Published On: ven, Lug 27th, 2018

Il Counseling della Gentilezza: quanto è importante nella relazione terapeutica?

Il Counseling della Gentilezza: quanto è importante nella relazione terapeutica?

La gentilezza nelle parole crea confidenza; la gentilezza nel pensiero crea profondità;
la gentilezza nel dare crea amore.” (Lao Tse)

Poche parole di uso quotidiano presentano una simile complessità etimologica.
Sorvolando sull’antico significato di ‘gentile’ in quanto ‘romano, non ebreo’ scelgo di ricorrere al significato di persona garbata, amabile nei modi, che si esprime con dolcezza e rispetto.

La gentilezza rappresenta una qualità dell’anima, una caratteristica etica in commistione profonda con il rispetto per se stessi e per ‘l’altro’: se sono gentile verso me stessa mi sarà più naturale e semplice esserlo anche con gli altri.
E’ importante distinguere ciò da una sorta di galateo che stabilisce alcune regole di riferimento per esprimersi e relazionarsi ‘formalmente’ nella società: questo è un livello superficiale che non necessariamente corrisponde all’espressione congruente con un lavoro interiore di osservazione di se stessi e di miglioramento costante, giorno dopo giorno, per trasformare facili giudizi verso gli altri in un’attitudine empatica naturale, che viene dagli altri percepita come ‘gentile’.

Per fare chiarezza: non mi sto riferendo alla gentilezza educata tipica dei rapporti fra estranei che viene nutrita da un ‘interesse’ (ad es. quella di un negoziante che è gentile con la propria clientela per assicurarsi la vendita dei propri prodotti o servizi).

La qualità di cui ci stiamo occupando è profondamente intrecciata al riconoscimento rispettoso della verità e dell’esistenza dell’altro ‘per come egli/ella è’, rendendo possibile la relazione su un piano di uguaglianza che può assomigliare alla fraternità e alla sorellanza.

Nella visione dell’Analisi Transazionale questo si sintetizza in modo semplice ed efficace nel motto ‘io sono OK, tu sei OK’, che corrisponde ad una relazione SANA, dove l’energia fluisce in modo rispettoso e dove, eventualmente, sono i comportamenti – e non la persona – ad essere valutati più o meno idonei, da supportare e incoraggiare oppure da modificare e trasformare.

Gentilezza significa saper ‘trovare la giusta distanza fra se stessi e l’altro’ nel rispetto dei confini propri e altrui, riconoscendo sia le similitudini, sia le opinioni differenti, cercando di accettare le cose esattamente come stanno.

“Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla.
Sii gentile. Sempre.” (Platone)

Il colloquio, in un contesto di Counseling, è sostanzialmente diverso dalla conversazione tra amici e dai colloqui
che si possono avere con una guida spirituale.
Il/la Counselor si affida all’intuizione che nessun altro al di fuori dello stesso cliente può conoscere qual è il suo problema e quali sono le modalità per poterne uscire. Personalmente mi capita di osservare sempre, e talvolta di esplicitare, quanto il ‘cliente’ porti con sé sia il problema sia la soluzione: nel primo quarto d’ora di esposizione dei propri vissuti si trova la ‘chiave’ per accedere ad un livello più profondo, ad una coscienza più ampia, grazie alla quale poter fluire insieme verso una nuova Visione delle situazioni.

Alcune di esse infatti potranno essere cambiate, trasformate, altre andranno semplicemente ‘accettate’ per ciò che sono poiché, molto spesso, si riferiscono a qualcun altro.
In questo processo i sentimenti e le emozioni sono più importanti rispetto al capire intellettualmente cosa sta succedendo.

“Sii un arcobaleno nella nuvola di qualcun altro.” (Maya Angelou)

E’ dunque fondamentale che il Counselor stabilisca un clima relazionale “speciale”, il cui calore e la cui accoglienza possano permettere al cliente di affidarsi, per poter contattare le parti di sé inespresse e negate e di autorizzarsi ad essere sempre più autentico, fino a raggiungere uno stato di maggiore benessere.

La gentilezza del mio cuore mi suggerisce come accompagnare chi ho davanti a me in questo viaggio interiore, di riscoperta di sé, di auto-stima e di altre specificità necessarie. Talvolta possono esserci parole ‘riformulate’ così da arrivare al cuore della persona ma osservo che molto più frequentemente si tratta di sguardi, di energia, di Presenza: il riuscire ad essere pienamente e completamente nel ‘qui ed ora’, completamente dedita al mio compito.

Talvolta anche il ‘tocco’ può essere un’espressione di conforto gentile che riporta facilmente il/la cliente nel presente, naturalmente è importante che esso corrisponda a determinate caratteristiche che fanno parte di una preparazione accurata e attenta e nel rispetto dei confini stessi della relazione terapeutica.

“Troppo spesso sottovalutiamo il potere di un tocco, un sorriso, una parola gentile,
un orecchio in ascolto, un complimento sincero, o il più piccolo atto di cura,
che hanno tutti il potenziale per trasformare una vita.” (Leo Buscaglia)

Qual è il mio modo di ‘fare Counseling?

Da quanto ho scritto finora, sarà forse facile intuire come io vivo la relazione di counseling ‘dalla poltroncina di chi aiuta’.

