Published On: Ven, Mar 1st, 2019

Il manifesto – firmato – di una Scienza che non esiste

E’ stato firmato recentemente da alcuni esponenti politici un manifesto che impegna a riconoscere “la Scienza” come un’entità al di sopra delle parti, sempre degna di riverenza da parte di tutte le forze politiche.

C’è però un piccolo problema: la Scienza, così formulata come entità unitaria, non esiste. Esistono diversi paradigmi in cui i singoli scienziati inquadrano le proprie conoscenze. C’è quella che possiamo chiamare “scienza ufficiale”: è sostanzialmente la raccolta delle conoscenze che si inquadrano nel paradigma cartesiano-newtoniano, tuttora ritenuto da molti “la verità” malgrado sia stato falsificato più volte. Spesso i fatti che non si inquadrano in quel paradigma vengono semplicemente negati.

Pertanto dire di ascoltare “La Scienza” è completamente privo di significato.

Ma al pubblico bisogna continuare a parlare di “certezze”, quelle, appunto, della Scienza. Politicanti e giornalisti fanno a gara per continuare a farlo credere (con qualche eccezione).

Qualche esempio:

  • Da circa 90 anni sappiamo che la separazione fra mente e materia è stata falsificata (principio di indeterminazionefisica quantistica) e la scienza ufficiale continua a procedere con la spaccatura cartesiana, come se esistesse un mondo materiale “esterno” realmente esistente;

  • Si continua a considerare ogni processo come isolato e lineare dopo oltre trent’anni di studi sulla dinamica dei sistemi, dove si è visto che nei sistemi complessi è assolutamente impossibile fare alcuna previsione, anche probabilistica, oltre un certo limite di tempo;

  • Sono passati più di vent’anni dalla pubblicazione del libro di Ilya Prigogine La fine delle certezze ma nessuno ne ha parlato. Tra l’altro, non ci sono certezze assolute neanche nella matematica, come dimostrato dal teorema di incompletezza di Kurt Goedel, formulato nel 1936;

  • Si insegna ancora che la materia è costituita da “particelle” e “vuoto” (dualismo vuoto-pieno) quando sappiamo che alla base di tutto c’è una sorta di Vacuità creativa (il vuoto quantistico) che costituisce l’universale (in modo molto simile alla sunyata del Buddhismo;

  • Sono passati 200 anni dalla pubblicazione della Philosophie zoologique di Lamarck (avvenuta nel 1809: 50 anni prima dell’Origine delle specie di Darwin) e ancora si continua a mettere in contrapposizione uomo e animale, come se si trattasse di due cose antitetiche o distinte. Sappiamo da due secoli che siamo animali, che facciamo parte della Natura e ancora si continua a torturare animali non-umani senza alcuno scrupolo, soprattutto da parte di molti cosiddetti scienziati: è invece evidente che l’etica deve riguardare tutti gli esseri senzienti.

Lo scienziato inglese Rupert Sheldrake, molto noto nel mondo anglosassone, ha posto in evidenza, nel suo libro Le illusioni della scienza (Apogeo Urra, 2013), le premesse che vengono prese come dogmi dalla scienza newtoniana-cartesiana considerata “ufficiale” e divulgata al pubblico come certezza:

  • La Natura si comporta come una macchina;
  • Il complesso energia-materia è rimasto costante da sempre e per sempre;
  • Le leggi della Natura restano invariate;
  • La materia non ha alcun genere di coscienza;
  • La Natura non ha alcuno scopo, né obiettivo;
  • Tutta l’eredità biologica è trasmessa nella materia;
  • Tutto ciò che è nella memoria è registrato come tracce materiali;
  • La mente è un prodotto soltanto del cervello;
  • I fenomeni psichici sono illusioni;
  • La medicina materiale meccanicista è l’unica che funziona veramente.

Chi non riconosce queste premesse viene rifiutato, respinto, considerato “non-scientifico”, “esoterico”, mistico”, alla faccia del metodo scientifico.

Si noti che tutte le conoscenze sopra citate come esempi provengono dalla scienza stessa. Se ne deduce che la cosiddetta Scienza, quella venerata da molti politicanti e giornalisti (non tutti) come se fosse un’entità unitaria e un’unica voce infallibile, non crede più neanche a sé stessa.

Personalmente sono a favore della Scienza, quella che si è liberata dai dogmi meccanicisti, ma non di quella scienza che si autoproclama la verità oppure un assoluto, che serve a raccogliere le firme di alcuni politicanti, anche di tendenze apparentemente diverse, che fanno finta di litigare fra loro ma che hanno come scopo quello di perpetuare il sistema.

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About the Author

Guido Dalla Casa

- Guido Dalla Casa è nato nel 1936 a Bologna, dove ha frequentato il Liceo Scientifico e si è laureato in Ingegneria Elettrotecnica. Dal 1959 al 1997 ha svolto l’attività di dirigente dell’ENEL nelle aree tecnica e commerciale della distribuzione, nelle sedi di Torino, Vercelli, Milano e Brescia. Ora vive a Milano, dove fa parte del Gruppo Ecologia ed Energia dell’ALDAI. Dal 1970 circa si interessa di filosofia dell’ecologia e di filosofie orientali e native. E’ docente di Ecologia Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini (Università di Urbino). Tiene corsi di Scienze Naturali ed Ecologia Profonda come docente volontario alla UNITRE di Saronno e in altre UNITRE dell’area milanese. Ha pubblicato alcuni libri: L’ultima scimmia (1975) per la Casa Editrice MEB, Ecologia Profonda (1996) per l’Editrice Pangea, Inversione di rotta (2008) per Il Segnalibro, L’ecologia profonda. Lineamenti per una nuova visione del mondo (2008) e Guida alla sopravvivenza (2010) per Arianna, Ambiente: Codice Rosso (2011) per l’Editrice Jouvence, oltre a numerosi articoli su varie Riviste, quasi tutti su argomenti di ecologia profonda.

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