche che sul piano della polarità si esprimono in luce e in ombra, pertanto il 2 può manifestarsi anche col dubbio o il conflitto e la dualità, al fine di essere riconosciuta e trascesa.

Il 19 è costituito da 1 e 9 che sono l’alfa e l’omega, l’inizio e la fine, il primo e l’ultimo dei numeri della Decade; portano la spinta vitale del principio e la pienezza del compimento, l’impazienza e la saggezza, la fiera tensione al sole alto e brillante e la piccola luce, sufficiente quando è salda la fede. Sono il bisogno di riconoscimento e il quieto disinteressato sapere chi sono. Di nuovo per la meraviglia dell’interconnessione, possiamo ritrovare queste caratteristiche negli Arcani 1, il Bagatto e 9 l’Eremita dei Tarocchi.

Il 19 è inoltre tra i numeri definiti “speciali”, cioè è karmico. Ovvero mette in luce qualcosa che ancora tiene legati ed il tema è l’ego, e può sollecitare alcune domande, come ad esempio:
Quali sono le situazioni in cui mi trovo a re-agire?
Quando non sono al comando della nave, ma delego il timone a onde emozionali e pulsioni?

Qui ripenso alle caratteristiche del 5 che è il punto di passaggio nella Decade (ci sono quattro numeri prima e quattro dopo, è al centro del quadrato magico, della griglia di Austin Coates), ed è associato a Ulisse: fin che non è pronto, Ulisse non sa resistere al canto delle Sirene e attraversando il mare deve farsi legare all’albero maestro della nave.

Non è così invece per Orfeo, associato al 9, che avendo imparato a governare le emozioni, con le Sirene, conversa.
L’ultima cifra dell’intero “codice numerico” è il 9, si può nuovamente leggere qui l’invito a lasciare andare ciò che non corrisponde più e che ha finito il proprio corso; non riguarda chiaramente solo l’esterno, è in noi stessi che è importante e prioritario guardare per vedere quali sovrastrutture stiamo ancora portandoci appresso, quelle vecchie versioni di se stesso rette ormai da impalcature fatiscenti, e se è giunto il tempo, lasciarle andare con benedizione e gratitudine per la libertà donata e ritrovata.
Il 19 risolto, ha compreso il senso profondo del “sia fatta la Tua Volontà” ed è canale, con lo sguardo diretto al Sole come un’Aquila Reale, è in totale connessione con la Fonte, non cerca più conferme del proprio valore attraverso il riconoscimento un tempo atteso, ora sa chi è ed è al Servizio.

Rispondendo alle domande che sin ora abbiamo considerato, abbiamo sì una visione amplificata, tuttavia lineare: da/a. Poi abbiamo analizzato la composizione, cioè da che cosa è costituito, tuttavia potrebbe apparire omogeneizzante, come se l’effetto prodotto fosse per tutti il medesimo. Non è così, c’è un’altra domanda da porsi:

Quale terreno accoglierà questo seme?

Sappiamo bene che non tutto produce lo stesso effetto su tutti, proprio perché cambia il terreno che accoglie quelle qualità energetiche, quindi non sarà così per tutti: il Sole non scalda ogni terra nello stesso tempo.
Saranno le caratteristiche del terreno che accoglie queste impronte energetiche che trasformeranno in tante quanti noi siamo possibili varianti: vale a dire che le singole Mappe, i flussi e gli anni personali, daranno un’impronta peculiare, che varierà anche in base al grado di consapevolezza che ciascuno ha raggiunto con il lavoro su di Sé.

Possiamo o sbirciare sul futuro per tirare un respiro di sollievo, mormorando “a bene ho un buon transito” o “finalmente col Giullare un po’ di ricreazione”, o cercare di intravvedere altre dinamiche come opportunità di lavoro per progredire su questo Cammino, in questa straordinaria possibilità che per convenzione chiamiamo Vita.
Come?
Allenandosi a sentire che cosa si muove dentro, e meravigliarsi, lasciarsi stupire dall’inconoscibile, dal Mistero, dalla libertà di scegliere continuamente che cosa fare delle opportunità che giungono in forma di esperienza, di incontri, di attimi di Vita.

Quest’anno ci parla di completezza, di una pienezza da ricercare in sé con il coraggio di sciogliere ciò che siamo pronti a liberare, liberandoci.
Ci parla di fede, che è Fede nel Piano, nel Progetto che ogni Anima ben conosce e porta avanti nonostante la personalità resista e insista nel continuare a sognare vecchi sogni.

C’è una nuova versione di Mondo pronta per essere manifestata, ciò che ciascuno farà in se stesso per vibrare a quella frequenza, sarà ugualmente funzionale a sé e al Piano Generale.

Quando si fanno le prove generali in teatro, immagino ogni attore che nella propria stanza ha già lavorato tanto e ripetuto quella parte chissà quante volte. Così vedo essere per noi, qui nel Teatro della Vita, che è il tema del 3.
A ciascuno di noi l’augurio di recitare la propria parte con creatività, sentendosi a casa ovunque si trovi, di saper sdrammatizzare, e scegliere a che tipo di recita prender parte: se crogiolarsi nella fissità del dramma o cambiare frequenza, riprendendo a danzare la Vita.
Con amore,
Alessandra

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About the Author

Alessandra Pizzi

- Alessandra Pizzi, è studiosa di scienze olistiche, esperta di Numerologia, fondatrice e formatrice della SCUOLA NUMERICA. Conduce seminari e tiene conferenze in molte città d’Italia sostenendo il progetto chiamato "Armonia e Numeri". Ha sviluppato un personale metodo di lavoro interdisciplinare integrando diversi percorsi, tra questi la Floriterapia, Alchimia, Radionica e Radiobiologia Callegari, Riflessologia Plantare Olistica. Si dedica alla ricerca sulla memoria dell'Acqua e conduce seminari per la rinascita del Sacro Femminile. E' autrice di numerosi articoli su riviste specializzate e dei libri In Cammino Verso Sé - Infiniti modi una sola destinazione (2016, LEDUETORRI), Dopo l'ultimo Velo - Il Potere Creativo dei Numeri (2018 LEDUETORRI) ed è in uscita L'attivazione della Croce Cardinale. Altre informazioni sono disponibili nel sito www.alessandrapizzi.it. Per contattarla: ale.vado@virgilio.it

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