Published On: mer, Feb 4th, 2015

Dermoriflessologia® della memoria|come i ricordi ci influenzano

ricordi

Mentre mi appresto a scrivere questo nuovo articolo, mi accorgo che è il giorno della memoria. Sorrido perché in un anno e mezzo di pratica Dermoriflessologica, di episodi come questi me ne sono capitati parecchi.

Si chiama sindrome da anniversario, ovvero un evento importante che avviene in una ricorrenza significativa a livello familiare. Per questo mi è più volte capitato di persone che arrivano presso di me con una tematica di risolvere relativa a un genitore o a un avo e si accorgono facendo due conti che è proprio il loro compleanno, oppure la ricorrenza della morte, ecc.

Sembra assurdo che l’inconscio familiare si trasmetta attraverso le generazioni?

Eppure è proprio così che accade. L’inconscio si serve di cose “non-dette”, di immagini “semi-consce”, si serve dell’inconscio collettivo. È come se l’inconscio sapesse cose che noi non sappiamo e ci aiutasse nel percorso di crescita fornendoci le giuste informazioni al momento giusto, usando queste casualità.

Ma noi sappiamo che “nulla accade per caso” e quanto è difficile lasciare andare il dolore di una perdita.

Per questo accadono queste ricorrenze. Se chi ci ha preceduti, non è riuscito a lasciare andare questa sofferenza, ecco che il campo mantiene memoria di questo dolore e ci permette attraverso la sua ricomparsa di prendercene cura, di risolverlo, di lasciarlo andare. Per questo dovremmo essere un po’ più gentili con il dolore, egli è un grande alleato.

Quindi in definitiva quello che noi interiorizziamo a livello sottile sono le immagini, le rappresentazioni dei nostri avi, sia in maniera diretta perché nostra madre ce ne ha parlato, sia in maniera indiretta, tramite ciò che percepiamo essere stato il rapporto tra di loro.

Anne Ancelin Schützenberger, ideatrice di quella suggestiva disciplina chiamata psicoterapia trans generazionale e scrittrice di fama mondiale con il suo Best seller “La sindrome degli antenati”, ci spinge a fare chiarezza dentro di noi, ripulendo, facendo pace con queste rappresentazioni che influenzano la nostra vita qui.

Inoltre sta sempre più diventando palese per molti di noi che in questo momento storico l’inconscio collettivo chiede agli esseri umani di risplendere, e gli esseri umani, influenzando l’inconscio collettivo, stanno accelerando questo processo.

Quel gran genio del mio amico, il medico friulano Giuseppe Calligaris, era uno scienziato sui generis, decisamente in anticipo sui tempi, era uno di quegli uomini che non vengono capiti, che vengono rifiutati perché ciò che vedono è molto oltre quello che vedono gli altri. La storia è piena di esempi come il suo.

Nella sua vita di ricerca del connettere la pelle all’inconscio si è spinto molto dentro la tana del bianconiglio, forse sporcandosi la coda, ma riemergendone certo con molte idee che derivano direttamente dall’inconscio collettivo.

La placca cutanea è una piccola area di pelle in grado, secondo Calligaris, di connetterci con le memorie relative a uno specifico argomento, a uno specifico lasso di tempo (che può essere un anno o un settennio), a un genitore, a un avo. Entriamo nel dettaglio.

Lo scopo della Dermoriflessologia ® della memoria è di rivisitare lo spazio/tempo in cui è accaduto qualcosa che ha lasciato un segno dentro di noi, una vera e propria macchina del tempo che ci permette di rielaborare il vissuto, scaricare le cariche emozionali, sciogliere i legami con il passato, liberarci del fardello dei legami parentali.

Partiamo dal senso della placca cutanea. Se non comprendi i termini spiegati in questo articolo, puoi fare riferimento ai miei articoli precedentemente pubblicati su Quantic magazine.

