Published On: mar, Nov 11th, 2014

I Liquami Interrati dell’Anima

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Negli occhi ancora le immagini delle ruspe, i brandelli appesi del ferro dei bidoni, il liquame denso colante e nello sfondo il rosso dei pomodorini campani maturi.

E’ doloroso come una ferita che sento nella carne e torno nostalgica al cuore nativo e a tutti i popoli, culture e anime che hanno chiaro il senso dell’appartenenza.

Potremmo analizzare per l’ennesima volta cosa è successo nel frattempo, quali deviazioni hanno condotto a tanta inciviltà che, in ultima analisi, è inconsapevole autolesionismo. Ogni sopruso, a ogni creatura, a qualunque regno appartenga, porta la matrice del vizio della separazione. E del vuoto d’amore. Il risveglio di massa alla consapevolezza dell’unità, dell’interconnessione tra ogni creatura dell’intero creato renderà qualunque forma di abuso inimmaginabile ed il pacifico rispetto sovrano.

Tuttavia non qui, non adesso, perchè ora vorrei condividere l’analogia e le domande altrettanto appiccicose che quella benna ha riportato in luce ed anche le risposte che ho sentito poichè essendo venuto in me il collegamento, sono la prima a dovermici confrontare. E’ UN punto di vista, amore e rispetto per ogni cammino.

Quanti liquami da rifiuti speciali si possono sotterrare nella propria terra interiore?

Quanti resti tossici nella vita possiamo più o meno consapevolmente aver impacchettato e nascosto ben bene cercando magari di dimenticare?

E quanti frutti quella terra ha prodotto apparentemente sani e gustosi tuttavia portatori di invisibili tossine e, aperta la via della contaminazione, trasmettendo agli altri lo stesso male?

Nella Tavola di Smeraldo il 3 volte grande Hermete dice “… ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per le meraviglie dell’unica cosa …” quindi ciò che è nel macrocosmo è anche nel microcosmo, ciò che è là fuori è come ciò che è qui dentro, e viceversa. Allora quella poltiglia indiscriminata è anche qua pronta come l’ombra a rivelarsi.

Il momento in cui avviene la scoperta è una benedizione, è la consapevolezza che si fa cammino di liberazione.  Certo si può anche per lungo tempo fingere di non vedere, di non sapere e coprire i segnali – magari con un viaggio, un acquisto, un antinfiammatorio – anche se la pancia SA benissimo che c’è qualcosa dentro che proprio non va… poi un giorno una ruspa tira fuori quei resti.

Potrebbe anche essere una sorta di déjà vu, qualcosa che si pensava d’aver già liquidato in passato che invece riaffiora. Può essere uno shock eppure è solo quando si sa, che se ne può uscire.

Avere la forza per guardare e scegliere di vedere, ascoltare e veramente sentire, è l’avvio del processo che ridarà il bene più grande, la libertà e con essa la dignità.

Si passerà attraverso la bonifica necessaria che potrà richiedere tempo e coinvolgere più livelli. Un cammino in cui non si è mai soli, che necessariamente dovrà comprendere la consapevolezza e il cambiamento di qualcosa affinchè risolto quel veleno non si inizi a produrne e stivarne altri.

Una responsabilità grandiosa ciascuno verso il proprio spirito, verso gli altri e chi viene dopo perchè c’è il rischio di lasciare ai propri figli eredità pesanti come macigni da spaccare che comprendono l’infelicità di non-scelte o di scelte contrarie alla propria natura.

Non è scorticamento ma liberazione, procedendo senza giudizio, con accettazione, prendendosi cura del proprio benessere, cercando di mantenere pensieri e stati d’animo positivi, di perdonarsi e perdonare, di liberarsi dagli attaccamenti e dal bisogno.

L’ascolto di sè e l’osservazione degli specchi – il riflesso che esperienze e persone ci rimandano – può rendere più semplice l’individuazione degli ambiti che richiedono bonifica, assieme a quella sorta d’abbandono, di accettazione dell’esperienza perché tutto ha un senso, anche se adesso proprio non lo si riesce a trovare.

E’ questo il momento storico di perseverare e alleggerire scrollandosi di dosso i resti del retaggio monacale di sacrificio di sé, riaprire le porte al censurato amor proprio e sperimentare la gioia senza per questo sentirsi di colpa.

Che grande opera! Questo è il risveglio e la rinascita a se stessi!

Siamo custodi di un pianeta meraviglioso, ogni istante assistiamo al miracolo del buon funzionamento di un meccanismo tanto complesso come il corpo in cui viviamo l’esperienza terrena, mentre ciascun pianeta, sistema, stella, galassia segue la propria orbita nella danza universale di cui siamo parte, nella perfetta armonia a cui possiamo respirando vibrare.

A tutti gioia e amore

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About the Author

Alessandra Pizzi

- Alessandra Pizzi, studiosa di scienze olistiche, esperta e formatrice di Numerologia. Ha sviluppato un personale metodo di lavoro interdisciplinare integrando percorsi di Alchimia, Radionica e Radiobiologia Callegari, Floriterapia e Riflessologia Plantare Olistica. Ha approfondito la ricerca sulla memoria dell'Acqua attraverso le Acque di Luce ed Informate e conduce seminari sul Cammino delle Acque Sacre della Dea, per la rinascita del Femminile Divino. Autrice di numerosi articoli e del libro In Cammino verso Sé. www.alessandrapizzi.it ale.vado@virgilio.it

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