Spesso i mistici hanno parlato di un sapere che è come un ‘non sapere’. Cosa significa questo? Credo si tratti dell’attingere alla saggezza e non solo alla conoscenza, alla maturità che deriva dall’aver sperimentato in prima persona, dall’avere vissuto, sbagliato, amato, dimenticato.
Questo per me avviene durante ogni sessione, ogni “incontro”, quando riesco ad andare oltre la mente, quando non mi accontento solo di essere ‘lucida’ ma mi lascio essere, in contatto col cuore, guidata dal mio centro e dalla mia intuizione spirituale.

Ho imparato ad ‘ascoltare’ in modo accogliente e gentile, senza giudizio e senza aspettative; ad esprimermi con libertà, sperimentando come è bello percepire di essere veramente ascoltati e, attraverso questo scambio reciproco, osservare l’altro/a alleggerirsi e ritrovare parti di sé che si erano nascoste o addirittura volate via.

Il mio approccio è sinergico: focalizzazione sul Cliente, secondo gli insegnamenti di Carl Rogers, nel pieno rispetto dei valori di chi ho accanto, e fortemente impregnato della Sistemica, secondo la visione di Bert Hellinger e il suo metodo delle Costellazioni familiari.
Lo spostamento dell’attenzione della Persona-cliente verso un sistema più ampio al quale appartiene favorisce un livello di comprensione di sé in quanto ‘essere relazionale’, permettendo di relativizzare alcune situazioni vissute come conflittuali, percependo anche il punto di vista dell’altro / altri componenti del sistema (famiglia, gruppo di lavoro, ecc.).

Personalmente credo si tratti di un’espansione della propria coscienza.
Grazie a questo nuovo livello, la visione cambia, le risorse interiori vengono attivate e rese nuovamente disponibili per il benessere del cliente stesso.

Amo il mio lavoro e lo considero il compito della mia maturità, scelto a seguito di altre esperienze aziendali e sociali e palpitante dentro me come una missione semplice e discreta, da svolgere fino a che ciò sarà utile agli altri e a me stessa.

“Beato l’uomo che si rende disponibile al suo prossimo nel momento della sua fragilità”
(S. Francesco d’Assisi)

——————————-

Il 13 novembre si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza.
Ricorre infatti in questa data la giornata d’apertura della Conferenza del “World Kindness Movement” tenutasi a Tokyo nel 1997 e conclusasi con la firma della Dichiarazione della Gentilezza.

© 2018, Quantic Magazine. Vietata la riproduzione anche parziale dei testi senza l’autorizzazione della redazione. Tutti i diritti riservati.
Per eventuali richieste contattare la redazione: redazione@quanticmagazine.com. Grazie.

About the Author

Gabriella Crisci

- Ho studiato Lingue e Letteratura Inglese e Francese. Ho preso due Specializzazioni: in Psicologia dei Consumi ed in Analisi Transazionale orientata al Management, presso il Centro Eric Berne. In parallelo agli studi, ho fatto la mamma a tempo pieno! Ho insegnato privatamente inglese e italiano. Ho tradotto Saggi dall’Inglese e dal Francese in Italiano. Ho lavorato 10 anni come Ricercatrice presso l’Istituto DOXA. Sono stata per 12 anni imprenditrice, fondando un Istituto di Ricerche di Mercato. Poi la Vita mi ha portato a cambiare, a fare scelte più introspettive... Sono Master REIKI (Metodo Usui) e Operatrice di Reconnective Healing e The Reconnection (Formazione col Dr. Eric Pearl). Sono Consulente e Insegnante Registrata Aura-Soma presso l’A.S.I.A.C.T. Academy, ENGLAND. Sono Counselor, con specializzazione in Tecniche Corpo-Mente-Energia, accreditata nell’Albo di Assocounseling. Attualmente sono dedicata a facilitare il lavoro di evoluzione personale delle persone, sia a livello individuale (sessioni one-to-one) sia di Gruppo. Amo integrare tutte le mie conoscenze per offrire a ciascuno ciò di cui in quel momento ha maggiormente bisogno. Insieme a mio marito Giovanni Limonta, abbiamo frequentato la Scuola triennale di Spiritualità Francescana. Abbiamo svolto una Formazione Biennale in COSTELLAZIONI FAMILIARI e una Formazione annuale in Comunicazione, presso il Centro Studi Hellinger Italia. Abbiamo realizzato un SOGNO-PROGETTO-REALTA’ : un Nuovo Spazio - immerso nella Natura biellese, per svolgere Seminari e Lavori di crescita interiore di Gruppo. Nel 2010 abbiamo fondato un’Associazione (A.P.S. denominata AL CENTRO e affiliata al Circuito C.O.N.A.C.R.E.I.S. ) con l’intento di dare una forma sempre più armoniosa e concreta al nostro agire al Servizio delle persone. www.6alcentro.com Da circa 8 anni svolgiamo insieme Seminari di Costellazioni a Milano, a S. Eurosia e in altre Località italiane. La partecipazione ai nostri Seminari come Studenti in Tirocinio permette di ottenere Crediti Formativi.

Lascia un Commento