Published On: Ven, Apr 5th, 2019

Che significato hanno le esperienze umane?

L’esperienza in sé non ha alcun significato specifico per l’essere umano impegnato nel percorso di risveglio spirituale. Infatti essa assume valenza soltanto se concepita ed utilizzata come mezzo e non come fine, e può servire al suo scopo solamente quando viene vissuta con questa consapevolezza.

Con tale proposito l’esperienza può costituire un’opportunità da sfruttare per comprendere al meglio chi siamo. Perché in realtà un’esperienza fine a se stessa, utilizzata a migliorarci come esseri umani per evolverci in qualche settore o livello della vita, incluso quello spirituale, sarebbe soltanto un’inutile spreco di energia e di tempo. Questo rafforzerebbe sempre più la nostra creazione distorta in questa dimensione materiale che crediamo reale.

Come esseri umani facciamo esperienza nel mondo virtuale-duale mediante il corpo fisico e le percezioni. Come Spirito non facciamo alcuna esperienza, perché siamo al di là della dimensione spazio-temporale anche se intrappolati in un contenitore biologico.

Quando l’essere umano comprende qual è la sua Reale Identità inizia a vedere che il mondo da lui stesso creato non ha più alcun significato, poiché in definitiva esiste solo come virtuale ed illusorio e non come reale. Infatti esso è soltanto frutto di un’aberrazione della mente che lo ha immaginato e creato partendo da un’idea totalmente distorta: la SEPARAZIONE.

A seguito di tale credenza la mente ha creato tutto quello che poteva, dandogli pieno valore e significato per rafforzare sempre più l’idea che ogni cosa sia separata dalla FONTE.

Il senso di colpa, che la mente scrupolosamente cela e custodisce nel suo inconscio, viene automaticamente rafforzato e, non potendolo trattenere, lo spinge all’esterno così da potercelo far sperimentare e rendercelo “reale”.

Se l’esperienza non viene vissuta con la consapevolezza che siamo parte di una Coscienza che ci rende Uno e che il mondo materiale che crediamo vero in realtà è soltanto illusorio, poiché frutto di un enorme errore al quale abbiamo prestato fede, non potremo trascendere l’esperienza umana per vivere un’esperienza spirituale.

Trascendere l’esperienza umana significa andare oltre essa per disidentificarci da tutto ciò che propone. Per questo possiamo dire che noi non siamo ciò che facciamo, ne ciò che pensiamo, ne ciò che sentiamo (inteso come emozioni). In definitiva, non siamo affatto la nostra esperienza, anche se per puro spirito di sopravvivenza siamo totalmente identificati in essa. Essa vive su una dimensione spazio-temporale che a Noi, quali Esseri Spirituali, non ci appartiene affatto.

La nostra Essenza è al di là di qualsiasi fatto o cosa percepita che esiste a prescindere da tutto.

Per questo motivo la vera esperienza non è nel fare ma nell’essere. Non ha importanza ciò che facciamo e neanche come lo facciamo, ma soltanto lo Spirito con cui affrontiamo le cose ha valore poiché rappresenta l’unica nostra vera realtà che possiamo manifestare.

Purtroppo troppo spesso la mente ci inganna nel tentativo di farci percepire migliori o più importanti, con l’unico scopo di farci sopravvivere.

Finiamo inesorabilmente per innamorarci delle nostre creazioni, ne gioiamo, ne siamo soddisfatti, oppure ne siamo insoddisfatti, arrabbiati per gli insuccessi e manifestiamo le nostre emozioni reattive all’esterno perché abbiamo bisogno di rafforzare il meccanismo mediante l’approvazione ed il consenso altrui. Altre volte riversiamo le nostre emozioni e sentimenti (odio, rabbia, paura, disperazione, risentimento, ecc.) all’interno di noi stessi con reazioni incontrollabili ed ingestibili e con effetti spesso devastanti soprattutto a livello fisico.

Questo meccanismo di identificazione con la nostra esperienza, con tutte le sue accezioni e componenti, ci lascia comunque credere che possiamo sempre gestire le situazioni in virtù di una consapevolezza che in realtà é soltanto frutto della manifestazione dell’ego, il quale subdolamente tenta con ogni mezzo di ingannarci e confonderci conoscendo meglio di noi stessi le debolezze umane.

Una volta che abbiamo creato la prigione, siamo entrati dentro, chiuso la porta con il lucchetto e poi gettato via la chiave, sarà veramente molto difficile uscirne! Bisognerà prima cercare la chiave. Ma, avendo dimenticato dove é stata gettata, dove possiamo andare, e cosa fare?

Attaccarsi al proprio “sé”, quindi ai propri ruoli ed ai propri bisogni e desideri contribuisce ad alimentare l’idea che per vivere felici occorre imparare a realizzare i propri sogni e talenti.

Questa é spiritualità spicciola! Una spiritualità di basso livello che mira all’appagamento, alla soddisfazione ed alla gratificazione personale e non alla Felicità, così come l’hanno insegnata I VERI MAESTRI di Luce come Gesù o il Buddha.

Infatti la Felicità non é certo di questo mondo poiché, per sua natura e caratteristica, é scevra da qualsiasi forma di desiderio o bisogno che ha a che fare con la personalità umana, in quanto non conosce alcun tipo o forma di identificazione. Per questo motivo si può dire che la FELICITÀ é Libertà allo stato puro, indipendentemente da chi la sperimenta.

La legge di attrazione, la recitazione di mantra, le tecniche della fisica quantistica e tutte le altre tecniche pseudo spirituali, proposte dalla cosiddetta “new age”, spesso utilizzate per realizzare e manifestare materialmente nel mondo virtuale bisogni e desideri umani, non hanno nulla a che fare con le LEGGI DIVINE. Queste leggi Infatti vengono spesso mal interpretate e subdolamente insegnate, anche con presunzione, da chi dice di voler aiutare l’essere umano ad evolvere. In realtà contribuiscono, consciamente od inconsciamente, a mantenerci in uno stato di “sonno spirituale”.

DIO non ci chiederebbe mai di prestare attenzione a bisogni e desideri umani, perché LUI non ne sa proprio nulla del mondo che abbiamo costruito noi. L’unica cosa che ci chiede infatti é soltanto quella di abbandonarci alla Sua Volontà e riunirci con LUI. In questo modo tutta la nostra creazione sparirà per sempre, senza lasciare alcuna traccia, poiché non é mai esistita realmente.

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About the Author

Fabio Amici

- Sono nato il 28 settembre del 1968, sono ricercatore della Verità e sperimentatore di tecniche meditative seguendo un personale metodo di autoconoscienza che indaga i processi mentali e gli stati emozionali, utilizzando il “sentire” per raggiungere un contatto diretto con il proprio Spirito. Mi sono formato nei monasteri Buddhisti della scuola Zen e Therevada, ho studiato e approfondito le conoscenze sulla fisica quantistica ed il suo utilizzo in relazione alla spiritualità; ho praticato lo Yoga Kundalini ed ho praticato la terapia della regressione nelle vite passate come percorso di autoconoscenza, conseguendo l’apprendimento di un metodo di indagine per correggere gli “errori” dovuti a traumi emozionali ed alle programmazioni mentali. Seguo i principi metafisici di “Un Corso in Miracoli”, ai quali mi ispiro nelle meditazioni e nella vita per facilitare il riconoscimento delle cause dei disagi umani, con lo scopo di raggiungere una via di riconciliazione e di armonizzazione con il mio Sé e con l’Universo.

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