Published On: mer, Ott 24th, 2018

Il messaggio universale del Diwali, Festa delle Luci o Natale indiano

Siamo in periodo di Diwali, una delle più importanti feste indiane che simboleggia la vittoria del bene sul male. E’ chiamata Festa delle Luci o anche il Natale indiano. Al di là dei particolarismi religiosi e culturali, il simbolo – che è linguaggio universale – ci riporta a un messaggio essenziale proprio di qualsiasi autentica spiritualità: il ricordo di chi siamo veramente al di là delle tenebre dell’illusione condizionata, la luce quale chiara Visione della vera realtà, quella del Sé, dell’Essere, del Cuore.

Ogni volta che accendiamo una luce, una candela, un fuoco, stiamo celebrando la fiamma dell’aspirazione alla vera vita, il tapas della volontà divina non egoica, che è il carburante dell’evoluzione, la scintilla della Coscienza unificata.

Spegniamo la testa e accendiamo il cuore!

Possiamo sfruttare queste giornate in cui si entra nella stagione con meno ore di luce, come occasione di ricordo.

Ricorda chi sei! Samasati!” ammoniva continuamente il Buddha.

Chi credete che io sia?” interroga Gesù i suoi discepoli.

Nelle Upanishad i versi che riportano a tale riassorbimento alla nostra vera natura essenziale ossia spirituale luminosa, in forma di invocazione sono questi:

Dal Non-Essere conducimi all’Essere,
dalla Tenebra conducimi alla Luce,
dalla Morte conducimi all’Immortalità
.

Ovvero:

ASATO MA SAT GAMAYA,
TAMASO MA JYOTIR GAMAYA,
MRITYOR MA AMRITAM GAMAYA.

Il Mantra della Conoscenza Interiore, tratto dalle Upanishad (Brhadaranyaka Upanishad 1.3.28)

Il grande Ramana Maharshi che risuona nella voce poetica di Poonja (“Il vuoto che danza” edito da Psiche2) esorta:

“Volgi lo sguardo all’interno, verso la sorgente dell’ “io”.
Allora la luce del Sé si posa sulla mente
rivolta verso il Sé, e dissolve la mente nel Sé.
Volgiti verso l’immanifesto, verso il Sé e la pace.

A te la scelta:
per un istante rifiuta tutte le cose
e troverai Quello in cui ogni cosa E’.
Allora la manifestazione sarà la danza cosmica”

 

A voi la scelta!

A proposito di “luci”, un’altra suggestiva cerimonia indiana è il rituale del Gaanga Arti a Varanasi.

Ganga Puja a Varanasi Foto ©CECILIA MARTINO

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About the Author

Cecilia Martino

- Nasco a Roma sotto il segno della Vergine. Anno 1976. Mi laureo in Lettere prima e in Filosofia dopo con una tesi dal titolo: "Poesia. Immagini dialettiche. La ricerca linguistica dell'indicibile". Approfondisco nel tempo i temi della Comunicazione linguistica e dell’Estetica coltivando, in particolare, una connaturata vocazione alla scrittura creativa e mitopoietica. Negli ultimi anni ho pubblicato 4 libri, la raccolta di poesie “illogicaMente” e alcuni saggi nella rivista di settore “Philosophema”. Studio e pratico Yoga, spiritualità e discipline orientali. Negli anni ho affrontato svariati studi di tutti gli Yoga classici, sia dal punto di vista pratico che teorico, frequentando seminari di approfondimento su Veda, Purana, Upanishad, Ayurveda, Sciamanesimo e Meditazione ad approccio Immaginale (con Diploma per Istruttori metodo IMMAN – Imaginal Mindfulness Meditation Approach Nontherapy- conseguito nel 2016). A Settembre 2016 conseguo il Diploma per Insegnanti Yoga rilasciato dalla Scuola Yoga Shanti Vidya SVYASA (Swami Vivekananda Yoga Anusandhana Samsthana) con una tesi dedicata a uno dei più grandi grandi filosofi e maestri spirituali dell’India moderna, Sri Aurobindo, infaticabile ricercatore e sopraffino poeta, nonché padre dello Yoga Integrale, uno yoga che supera lo yoga stesso in quanto vera e propria visione rivoluzionaria dell’esistenza! Professionalmente mi occupo di editoria web da oltre 10 anni, dal 2005 sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, ma il mio vero Lavoro è quello della ricerca interiore messa al servizio della crescita personale e collettiva. Attualmente vivo a Torino. Ho aperto un Blog dal titolo “Il mestiere del dare” ispirato alla condivisione della Gioia, uno stato creativo dell'essere di cui tutti dovremmo essere "portatori sani". Imprese memorabili: Vivere nel mondo ma non essere del mondo Il mio motto: Io mi contraddico. Sono ampio. Contengo moltitudini (Walt Whitman) http://ilmestieredeldare.blogspot.it/

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