Ildegarda di Bingen | La Santa considerata la “Leonardo da Vinci” al femminile.
Per me, che sto scrivendo, si tratta di un amore a ‘seconda vista’.
Infatti, circa una decina di anni fa sono entrata in contatto con la sua Essenza, semplicemente attraverso un libro che mi è ‘capitato fra le mani’ e che ho subito scelto di acquistare e di leggere. Il titolo mi aveva già catturata:
‘Ildegarda di Bingen – Sulle ali della guarigione’ (autrice Marie Noelle Urech).
Letto d’un fiato, con la sensazione di ricevere molto oltre i contenuti espressi dal testo, come una sorta di ‘attivazione’. Mi accade questo con i libri che definisco ‘quantici’ e che hanno il potere di favorire una trasformazione profonda in chi li legge con la libertà di lasciarsi ispirare.
Dopo di ciò sono trascorsi anni in cui non ho più sentito parlare di Lei e confesso di non avere nemmeno ricercato… negli ultimi 2 o 3 anni ho sentito il suo richiamo nuovamente, ho letto ancora qualcosa e sono venuta a conoscenza dei Rimedi realizzati da Thesaura Naturae su ricette orginali di Ildegarda, li ho provati ed ho sperimentato, nel mio corpo, un’energia viva, la Viriditas (come la definiva la santa), riattivarsi in me.
Ed eccomi, circa un mese fa, a partecipare al Convegno “Il femminile da Ildegarda di Bingen ad oggi – Scienza, coscienza e spiritualità” – organizzato appunto da Thesaura Naturae – di Sabrina Melino.
I relatori, tutti di elevata competenza in un ambito specifico della Sapienza Ildegardiana, hanno saputo suscitare in me interesse, commozione, empatia e risvegliare l’Amore che in questi anni si era un po’ sopito. Fra i relatori ritrovo anche Marie Noelle, che nel frattempo ha scritto altri testi su Ildegarda, e che condivide con noi le sue riflessioni accurate sulle connessioni fra Corpo e Anima nella visione di Ildegarda. Alcuni interventi hanno un taglio scientifico, altri più spirituale, tutti sono caratterizzati da una forte connessione con il livello dell’anima di Ildegarda che ci viene presentata come un ‘Leonardo da Vinci’ al femminile sia pur con una evidente riconoscenza della sua Visione mistica.
Ma torniamo alla storia: Ildegarda nasce nel 1098 in una famiglia nobile e, ancora una bambina, la sua vita comincia ad essere segnata da Visioni celesti.

La circolarità del Tempo della Natura.
“Nel mio quinto anno di vita vidi una luce così grande che la mia anima ne fu scossa, però, per la mia tenera età,
non potei parlarne...”
All’età di otto anni venne affidata alla maestra Jutta, una giovane donna di famiglia nobile appena ritiratasi nel
monastero benedettino di Disibodenberg.
Giunta all’adolescenza Ildegarda decise liberamente di entrare nell’ordine, ponendo così la sua vita al totale servizio di Dio. Per trent’anni non si verificò nulla di straordinario, mentre Jutta scopriva, piena di meraviglia che la sua allieva
Ildegarda era diventata a sua volta maestra. E così quando ella morì le monache la elessero loro badessa.
Seguirono cinque anni di impegno nelle attività del convento e poi a 42 anni la svolta decisiva. Sentì la voce di Dio che le diceva:
“Manifesta le meraviglie che apprendi … Oh tu fragile creatura … parla e scrivi ciò che vedi e senti...”.
Il suo secondo maestro fu il monaco Volmar, assistente spirituale della clausura, che divenne per lei una sorta di
‘compagno d’anima’ che ebbe il grande compito di sostenerla moralmente nel portare avanti i suoi numerosi compiti e, a livello pratico, di essere per lei uno scrivano colto e accurato.
“Scrivi!”