Come puoi vedere dalla foto qui sotto, la stimolazione sia meccanica che elettrica della placca cutanea conduce, con un moto a spirale dall’esterno verso l’interno, prima a decongestionare le memorie relativa alla nostra vita, a ciò che ci è accaduto personalmente e poi, andando sempre più in profondità, ci guida alla risoluzione delle memorie degli avi, di quelle genetiche e infine, alle vita precedenti e poi a quelle dell’inconscio collettivo, a quelle universali, di specie.

Placche-cutanee-struttura-interna

Una stessa placca cutanea quindi, può essere stimolata svariate volte che sempre ci darà possibilità di rielaborare una memoria. Il viaggio verso l’infinito non termina mai. Lo scopo è trovare una dimensione di benessere globale.

Ma come accedere a queste memorie? E quali?

Ci sono differenti approcci al tema delle memorie trans generazionali e con la Dermoriflessologia ® abbiamo un numero abbastanza ampio di possibilità. Spesso la sensibilità dell’operatore fa da spartiacque, ci permette di focalizzarci sul tema rilevante, scartando l’ininfluente.

1) Lavorare direttamente sull’albero genealogico.

Le placche di madre e padre (differenti a seconda che la persona sia in vita o defunta) ci connettono direttamente agli aspetti della psiche legati ai nostri genitori. Attraverso i legami che abbiamo con loro, i sospesi, i non detti, la nostra psiche si forma in un particolare modo unico che rispecchia chi siamo. Molto spesso accade che la nostra vita appartiene più a loro che a noi. Se abbiamo dinamiche in sospeso, inconsciamente tendiamo a reagire come ci hanno insegnato (o in reazione contraria a questo). Pulendo invece queste memorie, emerge la nostra vera essenza, ciò che siamo veramente.

A queste placche si unisce quella degli avi che ci permette di accedere direttamente alle memorie trans generazionali per poter rielaborare aspetti legati ai nostri progenitori.

2) Le placche delle età.

placche-dell-eta

Calligaris ha identificato 100 placche, ognuna delle quali corrisponde a un anno della nostra vita. Ci è quindi possibile entrare in risonanza con l’anno in cui avevamo 25 anni, 3 anni, 42, ecc. Siccome la Dermoriflessologia ® contatta l’inconscio e va quindi oltre le limitazioni del tempo e dello spazio, possiamo indagare una placca di un anno che non abbiamo ancora vissuto e questo si rende molto utile nel lavoro trans generazionale. Ad esempio possiamo contattare l’età in cui è morto un nostro genitore, o l’età che aveva nostra madre quando era incinta o, ad esempio, l’anno in cui è accaduto qualcosa di traumatico ad un nostro progenitore.

Come vedi, le possibilità della Dermoriflessologia ® sono vicine all’infinito ed è possibile, anche con una semplice stimolazione meccanica (vedi articolo sulle placche cutanee), connetterci con le memorie e rielaborarle.

E ovviamente non ti ho detto tutto. Ci sono moltissimi aspetti della Dermoriflessologia che richiedono interi capitoli di spiegazioni. Continuando a seguire i miei articoli su Quantic Magazine potrai scoprire sempre di questa fantastica tecnica.

Alla prossima.

Max Volpi

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About the Author

Max Volpi

- Max Volpi è il presidente dell’Associazione LUCE che si occupa di diffondere strumenti di consapevolezza ed integrazione del vissuto personale con gli scopi “alti” della nostra esistenza. Pratica meditazione da oltre 15 anni attraversando molte tecniche in diversi periodi: dalla trascendentale, alle meditazioni di assorbimento, dalla Vipassana alla preghiera esicasta. Profondamente interessato alle religioni e alla spiritualità, integra nel proprio percorso la dimensione olistica, studiando la riflessologia plantare, i fiori di Bach, le tecniche di psicologia energetica quali Eft, di cui è Master practitioner, e Logosintesi®. È practitioner di Pnl, studia l’ipnosi conversazionale ericksoniana e le 5 leggi biologiche scoperte da Hamer. Operatore di Dermoriflessologia®, tecnica olistica di indiscutibile profondità, centro del suo lavoro. È fondatore dei siti: www.maxvolpi.com – www.ifioridibach.com - www.armoniaemozionale.it

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