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Published On: Ven, Mag 23rd, 2014

Amore e Sessualità nell’Evoluzione Personale

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(Articolo scritto da Antonio Sbisà)

Quando, in quali condizioni, l’amore e la sessualità ci stimolano e ci fanno volare verso il divino? Quando, in quali condizioni, un amore sessuale ci eleva, ci perfeziona, ci espande? Come un rapporto ci può aiutare a crescere, ad evolvere? La storia ci aiuta poco, o sembra dirci il contrario: se una persona si vuole dedicare a Dio ed al prossimo, ecco che è stata sempre richiesta la castità, ecco che è sempre stato detto che il formare una famiglia non è molto compatibile con un impegno, con una vocazione. Parliamo delle religioni istituzionali tradizionali, ma parliamo anche in fondo di qualsiasi grande impegno creativo, scientifico, artistico o sociale, che in quanto tale sembra possa essere disturbato dal vivere un grande amore, un intenso rapporto. Come mai? Questi amori sembrano nascere fragili, insicuri, e le gelosie ed i sospetti sembrano spesso rendere incompatibili diversi grandi amori, anche quando questi possono riguardare, contemporaneamente, l’amore per se stessi, l’amore per una o diverse persone, l’amore per Dio o per un ideale creativo. Noi siamo tutti fatti di corpo, mente e spirito, e questi dovrebbero armonizzarsi nell’evoluzione di una persona, nella tensione della realizzazione di quell’individualità unica che ogni uomo è chiamato a formare plasmare e manifestare. Ogni amore vola quindi attraverso il corpo, attraverso la mente, attraverso lo spirito. L’amore offre entusiasmo, felicità, lievità, voglia di cantare al mondo la bellezza dell’amato, voglia di cantare al mondo la pienezza emozionale corporale spirituale che si sente, voglia di cantare al mondo la bellezza dell’infinito divino! La sessualità diventa il vortice, il motore, la traduzione espansiva di questo entusiasmo creatore. Ecco allora che un vero rapporto di amore, un vero amore sessuale, aprono una creatività dinamica, aprono, accendono amori, ispirazioni, progetti, creazioni, slanci. Spesso leghiamo giustamente la sessualità alla relazione con l’altro, ma dovremmo sentirla viverla prima di tutto come esplosione di una forza contemporaneamente corporale, emozionale, ed interiore, che si espande e sale attraverso la pienezza di un amore per se stessi e per il divino, che si alimenta di potenza, di coraggio, di mistero, di donazione, di abbandono. Ecco allora che fondendoci poi con l’altro, potremo effettivamente donargli un universo di amore e di entusiasmo.

Erotismo ed eroismo, coraggio e cuore: strane queste iniziali comuni… Se riportiamo la spinta sessuale a questa spinta creativa, che nasce proprio insieme alla massima apertura di un desiderio sessuale di amore e di fusione, allora chiaramente non esisteranno, non esisterebbero incompatibilità, fra un amore personale interpersonale ed una missione sovrapersonale transpersonale. Che cosa succede allora? Perché tanti amori che si credono emancipati, razionali, moderni, ricadono nella separazione fra l’amore e la creatività, fra la sessualità ed il misticismo? Abbiamo forse troppo tollerato il peso della materialità, della sicurezza, della negatività, ed ecco che queste ci hanno abituato a possedere le persone che amiamo. Ci siamo abituati a chiudere gli amanti nel cassetto, di qualsiasi amore si tratti. Ci siamo abituati a controllare il fuoco, ma lo controlliamo spesso facendolo spegnere, facendolo morire. Forse addirittura abbiamo perso il ricordo di veri fuochi accesi. In questo modo ci fermiamo, rallentiamo, aspettiamo, soddisfiamo qualsiasi bisogno di materialità e di sicurezza, in noi stessi e nell’altro. Ma possesso e sicurezza chiudono, pretendono, vincolano. In questo modo gli obiettivi primari diventano la sopravvivenza di un sistema consumistico ed egoistico, la sicurezza di un possesso stabile, si perdono di vista l’evoluzione e la creatività. Abbiamo allora un amore inferiore, una sessualità comune, dediti a rispettare i ruoli sociali, ad accompagnare con piccoli eventuali piaceri e con soporifere sicurezze abitudinarie, una vita di controllo, di staticità, di separazione. Non si possono possedere le persone, non si può possedere neanche se stessi. Se crescere vuole dire realizzare al massimo le proprie potenzialità, attraversare fasi di morte e di rinascita, trasformarsi nel flusso della creazione permanente, ecco che un rapporto si sviluppa creativamente se tutti e due gli amanti entrano in questa dimensione. Ecco allora che si possono coniugare l’amore e la coscienza, ecco allora che l’amore e la sessualità diventano un fuoco divino, l’entusiasmo della creazione irrompe e parla di una felicità cosmica. Si possono creare nuovi sentimenti, nuovi rapporti, nuove emozioni, nuove sessualità, nuovi amori, lontano dalle abitudini storiche e psicologiche, lontano dal conosciuto, verso l’esplorazione della meraviglia, dell’incanto, della beatitudine.

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