Paste your Google Webmaster Tools verification code here
[adrotate group="6"]
[adrotate group="5"]
Published On: Gio, Nov 22nd, 2012

La Cura di Sé, Credenze ed Espressione Individuale

[adrotate group="4"]

(Articolo scritto da Stefania Somarè)

Il concetto occidentale di cura di sé affonda le proprie radici nell’Atene del V secolo, dove questo era un precetto fondamentale per la condotta sociale e personale, oltre che principio base dell’arte del vivere bene. Per gli antichi Greci, prendersi cura di sé significava in primis conoscersi: grande importanza veniva dunque data all’ozio creativo, ovvero al pensare in solitudine, alla scrittura e alla lettura, tutte attività che consentono un profondo contatto con se stessi. Meta finale del prendersi cura di sé era il raggiungimento dell’Eudaimonia, la felicità che deriva dalla propria autorealizzazione e dal vivere in armonia con il contesto, sapendo di esserne una parte attiva. Curarsi significava dare spazio alla propria natura più profonda, rendendo dei poteri le potenzialità individuali…

Oggi, la cura di sé è spesso affidata a qualcosa fuori da noi, che sia il farmaco, la Spa, oppure lo shopping. Un fatto grave, che genere infelicità. La mancata espressione delle proprie potenzialità rappresenta una mancata espressione della propria anima e può tradursi in malattia. In molti ambiti è oramai accettato che la malattia nasce nell’anima e solo in seguito si materializza nel corpo: su questo credo si fondi anche la moderna Psicosomatica che, contrariamente a quanto si usa pensare, mette in relazione l’anima, e non la mente, con il corpo. La parola “psiche” significa infatti “anima”. Per fare un esempio di questa correlazione, la mancata espressione della propria creatività e delle emozioni a essa collegate, così come l’incapacità o la difficoltà di mostrarsi al mondo per quello che si sente di essere davvero possono tradursi in malattie tiroidee. Un gruppo di malattie che sembra colpire maggiormente le donne… e “forse” non a caso.

Parlo di donne perché sono una di loro e non perché pensi che agli uomini sia stata concessa maggior possibilità di espressione: sono figlia di un ex alcolista e quindi ho esempi concreti che non è così. Per riprendere il filo del discorso, da secoli ci viene detto che nasciamo per essere madri e mogli e che la famiglia viene prima di noi. Poco importa se ce l’hanno detto: è scritto nella nostra memoria cellulare. E così, ci alziamo la mattina, prepariamo la colazione ai nostri cari, andiamo a lavorare, cuciniamo, puliamo, laviamo… fino a che, a un certo punto, una voce esplode dentro di noi e grida: “ED IO??”. A me succede ancora oggi! E meno male! Quella voce mi sveglia e mi spinge a evolvere, crescere, cambiare. Sono cresciuta con una nonna per la quale la famiglia era tutto e ho introiettato questo schema, facendo della famiglia la mia protezione e questa credenza ha influenzato le mie scelte passate… facendomi mettere in secondo piano il mio amore per l’avventura e l’importanza che la creazione artistica ha per il mio benessere. La voce è diventata così forte da bloccarmi, desiderando solo gridare, e rendendomi faticoso seguire l’ordine logico del pensiero, anche a lavoro. Così ho deciso di ascoltarla e di provare a ristrutturare, con calma, la mia vita, ridando importanza a ciò che è più importante PER ME.

Certo, ridare voce alle proprie potenzialità e farle diventare dei poteri effettivi che lascino un segno tangibile nell’esistenza e tanta serenità nell’anima richiede impegno, concentrazione e coraggio. Coraggio di lasciar andare antiche credenze e convinzioni che, in molti casi, non ci appartengono. <<Tutto molto interessante>>, direte voi… <<Ma come si fa?>> La mia risposta è: con l’azione! Se è vero che l’anima influenza il corpo, lo è altresì che il corpo influenza l’anima. E allora, l’azione e l’attenzione sono due potenti alleate per il cambiamento. Il tutto sta nel trovare un ambito concreto su cui poter lavorare. Per esperienza personale, vi consiglio le parole, simboli molto concreti che raccontano profondamente del nostro modo di essere e sentire. Vi propongo un piccolo esercizio: ascoltate quali metafore usate maggiormente nel parlare con gli amici, quali frasi sono per voi ricorrenti e fate lo stesso con i vostri scritti. Le parole e i costrutti che usate di più vi aiuteranno a scoprire le credenze che guidano la vostra vita. Quando ho iniziato a farlo mi sono per esempio accorta che in aula uso spesso metafore belliche, per raccontare come funziona il sistema immunitario e non solo… quando mi sono chiesta come mai, ne è uscita la credenza che “il mondo è cattivo e mi devo difendere”. Il che spiega come mai, sin da bambina, sono stata portata a vivere in modo diverso da come sentivo e mi sono ammalata di tiroide. Vedere e accettare le nostre credenze è il primo passo per poterle modificare.

Una volta individuate le nostre credenze, o una parte di queste, potremo chiederci se ci servono per vivere una vita appagante, oppure no. Sapremo così quali conservare e quali modificare, divenendo così i veri protagonisti della nostra esistenza. E probabilmente capiremo il motivo per cui ci comportiamo in un certo modo e abbiamo delle determinate reazioni… il che, di per sé, è già un gran bene!

© 2012 – 2018, Redazione di Quantic Magazine. All rights reserved.

[adrotate group="4"]

About the Author

Avatar photo

- Quantic Magazine è una rivista on line, un punto di ritrovo, una community completamente dedicata alla crescita ed evoluzione dell’individuo.Visitando Quantic Magazine potrai trovare articoli esclusivi, informazioni dal mondo dell’invisibile, dalla Fisica Quantistica alle ultime Tecnologie per l’evoluzione. Ma anche Ambiente, Bambini, Pratiche, Alimentazione, Consapevolezza, Miti, Tradizioni, Simbologie, Eventi, Libri e tanto altro! seguici anche su Facebook e twitter - @quanticMag

Lascia un Commento


[adrotate group="3"]