Scritto venerdì 04 settembre 2015

L’infallibile cammino del fare anima: le pratiche segrete del matrimonio mistico

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Statua della Dea Dormiente, dal tempio di Hal Saflieni, Malta

Poche centinaia di passi separano la mia stanza d’albergo dall’oceano, la mattina presto c’è ancora poco movimento e le uniche orme che incontro sulla sabbia vergine sono quelle di gabbiani e di cani. A Capo Verde ci sono moltissimi cani che vivono in libertà, integrati perfettamente nel ciclo naturale e nei ritmi del tempo di un posto di mare ancora molto selvaggio. L’infrangersi delle onde sugli scogli è quasi un vagito nel vento e il vento tiepido ma pungente delle prime ore del mattino amplifica l’eco del respiro di tutti gli spiriti del mare. Mare oceanico, travagliato e ridondante come un pozzo senza fondo in cui qualcuno ha depositato preghiere sommerse. Poche centinaia di passi ed eccomi al punto esatto eletto per la mia Sadhana (pratica spirituale) mattutina, un cerchio di sabbia circondato dal manto roccioso di pietre appuntite, quasi che la Madre Terra avesse forgiato appositamente quello spazio concentrico in cui potermi sedere in posizione meditativa, circondata da rocce e protetta da una duna desertica alle mie spalle protesa fino a degradare verso un tappeto di terra nero rossastra, impronta tangibile dell’origine vulcanica dell’arcipelago capoverdiano. Davanti a me solo cielo, e le sfumature turchesi dell’oceano di questo paradiso tropicale africano. Sono molto vicina agli scogli dunque le onde che s’infrangono depongono il loro canto proprio a un passo dalla mia sensazione di infrangermi insieme a loro fondendomi meravigliosamente in quel nulla quieto e irrequieto proprio delle ore ancora timide del mattino. La compassionevole sensazione di quando si è a un passo dall’iniziare qualcosa, eppure nell’immobilità dell’attesa tutto si compie.

Davanti all'Oceano, Boa Vista, Capo Verde

Davanti all’Oceano, Boa Vista, Capo Verde

Nei luoghi di natura è molto più facile, se ci si concede l’attenzione necessaria a qualsiasi accesso al regno dell’invisibile, entrare in connessione con l’anima del mondo di cui tutti facciamo parte. Sono luoghi sacri per antonomasia, ricettacolo di bellezza, emozione, pathos, ritmo e sublimi turbamenti, luoghi di potere, amore e conoscenza. Perché che altro è la vera conoscenza se non “la capacità di dialogo con l’anima” – citando Selene nel suo ultimo prezioso libro sul Mantra Madre (di cui riporto i dettagli alla fine del racconto). E – sempre parafrasando Selene e, con lei, James Hillmanche cos’è l’anima se non pathos, turbamento, emozione?

I luoghi di natura sono soglie verso l’intensità senza limiti della vera vita, quella che può fare a meno di aggrapparsi all’oggettività delle cose perché ha già colto nell’impermanenza il sogno migliore da creare, perché “le immagini amano svanire”: provate a fermare il disegno di una nuvola… non durerà che pochi  istanti, giusto il tempo di plasmare qualche forma che forse qualche sguardo attento saprà cogliere, o forse no, ma non ha importanza.

Le immagini amano svanire.

E noi siamo fatti della stessa sostanza delle immagini – o dei sogni, come amava dire Shakespeare – dunque, anche noi amiamo svanire. Solo che non ce lo ricordiamo, e pensiamo che il vero appagamento sia nel possedere, nel durare, nell’avere il controllo di tutta la nostra vita. Siamo nati per essere degli outsider, per questo è universalmente condiviso il benessere repentino che scaturisce quando si frequentano luoghi naturali, luoghi dove si percepisce immediatamente un senso di devastante libertà, di non luogo, di conciliante selvatichezza, di selvaggio abbandono, di purezza sgombra da qualsiasi retropensiero moralistico. È l’anima che si svela. Al di là del bene e del male. E non c’è bisogno di troppo clamore, di attingere a chissà quali sofisticate teorie. Spesso viene subito spontaneo fare profondi respiri, quando si è in cima a una montagna o, appunto, davanti all’immensità del mare o in piena campagna o in un bosco. È l’anima che ruggisce, e ha bisogno di fiato, il nostro respiro. Perché noi siamo anima, pneuma. Tutto il mondo non è che una creazione immaginale dell’anima. E …

le immagini amano svanire.

