Scritto lunedì 27 gennaio 2014

In: Esperienze | 4 Commenti

La mia Ri-Unione in Messico | Oltre la Barricata

Quando sono partita sentivo che doveva esserci un altro modo di vivere, che quella sorta di affannata sopravvivenza cui si viene forgiati non poteva essere l’unica possibilità, non sentivo la felicità piena e sono sempre stata certa che siamo nati proprio per sperimentarla e irradiarla, come tanti piccoli Soli.

Sentivo la vita e la maggior parte delle persone correre come il coniglio bianco di “Alice nel paese delle meraviglie” che corre senza sapere dove sta andando e senza trovare il tempo né di interrogarsi sulla direzione né di ascoltare come sta. Il coniglio bianco non mi pare avesse l’aria sofferente in tutto questo, solo inconsapevole, come molte delle persone che sono perfettamente integrate nel sistema, tuttavia in me quella inquietudine che di fondo ho sempre avuto, saliva. Fino a quando non saremo consapevoli del sistema non lo potremo cambiare e non lo si può cambiare da soli.

Ciò che scrivo è solo il mio sentire, il mio punto di vista, mi scuso da ora se offende qualcuno e in ogni personale setaccio qualcosa resterà, il resto se ne andrà, con rispetto.

Qui, mentre la vita non corre ma scorre, ho modo di farmi domande e aspettare le risposte che immancabilmente arrivano. Altre volte non mi pongo alcuna domanda e vedo. Vedo tutte le volte che sono rimasta di là dietro la barricata e attraverso un recinto ho guardato la vita. Vedo che quei recinti li avevo creati io e che a più riprese mi ci sono imprigionata ben bene perché ne ho avuto bisogno, mi hanno dato la sicurezza che non avevo e spesso al prezzo della dignità. Vedo che è stato anche il modo per controllare il desiderio di sperimentare ed esplorare di cui avevo paura. Vedo che poi chiusa dentro a quei recinti ci sarei morta e li guardo con tenerezza e con gratitudine perché se non li avessi avuti non avrei sentito il desiderio, la fatica e la gioia di uscirne, consapevole che altro non sono se non il riflesso dei recinti interiori e che il lavoro da fare è molto profondo.

E sorrido quando riconosco la modalità di ricorrerci dentro appena qualcosa spaventa. Vedo l’alba, attendo il Sole sorgere ogni mattina ed ogni mattina è nuova, unica, irripetibile e sono le nuvole che la rendono speciale ed interessante, come nella Vita e come nella Vita immancabilmente arriva la luce. Serve fede e pazienza perché di certo arriva la luce ed il Sole torna a splendere, sta già splendendo al di là di quelle nubi, in risonanza con il nostro cuore, se ci connettiamo possiamo vederlo e sentirlo. Vedo i cani liberi e mansueti girare tranquilli per il paese e se per caso senti un cane abbaiare o guaire è legato, chiuso in un recinto o al guinzaglio. I cani liberi sono in pace col mondo e nemmeno si curano di quelli che ingabbiati latrano al loro passaggio, è un loro problema. Molto interessante. Vedo le volte in cui non si compiono le scelte che vorremmo pensando all’uno, all’altro, a come è consono e atteso comportarsi e nel frattempo siamo infelici, procuriamo infelicità per la frustrazione che ci torna e che in qualche modo infliggiamo “facendola pagare” agli altri e al nostro corpo. Vedo che spesso usiamo questo pseudo-auto-sacrificio per giustificare la nostra incapacità o impossibilità di compiere talune scelte. Ricordo una frase ma non il libro “preferiscono la malattia alla cura” e va bene così, ognuno ha la propria storia, se la crea come crede, come può, come sa ed è stupendo così. Vedo alcune persone venute in Messico per cambiare vita continuare a correre come il criceto, solo su un’altra ruota, perché non sono ancora libere dentro o, magari, piace loro così. Ognuno porta con sé le proprie gabbie e prossima al rientro riconosco una parte dei limiti che ho spostato e quelli su cui devo ancora lavorare tanto e che le prime e le uniche barricate da superare sono le interiori perché il resto non è che la loro proiezione. Osservo anche come spesso le persone di fronte a fatti, intendo semplici fatti di vita di qualcuno, si sentano chiamate ad esprimere un giudizio quando anche qualora fosse richiesta un’opinione dovrebbe rimanere un’opinione, un punto di vista. E mi rendo conto di quanto sottile sia il confine tra la premura, il senso di protezione e la manipolazione che rientra nella categoria “controllo”.

Da lì passo al sentire le conseguenze di questa modalità anche quando la matrice è il fin di bene. E soffro quando, come un faro che gira, si illumina la coscienza su quanto la maggior parte di noi sia controllato e controllore in un gioco nauseante. Mi piace pensare che sia solo al fine di vedere la barricata, perché fin che non la vedi, fino a quando non osservi dalla giusta distanza per poterla riconoscere e a percepire che si tratta di uno specchio, non puoi sentire il desiderio, avere la volontà, la forza e la tecnica per uscirne. Se arrivi a sperimentare quella “nausea” che è una benedizione si può andare verso la Libertà e quando ne avverti il profumo non puoi più rinunciarvi e non potrai mai più toglierla ad alcuno. L’effetto è radiante, una conquista non è mai fine a se stessa si espande incontenibile seguendo reti invisibili, in ogni direzione, su ogni livello. Sento che se oggi qualcuno conquista qualcosa di importante e di vero – che non ha nulla a che vedere con l’aver una casa più grande, guadagnare più denaro, prestigio sociale e il macchinone – poi sarà acquisita per se stesso, per i suoi figli e per tutte le anime che si trovano in risonanza e si specchiano.

Ci sono esperienze, come questa, “a lento rilascio”, tanto continuerà a muoversi anche quando sarò in Italia e so già che inizierò presto ad organizzare un ritorno qui.

Questo viaggio è iniziato con tante porte che si chiudevano e ora vedo solo porte aperte alle quali tornerò e che porto con me. Grazie a chi ha partecipato a questo viaggio interiore leggendomi. Ho scelto di condividerlo perché se è vero che l’esperienza serve a chi se la fa, penso anche che alle volte quella di altri possa entrare in risonanza e accelerare i propri processi, risparmiare alcune fatiche o semplicemente essere l’opportunità per guardare fuori e dentro da altri punti di vista. Buon Cammino.

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Informazioni sull'Autore

Alessandra Pizzi


il mio nome è alessandra pizzi mi occupo di ricerca, pratica e divulgazione di tecniche di benessere naturale dal 1997 con una formazione che abbraccia: Numerologia, Floriterapia, Reiki master dal 2002, Alchimia, Radionica e Radiobiologia Callegari, Acque di Luce ed Informate, Ilahinur, Riflessologia Plantare Olistica, Tecniche di Psicologia Energetica Integrata. Tengo percorsi di meditazione – In Cammino Verso Sé - seminari di Numerologia, Reiki, Ilahinur da molti anni ed il Cammino delle Acque della Dea per sostenere la rinascita del Femminile Divino. www.alessandrapizzi.it email: ale.vado@virgilio.it

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