Published On: ven, Mag 13th, 2016

L’anima non ha bisogno di idee ma di spazio: la danza e il silenzio

La Danza di Henri Matisse

La Danza di Henri Matisse

Un corpo che danza è un corpo che fa l’amore con il mistero. No, non ho detto che balla, ma DANZA. Danzare il corpo è celebrarne l’inconsistenza, non c’è niente di coreografico o rassicurante in questo. Danza arrendendosi a una forza che lo sostiene nell’assenza di gravità, non ci sono regole nel piacere del puro spazio dinamico, c’è l’urgenza, come un non potere fare a meno di …

Un grado zero di coscienza, è quello che commuove profondamente guardando un corpo che ritrova il movimento naturale delle sue membra, la fluidità delle ossa, l’ardore della pelle, la liquidità degli organi che riprendono a fluttuare nel dinamismo di un puro scambio di elementi: terra, acqua, aria, fuoco, etere puro spazio. A questo corpo fin troppo materializzato, o meglio oggettivizzato nel paradigma razionale che vuole possederne ogni singola parte come fosse un robot da rottamare, non c’è niente che più lo esalti quanto il silenzio mentale e la danza – che poi sono la stessa cosa! Il silenzio che diventa boato del tuono, ruggito della tigre, frastuono di onde oceaniche, ritmo di natura e decomposizione del corpo che torna al suo stato essenziale, crisalide di elementali, simulacro di bellezza perché tempio dell’anima. Una danza che diventa preghiera di gratitudine, sussulto di esistenza, canto di ebrezza, estatico languore che, solamente può accadere (perché non lo si fa accadere, ma accade) quando si accetta di morire, come per grazia ricevuta: non c’è più un ego, non più un Io che danza, né una personalità che dispiega le sue movenze, basta il movimento disobbediente a partorire partiture, la danza dello spirito che desta meraviglia e niente vuole significare se non la gioia stessa del danzare che diventa rapporto amoroso con tutto ciò che c’è di Invisibile (chiamiamolo pure dio se ci piace di più!).

Un boato di bellezza che galleggia su impronte di vento ovunque danzando, si passi, anche per sbaglio perché l’universo non commette errori, improvvisando l’anima con virgole di sentimento perché l’anima non ha bisogno di idee ma di spazio. L’anima non ha bisogno di idee, ma di spazio. Non di parole, ma di punteggiature nomadi su un foglio bianco. Non rincorse, ma pause. Nessuno sforzo personale, solo cedimento al ritmo che respira tutti i fiati del mondo. Ce lo ricordano continuamente tutte le forme più antiche ed esoteriche di spiritualità, dallo Shivaismo al Sufismo, quanto la danza sia l’estasi genitrice della creazione stessa. Come non lasciarsi ispirare dall’ebbrezza di Nataraja, il Signore della Danza, altro nome di Shiva, il tandava sfrenato ed eccitato che incarna il perfetto equilibrio tra la vita e la morte danzando su un demone incarnazione dell’illusione e della falsa conoscenza. Ananda Tandava, il danzatore beato di dionisiaca memoria che, folle di gioia, crea il mondo. (Sui vari aspetti simbolici di Shiva, ho parlato qui)

No, non c’è niente di rassicurante e coreografico in questo.
L’abisso che ti prende per mano e lascia che sia tu a fare il primo passo.

cignonero

Il Cigno Nero (Black Swan) è un film del 2010 diretto da Darren Aronofsky

“Se desideri ottenere un corpo di arcobaleno,
coltiva il gioco del puro piacere,
distaccato dagli oggetti del desiderio che vengono e vanno.
Non c’è altro modo per danzare nel cielo.
Coltiva il gioco del puro piacere che non ha oggetto esterno.
Trova i tuoi amanti e le tue amanti dentro di te.
Coltiva il gioco del piacere immoto.
Non c’è altro modo per danzare nel cielo.
Il seme del puro piacere è denso come un lago.
La danzatrice e il seme brillano e pulsano insieme.
Conquista il castello dell’unione interna,
l’intensa esperienza visionaria aumenterà, la tua visione si espanderà.
Sulle ali della perfetta creatività
coltiva il gioco del piacere immoto.
Il piacere della purezza originaria.
Sulle ali della perfetta creatività
coltiva il gioco del puro piacere” (Thonban Hla)

(da “Thonban Hla, la leggenda” di Selene Calloni Williams)

Guardate il video di Alessandra Barilla, ballerina, performer, danzaterapeuta e fondatrice, insieme alla fotografa Alessia Zuccarello del progetto AZAB che unisce opere di fotografia, videoarte e performance.

Pagine Facebook: Alessandra Barilla e AZAB

"Si, lo so: tu sei sempre stata con me prima di ogni pensiero" 2015 Foto ©Alessia Zuccarello

“Si, lo so: tu sei sempre stata con me prima di ogni pensiero” 2015 Foto ©Alessia Zuccarello – Nella foto: Alessandra Barilla

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“La mia vita è una danza che moltiplica all’infinito il mio corpo” Nella foto: Cecilia Martino

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About the Author

Cecilia Martino

- Nasco a Roma sotto il segno della Vergine. Anno 1976. Mi laureo in Lettere prima e in Filosofia dopo con una tesi dal titolo: "Poesia. Immagini dialettiche. La ricerca linguistica dell'indicibile". Approfondisco nel tempo i temi della Comunicazione linguistica e dell’Estetica coltivando, in particolare, una connaturata vocazione alla scrittura creativa e mitopoietica. Negli ultimi anni ho pubblicato 4 libri, la raccolta di poesie “illogicaMente” e alcuni saggi nella rivista di settore “Philosophema”. Studio e pratico Yoga, spiritualità e discipline orientali. Negli anni ho affrontato svariati studi di tutti gli Yoga classici, sia dal punto di vista pratico che teorico, frequentando seminari di approfondimento su Veda, Purana, Upanishad, Ayurveda, Sciamanesimo e Meditazione ad approccio Immaginale (con Diploma per Istruttori metodo IMMAN – Imaginal Mindfulness Meditation Approach Nontherapy- conseguito nel 2016). A Settembre 2016 conseguo il Diploma per Insegnanti Yoga rilasciato dalla Scuola Yoga Shanti Vidya SVYASA (Swami Vivekananda Yoga Anusandhana Samsthana) con una tesi dedicata a uno dei più grandi grandi filosofi e maestri spirituali dell’India moderna, Sri Aurobindo, infaticabile ricercatore e sopraffino poeta, nonché padre dello Yoga Integrale, uno yoga che supera lo yoga stesso in quanto vera e propria visione rivoluzionaria dell’esistenza! Professionalmente mi occupo di editoria web da oltre 10 anni, dal 2005 sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, ma il mio vero Lavoro è quello della ricerca interiore messa al servizio della crescita personale e collettiva. Attualmente vivo a Torino. Ho aperto un Blog dal titolo “Il mestiere del dare” ispirato alla condivisione della Gioia, uno stato creativo dell'essere di cui tutti dovremmo essere "portatori sani". Imprese memorabili: Vivere nel mondo ma non essere del mondo Il mio motto: Io mi contraddico. Sono ampio. Contengo moltitudini (Walt Whitman) http://ilmestieredeldare.blogspot.it/

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