Scritto sabato 01 novembre 2014

In: Vivere Consapevole | 6 Commenti

Scopri come sfruttare la Paura per tornare nel Presente

libertà
Quando emergono in noi stati profondi quali: paura, tristezza, solitudine, rabbia, o il così diffuso male di vivere…cadiamo tendenzialmente e in modo naturale in una sorta di reazione a catena. Sì, perché quando accade qualcosa in noi, la nostra mente interviene, il nostro ego inizia a generare delle reazioni. Inizia un frustante dialogo interiore fra noi e la nostra mente: perché sei triste? Cosa ti angoscia? Con chi hai parlato negli ultimi minuti? Cos’hai visto che ti ha ri-stimolato? Tu dovresti stare sempre bene, essere sempre felice, possibilmente nella gioia, perché cadi in questi tranelli. Forse non sei abbastanza bravo? Forse ti sopravvaluti, e dunque? Che cosa facciamo adesso?

In queste circostanze diventiamo letteralmente schiavi della nostra mente e cerchiamo spasmodicamente soluzioni spesso molto articolate. Alcune di esse sono continuare a sorridere lo stesso, isolarsi e portare l’emozione al massimo e quindi dissolverla così. Potremmo continuare a porre domande a noi stessi, eseguire un così detto “scavo” ed estrarre le convinzioni e le strutture profonde responsabili di questo disagio. Va tutto bene.

In questi modi si risolve, certo, si fa percepire all’ego che qualcuno in casa c’è, che non è libero di fare quello che vuole della nostra vita…il che non è niente male!

Il dato di fatto è che queste azioni richiedono immensi sforzi e a volte, se non si identifica il giusto segnale di accesso, il cambiamento non è duraturo e il ritorno del disturbo una triste e frustrante realtà. Non sono quindi la soluzione più ecologica in termini di minimo sforzo e massimo rendimento.

Affrontando queste condizioni interiori nei modi sopra descritti potremmo perdere una grande, grande possibilità: quella di diventare maggiormente consapevoli, da subito e senza sforzo.

Un’esperienza per comprendere

Oggi alle 16:45 in me si è attivato uno schema. Non ho la più pallida idea di quale fosse. Ho iniziato a sentirmi privo di forze, triste, solo, confuso, insomma, avevo perso il mio centro. Immediatamente il mio ego ha iniziato a lavorarci su. Si perché lui le sa tutte. Dopo qualche istante lui (la mia mente) aveva già iniziato a dare spiegazioni e soluzioni al mio stato di disagio. Mi sono accorto che quel flusso di pensieri non ero io. Era certamente un dialogo interiore, spiegazioni razionali ad uno stato profondo, inconscio, imprevedibile.  So che la ragione non ha sufficiente potere  per attuare un cambiamento di stato in queste casistiche così forti. Lui (l’ego), la mente, può soltanto attenuare le sofferenze, magari anestetizzarle. Così, ho fatto uno switch immediato, ho seguito l’intuito un po’ più di altre volte. Ho interrotto il flusso prendendo consapevolezza che:

Non mi importa il perché questo stato è emerso, quali sono le cause e dove vanno ricercate. Non mi interessa nemmeno risolverlo perché non ne ho bisogno. Non lo giudico. Fa parte di me e io non intendo giudicarmi ma accettarmi, solo così posso innescare il vero cambiamento ecologico, la vera e definitiva catarsi. Io mi Amo. Igor, tu Ami! Sii permettente!“.

Nel momento stesso in cui ho accettato il mio stato di disagio, per quanto doloroso o alienante fosse, lui ha cessato di esistere.

Siamo dotati di poteri straordinari che si stanno manifestando ogni giorno in modo più evidente nelle nostre esistenze: uno di questi poteri è la capacità di osservare.

Quello stato di spleen decadente è stato rilasciato fino a lasciare spazio ad una sensazione di vuoto esistenziale, di neutralità che è divenuta a sua volta “Amore”. Amore, naturalmente, in quanto stato esteso a tutti gli esseri viventi, a Madre Terra, a Padre Cielo e all’Universo intero. Ero di nuovo nel mio “Centro”.

Ogni stato interiore che vibra a frequenze inferiori di quella dell’Amore “si dissolve”. Il potere dell’Amore è assoluto, sintonizzarsi su di esso brucia “istantaneamente” in una sorta di fuoco alchemico tutto ciò che non è Amore.

