Scritto venerdì 13 dicembre 2013

In: Esperienze | 6 Commenti

Il viaggio dell’ anima | la mia Ri-Unione in Messico.

Ci sono momenti nella vita in cui le porte si chiudono, relazioni, lavoro, rapporti, case; persino le cose, la macchina che si rompe, il computer pure, tutto sembra invitarti alla porta… per poi chiuderla! Ok, mi dicevo per prendere coraggio, anche la saggezza popolare dice che quando si chiude una porta si apre un portone… chissà cosa si aprirà, ho ripetuto mille volte mille cose riguardo il flusso eppure sentivo la sofferenza stridere come le lamiere contorcersi ed una voce dentro che mi invitava a resistere, a vedere oltre, mi confermava la direzione.

L’Ulisse che è in me cerca il Viaggio, la Libertà, la Vita ed è pronto a perdersi per ritrovarsi.

Un viaggio… ho cominciato alla fine di ottobre a coccolare l’idea di partire. Credo non si debba condividere subito una cosa simile perché se è vero che il confronto è prezioso può diventare fuorviante o condizionante se ancora non si sono definiti i confini di un progetto che come nel mio caso era in embrione. E’ passato un ciclo lunare in cui s’è fatto chiaro che vi era un unico posto al mondo in cui desideravo andare ed era il Messico, lo Yucatan, dove sin dalla prima volta in cui ho posato piede nel 96 ho avuto la sensazione d’aver portato a casa l’anima.

Consolidata l’idea, recuperati i contatti per poter partire con qualche paletto di riferimento, ho comunicato alle persone care che sarei andata in Messico. Sono stati meravigliosi, nessuna intromissione, nessun tentativo di manipolazione o deviazione, solo rispetto e la mia gratitudine è immensa. Ho passato momenti inebrianti alternati a paura, momenti in cui avevo l’impressione di espansione, vitalità, entusiasmo ed altri in cui dovevo andare a cercare il respiro laggiù in fondo. C’erano ancora porte da chiudere con ponti da tagliare, fatiche da sostenere e l’ho fatto.

C’è stata tutta la parte organizzativa del viaggio e “fai da te” è una formula a rischio ma è così che ho fatto e s’è fatta la notte della partenza. Da sola, in Messico, con un biglietto di sola andata. Ho parlato con molte persone prima della partenza e alla gran parte si illuminavano gli occhi e dicevano che era il loro desiderio, che era un’esperienza meravigliosa, fantastica, un viaggio dell’ anima e così via… eppure se non sono molti a farlo e continuare a desiderarlo un motivo ci sarà pure.

Le provocazioni sono state tante ed altrettanti gli aiuti ricevuti perché ogni problema ha avuto una soluzione e anche se è impossibile arrivare alla visione del Disegno sento una gratitudine immensa. Comunque ho capito perché per molti rimane un sogno, perché è durissima.

I primi giorni sono molto, molto duri, non è una passeggiata di salute è una sfida importante in cui ci sei tu che hai dichiarato di esser pronto ad incontrare i tuoi limiti, le paure, le zone d’ombra, le proiezioni, quel che pensavi o non pensavi di essere e ti riveli.

Ho compreso di aver ricevuto quanto avevo preliminarmente dato – o inflitto – a me stessa.

Ed altrettanto chiaramente sentito fin nella carne quanto idealizzare, mitizzare sia vivere nell’illusione e la realtà per quanto molteplice non sta nei viaggi mentali. Messico compreso. Un gran lavoro di ri-unione.

Mi torna in mente un sogno di alcuni mesi fa, vedevo un aereo in volo esplodere al silenziatore ed andare in pezzi che scendevano delicatamente come imballi silenziosi accompagnati da paracaduti invisibili. Ero angosciata ma vi era chi mi rassicurava dicendo che i pezzi erano protetti e sarebbero stati ritrovati. Ecco sono alle prese con questa ricognizione, ricompattazione di parti sparse che pian piano tornano a formare un intero che è in un intero più grande, senza presunta illusoria autosufficienza: “everybody need somebody”.

Penso anche al lavoro di Iside – Yin – che ricerca i pezzi di Osiride – Yang – e allora il particolare della scultura che ho scattato qui in Messico il primo giorno per me rappresenta il rito di riaccorpamento di ogni parte. Parti si uniscono ad un più ampio intero, alla base vi sono altre figure, persone che in particolari momenti della vita sono angeli.

A quest’opera di ricapitolazione sono dentro in pieno… oggi è il primo giorno in cui la voglia di restare ha superato quella di tornare, il respiro sta tornando normale perché era davvero corto e lo stomaco torna ad aver voglia di cibo.

Ricordo un altro detto “Dio ci manda le coperte in base al freddo”.

Il Cielo mi ha regalato incontri preziosi e non solo come conoscenza delle diverse realtà in questo assaggio di Messico, parlo del sostegno concreto di Amicizie spontanee nate sull’aereo che ringrazio dal più profondo per aver fatto la differenza, mi hanno aiutata e sostenuta a superare il punto in cui le catene si spezzano e non sei più in preda alla fatica ma corri nel vento e lo …respiri .

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Informazioni sull'Autore

Alessandra Pizzi


il mio nome è alessandra pizzi mi occupo di ricerca, pratica e divulgazione di tecniche di benessere naturale dal 1997 con una formazione che abbraccia: Numerologia, Floriterapia, Reiki master dal 2002, Alchimia, Radionica e Radiobiologia Callegari, Acque di Luce ed Informate, Ilahinur, Riflessologia Plantare Olistica, Tecniche di Psicologia Energetica Integrata. Tengo percorsi di meditazione – In Cammino Verso Sé - seminari di Numerologia, Reiki, Ilahinur da molti anni ed il Cammino delle Acque della Dea per sostenere la rinascita del Femminile Divino. www.alessandrapizzi.it email: ale.vado@virgilio.it

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