Published On: ven, Mag 24th, 2013

Transizione e Rinascita nella Nuova Onda

(Articolo scritto da Luca Ferretti)

Il tema del cambiamento è il focus sul quale in tanti siamo concentrati, sia quali sperimentatori diretti che come ricercatori, facilitatori ed insegnanti. Sento importante condividere un aspetto di questa specifica fase, personale e di questo momento, relativa anche al crollo degli stessi modelli di crescita personale ed accompagnamento che hanno avuto un grande ruolo in tempi pur recentissimi. Certamente è un punto di vista parziale, poiché sappiamo come ognuno di noi si crei il proprio percorso, ma osservo come vi sia una stanchezza nella mole di proposte che vengono presentate atttraverso schemi che oramai hanno perso la loro capacità di “attivazione”.

Se da una parte mi appare evidente che vi sia bisogno di stimoli per sostenersi nel cambiamento, anche in tante parti della nostra società che prima erano graniticamente collegate e radicate nei modelli tradizionali e che non ricercavano nuovi strumenti ed esperienze, d’altra parte è anche chiaro come necessitiamo di un nuovo linguaggio ed interazione che possa divenire efficace. Posso dire che vi sono dei circuiti nei quali si diffondono le informazioni che sono ristretti e che rispecchiano ed adottano codici di comunicazione molto precisi, settoriali e quasi elitari nei quali questa percezione è in parte attutita poiché non pienamente ascoltata a causa dei filtri connaturati a questi sistemi, non dando nemmeno voce al disagio che viene poi ricondotto a schemi di spiegazione rigidi autoreferenziali (ma non più efficaci). Vi sono poi diversi tentativi di comunicazione più ampia, semplificante e semplicistica, che hanno avuto il grande ruolo di portare nuove informazioni a molte persone ma che risentono anch’esse dei loro limiti strutturali giungendo ad una situazione di stallo e di incapacità di ulteriore espansione. Infine vi sono quanti consapevoli di questo stanno cercando il nuovo passaggio, di portarlo a manifestazione, ma ciò non appare affatto chiaro. Quindi posso dire che immersi in una nuova e poderosa transizione verso qualcosa che non conosciamo che ha elementi e dinamiche diversissime dal passato recente e che sento abbia elementi inediti di auto-attivazione.

Ci si illude, alle volte, che aver fatto un grande cammino sia stato “abbastanza” e si tende a voler consolidare i risultati ma la mia esperienza mi conferma, al contrario, una continua fluidità che impedisce di potersi strutturare eccessivamente se si vuole continuare a procedere nella riscoperta di sé. I vari aspetti della personalità che ora man mano costruiamo sono sempre più temporanei, tanto che se una volta una certa visione poteva permanere per anni o mesi, ora è possibile che questa sia cangiante a tal punto da essere non più qualcosa di flessibile e modulabile in blocchi definiti, quanto piuttosto un flusso o una fluttuazione di diverse dimensioni ed aspetti della nostra realtà in continuo movimento e che si intersecano tra loro: siamo al tempo stesso uno e molteplici, in un modo diverso che in passato.

Ogni mattina, praticamente, possiamo ricreare letteralmente la nostra visione della vita in modo più profondo e questo può creare una percezione di sé che è simile ad una non centratura, non equilibrio. L’esempio che posso fare è quello di un viaggio in nave ove non si è praticamente mai stabili ed in caso di “mare mosso” si può star male per gli effetti delle oscillazioni. I navigatori esperti, però, acquisiscono l’abilità di compensare questi movimenti tramite un processo di continuo aggiustamento del proprio equilibrio. Esso diviene evidente quando si scende di nuovo a terra e ci si accorge di come si abbia, “nelle gambe”, ancora l’abitudine ad una continua compensazione. Se questo esempio lo allarghiamo alla percezione della nostra vita e di come si evolve, capiamo che stiamo attraversando uno specifico incrocio di potenziali che stanno sollecitando l’emersione da dentro di noi di nuovi aspetti, più vicini alla nostra sorgente ed in parte distanti da quella manifestazione della personalità che sentiamo più quotidiana. E’ un ribollire di potenziali che però non mettono radici ma scompaiono inseguendosi l’un l’altro.

Vi è quindi una certa dimensione di scollamento tra flusso del cambiamento che procede sempre più veloce con aspetti della personalità che tentano di radicarsi ma che non trovano appoggi tali da permetterlo. Ciò può divenire, quindi, una sensazione di non essere “al 100%” ma ciò è, per quanto detto, il segnale che si è invece intenti in un nuovo processo, di un diverso genere rispetto al precedente. Se prima eravamo impegnati a smantellare delle architetture, ora sento siamo orientati a creare un diverso funzionamento ad un livello ancora più profondo e che investe le stesse regole di aggregazione-disgregazione dei nostri pensieri, sentimenti e quindi tendenze all’azione. Siamo più fluidi.

Questo scritto quindi non nasce per dare semplici risposte ed una “soluzione”ad una fase che invece è entusiasmante quanto complessa, ma per offrire un messaggio: siamo in un viaggio simile, nel quale ognuno di noi sta integrando una nuova forza, dinamica, consapevolezza. E’ la rinascita dalle onde, come antichi miti descrivono, che ci ricordano che proprio dalla fluidità può emergere la nuova Bellezza. Poniamo quale nostra sicurezza l’esistenza di questa nuova fase del cambiamento ed attiviamo quella curiosità che può rimettere in gioco tutto. Quanto siamo disposti a “lasciare andare” e “lasciarsi andare nella fiducia in sé stessi” per poter continuare in un nuovo orizzonte? La risposta a questa domanda potrà aprire, forse, nuovi spazi di comprensione e sperimentazione.

Per il mal di mare, inoltre, consiglio di sorridere alla vita consapevoli che il gioco dell’esistenza, seppur si può mostrare duro, ha sempre in sé una via di risoluzione… sempre.

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