Scritto martedì 16 gennaio 2018

In: Esperienze | Nessun Commento

Un angelo di mi ha detto “Mi chiamo Arianna, dillo che mi hai conosciuta”.

In uno di quei momenti in cui tutto improvvisamente si fa pesante, persino l’aria che respiri, e anche l’atto più spontaneo richiede sforzo, mi trovavo seduta su un muretto, sotto un portico di Bologna e sull’onda dei miei pensieri.

Ero arrivata in anticipo all’appuntamento da un’amica, che aveva di recente cambiato casa. Non era ancora rientrata dal lavoro e la stavo attendendo, nel tardo pomeriggio di un giorno d’inizio estate. Nell’ora che preferisco, quando il Sole sta per sparire di scena e tutto diventa caldo e intenso, anziché percepire la solita quiete, sentivo il dolore e l’impotenza.

Quella stessa mattina, infatti, a seguito dell’ennesima violenta lite tra i genitori, erano intervenute le forze dell’ordine ed i servizi sociali e un amichetto di mio figlio e la sua sorellina, erano stati portati in una Casa Famiglia.
Restavo lì, seduta e assente, con la pena e la frustrazione che anticipano la resa ad un fatto.

All’epoca ogni tanto fumavo ancora, mi ero accesa una sigaretta per accompagnare pensieri, emozioni ed attesa, quando mi ha riportata alla presenza una vocina: “Perché fumi? Non lo sai tu che fa male?” Guardo negli occhi, come se mi avesse appena svegliata, una bimba sui cinque anni, dai mille riccioli scuri e due perle nere luccicanti in volto. Teneva le mani sui freni della bicicletta che aveva appena fermato e mi guardava, aspettando una risposta… Ricordo ancora l’imbarazzo… certo che lo sapevo… e che cosa potevo mai rispondere di minimamente sensato?

Sentivo tutta l’assurdità e “Sì” le ho detto “è vero, ora la spengo, hai ragione non mi fa bene”. Mi sono alzata per buttare il mozzicone spento in un cestino poco distante e sono tornata a sedermi sul muretto, mentre lei aveva ricominciato a pedalare.

Continuava a fare vasche di portico con la sua bicicletta, sorridendomi ad ogni passaggio. Poi si è fermata nuovamente e mi ha chiesto se volessi fare un gioco con lei. “Certo, sì, con piacere” le dico, la bimba scende dalla bicicletta e mi viene vicino:
“Chiudi gli occhi”, lo faccio e lei inizia a parlarmi con la melodia e la dolcezza infinita che solamente la voce di un bimbo o di un angelo può avere: “senti, ora sta per alzarsi il vento, è in lontananza, ma si avvicina sempre più, senti questo vento…” e inizia a soffiare dolcemente sul mio viso.

Continua: “ora sta per piovere, il vento è sempre più forte e stanno iniziando a cadere le prime gocce, poi piove sempre più, senti come piove” batteva intanto le manine, producendo un suono che richiamava davvero la pioggia e ogni tanto simulava la brezza, col suo soffio garbato.
Con la dolcezza della sua voce, la bambina mi guidava in una visualizzazione, che stava pacificando il mio interno, alleviando e lavando via la sofferenza. “Ora piove su di te, senti come scorre la pioggia.”
Quando ha finito e mi ha invitata a riaprire gli occhi, ero incredula “grazie, mi hai appena fatto fare qualcosa di stupendo, chi ti ha insegnato?”
Sorride e mi dice “Marco”. “E’ un tuo amico? Tuo fratello?” (è incredibile la stupidità delle domande che a volte un adulto può fare a un bambino…). Porta l’indice davanti al viso, tra naso e bocca “sssshhhhh”, taccio, “eccolo!”.

Mi sono girata guardando il punto del prato che indicava alle mie spalle e c’era uno splendido merlo che pareva guardarci. “Ecco Marco!” mi dice tutta felice. Mentre ero letteralmente rapita e incantata da quanto stava succedendo, ho sentito arrivare un’altra voce in lontananza “Arianna non disturbare le persone”. C’era un’altra donna, distante, seduta sullo stesso muretto, all’inizio del portico.
Rassicuro da lontano la signora “nessun disturbo, anzi è una gioia” ma la bimba riprende la bicicletta e ricomincia ad andare avanti e indietro, senza dimenticare il sorriso, ogni volta che ci intercettavamo.

Si è poi rifermata per raccontarmi di alcune sue amiche che erano tanto vecchie e stanche. “Una in particolare era proprio la più stanca di tutte, e così un giorno si è distesa su un prato per riposare, guardando il cielo finché c’è salita”.
Di nuovo la voce da lontano “Arianna, smetti di disturbare le persone con le tue solite storie”. Faccio nuovamente cenno con la mano che tutto va bene, ma la bimba richiamata aveva ripreso la bicicletta per fermarsi un’ultima volta: “Io mi chiamo Arianna, sono dello Scorpione e dillo che mi hai conosciuta”.

Sorridevo congedandomi con il cuore che non mi stava più nel petto, ringraziando la creatura incredibile che l’Universo mi aveva donato come faro sul cammino. E ancora oggi al pensiero gli occhi si appannano.
All’arrivo della mia amica, ero letteralmente trasformata. Quando le ho raccontato ciò che era appena accaduto, mi ha sorriso dicendo: “mai vista una bimba Arianna in bicicletta qua sotto, chissà dove abiterà”. Nemmeno nei mesi a seguire e per tutto il tempo che ha abitato in quella casa, le è mai capitato di incontrarla.

Così ancora oggi non so se Arianna sia stata un sogno, un angelo o la bimba che son certa d’aver visto… ma da allora le penso spesso, tutti i merli che vedo per me sono Marco, e parlo di lei, del dono che mi ha fatto e di come l’Universo provveda a noi per inimmaginabili cammini perché quando tanto si fa chiaro, vi è un unico modo di stare: nella Fede.

Grazie Arianna, grazie alla Fonte <3

© 2018, Quantic Magazine. Vietata la riproduzione anche parziale dei testi senza l’autorizzazione della redazione. Tutti i diritti riservati.
Per eventuali richieste contattare la redazione: redazione@quanticmagazine.com. Grazie.

Informazioni sull'Autore

Alessandra Pizzi


Alessandra Pizzi, studiosa di scienze olistiche, esperta e formatrice di Numerologia. Ha sviluppato un personale metodo di lavoro interdisciplinare integrando percorsi di Alchimia, Radionica e Radiobiologia Callegari, Floriterapia e Riflessologia Plantare Olistica. Ha approfondito la ricerca sulla memoria dell'Acqua attraverso le Acque di Luce ed Informate e conduce seminari sul Cammino delle Acque Sacre della Dea, per la rinascita del Femminile Divino. Autrice di numerosi articoli e del libro In Cammino verso Sé. www.alessandrapizzi.it ale.vado@virgilio.it

Scopri tutti gli articoli di:

Lascia un Commento


Quantic Magazine © 2010-2018 - Tutti i diritti riservati.