A questo disvelamento, che è entrare in contatto con la sostanza immaginale (invisibile, spirituale, visionaria) di cui siamo fatti, si può dare un nome che ha una poesia incredibile, nonché una forza di “risveglio” di incommensurabile valore: il matrimonio mistico. Di questo sposalizio divino, le cui pratiche spirituali hanno origini antichissime, addirittura ancestrali, si possono scrivere tante poetiche parole ma non c’è miglior dono da fare a se stessi che prenderne atto e sperimentarlo su di se, giorno dopo giorno, notte dopo notte, in ogni momento della propria vita. A tal fine, l’ultimo libro di Selene è un’imprescindibile passo per chiunque voglia scegliere la strada definitiva della libertà. Perché oltre ad essere un concentrato di poesia, è anche un manuale molto pratico, incisivo e squisitamente antiteoretico per iniziare il viaggio, il grande cammino del fare anima. Che è infallibile, irreversibile, impeccabile.
Quello che trasforma la vita “da una continua ricerca a una incessante scoperta”.

Selene Calloni Williams
“Mantra Madre – la tradizione e le pratiche segrete del matrimonio mistico e del risveglio”
Edizioni Mediterranee
Informazioni: http://www.nonterapia.ch/libro-mantra-madre/

Sempre da Capo Verde: SAUDADE! IL VIAGGIO DELL’ANIMA

Dal mio Blog
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VARANASI, DEEP IMPACT
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Informazioni sull'Autore

Cecilia Martino


Nasco a Roma sotto il segno della Vergine. Anno 1976. Mi laureo in Lettere prima e in Filosofia dopo con una tesi dal titolo: "Poesia. Immagini dialettiche. La ricerca linguistica dell'indicibile". Approfondisco nel tempo i temi della Comunicazione linguistica e dell’Estetica coltivando, in particolare, una connaturata vocazione alla scrittura creativa e mitopoietica. Negli ultimi anni ho pubblicato 4 libri, la raccolta di poesie “illogicaMente” e alcuni saggi nella rivista di settore “Philosophema”. Studio e pratico Yoga, spiritualità e discipline orientali. Negli anni ho affrontato svariati studi di tutti gli Yoga classici, sia dal punto di vista pratico che teorico, frequentando seminari di approfondimento su Veda, Purana, Upanishad, Ayurveda, Sciamanesimo e Meditazione ad approccio Immaginale (con Diploma per Istruttori metodo IMMAN – Imaginal Mindfulness Meditation Approach Nontherapy- conseguito nel 2016). A Settembre 2016 conseguo il Diploma per Insegnanti Yoga rilasciato dalla Scuola Yoga Shanti Vidya SVYASA (Swami Vivekananda Yoga Anusandhana Samsthana) con una tesi dedicata a uno dei più grandi grandi filosofi e maestri spirituali dell’India moderna, Sri Aurobindo, infaticabile ricercatore e sopraffino poeta, nonché padre dello Yoga Integrale, uno yoga che supera lo yoga stesso in quanto vera e propria visione rivoluzionaria dell’esistenza! Professionalmente mi occupo di editoria web da oltre 10 anni, dal 2005 sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, ma il mio vero Lavoro è quello della ricerca interiore messa al servizio della crescita personale e collettiva. Attualmente vivo a Torino. Ho aperto un Blog dal titolo “Il mestiere del dare” ispirato alla condivisione della Gioia, uno stato creativo dell'essere di cui tutti dovremmo essere "portatori sani". Imprese memorabili: Vivere nel mondo ma non essere del mondo Il mio motto: Io mi contraddico. Sono ampio. Contengo moltitudini (Walt Whitman) http://ilmestieredeldare.blogspot.it/

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