Questo imperativo viene rappresentato splendidamente nello Spettacolo ‘Ildegarda di Bingen – la sibilla Renana” di e con Cristina Borgogni e Paolo Lorimer, nella loro interpretazione di Iledegarda e del monaco Volmar.
Capace di rendere attuali e vivi tutti i temi della vita della Santa, quest’opera rende grazia e merito allo spirito femminile, amorevole e battagliero di colei che ha saputo ispirare, prendersi cura, guarire ed accompagnare centinaia di persone di ogni ceto sociale.
Anche questo spettacolo è stato presentato durante il Congresso organizzato da Sabrina Melino, nella Chiesa di Stresa e, per quanto mi riguarda, è stato uno dei momenti più commoventi che mi ha permesso di percepire appieno l’intensità dell’Anima di Ildegarda e il suo livello spirituale: Cristina si è innamorata di questa vibrazione e riesce ad incarnarla e trasmetterla al pubblico.

L’autrice e attrice Cristina Borgogni mentre “dona vita” a Santa Ildegarda
Ildegarda era un’anima molto più evoluta rispetto all’epoca medioevale, eppure viveva profondamente le vicende del suo tempo.
La sua fama coinvolse anche l’Imperatore Federico Barbarossa! Ildegarda ebbe buoni rapporti con lui fin dal 1154.
Questo però non le impedì in seguito di prendere posizione decisa contro di lui a favore del papa Alessandro III e contro quelli illegittimi “eletti” da lui. Ildegarda espresse il suo sdegno con parole di fuoco, alle quali l’imperatore non rispose, ma interruppe il legame con la sua ‘consigliera’.
Potremmo dire che Ildegarda svolgeva la sua Missione con modernità: intraprese 4 grandi viaggi di predicazione e, pur avendo un’età già matura e una salute cagionevole, si muoveva a cavallo, indossando abiti maschili!
“Io piccola creatura, a cui mancano salute, vigore, forza e istruzione, ho udito nella Luce misteriosa del vero volto le seguenti
parole per il clero di Treviri: i doctores e i magistri non vogliono più dar fiato alla tromba della giustizia, perciò è scomparsa
in loro l’aurora delle buone opere…”.
In Ildegarda sento vibrare la potenza del femminile sacro, quello spirito che ha attraversato e nutrito altre donne coraggiose, che hanno segnato il loro tempo ed anche ‘il Tempo’ dell’umanità, penso a Matilde di Canossa (quasi contemporanea di Ildegarda)– colei che si adoperò come pacificatrice tra Papato e Impero e, quando lo scontro divenne insanabile, compì una scelta decisiva a favore della profonda Riforma della Chiesa di san Gregorio VII, andando contro persino ai suoi interessi materiali e alla parentela che la legava all’Imperatore – e, qualche secolo dopo, Giovanna d’Arco – la Santa guerriera che terminò la sua giovane vita, spesa al servizio della Liberazione della Francia, sul rogo, nel 1431 (oggi è patrona di Francia).
Intimamente sento un’affinità profonda con l’anima di Ildegarda e con il suo ‘affidarsi allo Spirito’ e lasciarsi condurre e istruire, per divenire Lei stessa una Luce per altri e diffondere conoscenza, umilmente sento in me il tepore di una fiammella che appartiene a quel grande Fuoco!
La sua fu una visione divina e mistica della Medicina naturale, della Musica, della Pittura e persino della sessualità. Eppure, mentre il suo pensiero ha sempre riscosso successo e incuriosito i lettori di ogni epoca, la chiesa a lungo ha preferito non divulgare i suoi numerosi scritti. Ci sono voluti secoli prima che Ella venisse canonizzata.
Ildegarda di Bingen è diventata Santa solo nel 2012, grazie a Benedetto XVI.
E’ stata definita un’anima proveniente dal futuro e incarnata nel Medioevo che ancora oggi, a distanza di 9 secoli,ci affascina, ci illumina e ha sempre molto da insegnarci e risvegliare nei nostri cuori!
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