Oggi, dopo questa esperienza, ho conquistato una piccola conoscenza in più: quando la nostra mente vuole capire e risolvere un nostro stato apparentemente disfunzionale, in realtà lo sta complicando e radicando sempre di più in noi.

Lei ci porta così a resistere e rimanere immersi nel dramma e a reagire come macchine rubando tutta la nostra consapevolezza. Lei, la nostra mente (il nostro ego), ci sta in questo modo controllando e noi siamo in quegli istanti infiniti e dolorosi estremamente vulnerabili, deboli, ridotto a poco più di un robot.

E’ sufficiente un solo Istante del  nostro Ricordo di Sé che immediatamente siamo in grado di “vedere” il gioco perverso che qualcun altro sta giocando per noi, del trovarci fuori di scena perché il nostro ego lo ha deciso per noi per acquisire nuovamente il nostro potere invisibile e silenzioso. Allora la nostra mente si acquieterà, allenterà la sua morsa, i pensieri automatici scemeranno e finalmente potremo lasciare che la vita accada. Senza giudizio e senza sofferenza.

Se siamo un po’ consapevoli di cosa sta accadendo nella nostra vita e abbandoniamo il giudizio accettando completamente il nostro stato, le nostre emozioni contrastanti, il nostro pianto, la nostra tristezza, la nostra solitudine, ci sentiremo immediatamente meglio perché l’alchimia è stata attivata. La trasformazione di qualcosa di cui non siamo nemmeno consapevoli razionalmente sta già avvenendo e non perché abbiamo fatto uno sforzo, non perché dirigiamo noi la trasformazione ma semplicemente perché siamo diventati sufficientemente consapevoli e permettenti. Si, permettenti! Non resistiamo più al cambiamento e la magia si può manifestare.

Così, dopo questa meravigliosa esperienza il cielo cupo di nuvole è diventato bellissimo, affascinante. L’erba bagnata sbiadita dall’acqua, le foglie ingiallite che ci producevano poco prima malinconia, sono diventate bellissime. Una danza straordinaria di colori e la rappresentazione del ciclo della vita che in realtà ciclo non è perché tutto esiste sempre nel qui ed ora in tutte le sue forme e in tutti i suoi stati.

Ogni qual volta che ci sentiamo a disagio abbiamo una possibilità di trasformazione immediata, irreversibile e definitiva. Tarpare, silenziare, nascondere, compensare quel disagio è la tendenza sociale, attraverso ogni occupazione, sport, dipendenza, cibo, mondanità, farmaci, droghe, sesso.

I demoni così non vengono affrontati ma potenziati, la paura cresce a dismisura e un giorno, saranno loro, i demoni delle paure più recondite a venire a bussare alla nostra porta. E li, seduta stante, saremo costretti ad affrontarli, ma potrebbe essere troppo tardi, almeno per questa vita.

Occorre coraggio consapevole, quello di pagare il prezzo prima, quello di essere disposti a smetterla di ascoltare le storie che la mente ci racconta per produrre silenzio, lo stesso che servirà alla nostra Anima per parlarci, per comunicare con noi ad un livello straordinario, a condurci con i suoi silenzi eloquenti e caldi a compiere le scelte compatibili con la nostra missione di vita e così accompagnarci sulla via della Realizzazione.

Auguro a tutti noi almeno quella minima consapevolezza necessaria a riconoscere i tranelli della mente e il coraggio di essere permettenti perché la nostra Anima sa che cosa ci occorre e in accordo con l’Universo, in un sol battito di ciglia, ci può donare le magiche ali della Libertà.

“Dalla Luce, con la Luce, per la Luce.”

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Informazioni sull'Autore


Igor Bragato, nato ad Asti il 26 dicembre 1974, fondatore del gruppo Quantic, ricercatore e appassionato di olistica, metafisica, tecniche di evoluzione spirituale ed “alternative healing", è da poco passato all'alimentazione vegana crudista dopo anni di alimentazione vegan. Nel dicembre 2009 pubblica il suo primo libro come autore, "Luce: Appunti di Viaggio per la Tua Anima" che riscuote un ottimo successo e viene tradotto in Inglese e distribuito sul mercato internazionale digitale. Altre opere: l'e-book "Curva o Rettilineo?", disponibile sul mercato iTunes e il recente e-book "Il Metodo della Scala". Vive a Londra.

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