Published On: Lun, Mar 4th, 2019

Suoni che curano OM NAMO BHAGAVATE – Il mantra di Mère

Qualsiasi suono, parole incluse, non sono che echi di Silenzio, la Vibrazione originaria, inesprimibile. E il silenzio ha un potere…

Tutto inizia e finisce dal e nel silenzio

Qualsiasi suono, parole incluse, non sono che echi di Silenzio, la Vibrazione originaria, inesprimibile.

La parola poetica è la voce più simile al silenzio, ecco perché tutti i più grandi maestri, guru, saggi, mistici di ogni tempo sono sempre stati anche spontaneamente poeti.

È dalla poesia che possiamo accedere più direttamente (…) a quella Vibrazione inesprimibile. Vedo l’espressione di Sri Aurobindo nella sua forma poetica, piena di un fascino e di una semplicità – di una semplicità, di una dolcezza, di un fascino penetrante – che ci mette in contatto diretto [con la Verità] molto più intimamente che non tutte quelle cose mentali“. (Da L’Agenda di Mère)

In Oriente, l’utilizzo secolare dei mantra ha lo scopo di sintonizzare la mente a questo silenzio primordiale a mezzo di particolari frequenze vibratorie che, appunto, risuonano con il diapason universale. Etimologicamente, la parola mantra deriva da “manas” (sostanza mentale) e la sillaba “tra” che sta per liberare, far agire. Sono pertanto strumenti di liberazione della mente: liberazione del suo potenziale creativo e liberazione dai contenuti condizionati.

Nel silenzio della mente si iniziano a distinguere con sempre maggiore chiarezza tutti i diversi piani di coscienza e, soprattutto, a disincagliarli dal rivestimento mentale e a catalizzarne piuttosto le differenti vibrazioni.
Nel silenzio è più facile riconoscere, sperimentandolo direttamente, che tutto viene da fuori: vibrazioni di desiderio, gioia, volontà, paura e che siamo noi (ovvero, la nostra personalità di facciata frutto di abitudini derivanti dall’ambiente in cui si è cresciuti, educazione ricevuta, tradizioni assimilate e fattori ereditari nonché karmici) ad aver preso l’abitudine di rispondere a certe vibrazioni piuttosto che ad altre.
Da qui l’utilizzo della ripetizione del mantra quale strumento di sintonizzazione a livelli vibratori più alti.

Scopri anche COSA SIGNIFICA IL MANTRA OM E COME RIPETERLO

In particolare, il mantra dello Yoga Integrale – uno dei più antichi dei Veda – “attiva” l’intenzione contenuta nelle sue sillabe sonore cioè il rilassamento, l’abbandono e l’apertura in nome della fiducia totale nell’amore divino che vanno a soppiantare l’abitudine coercitiva alla prudenza e il senso opprimente della paura, innescati nelle nostre cellule nel corso dell’evoluzione umana: la paura sta all’uomo primitivo che vive per sopravvivere come l’amore sta all’uomo spirituale, allo yogin che vive per la pura gioia di esistere.

Tornando al silenzio, che è la premessa fondamentale di tutta la ricerca integrale, c’è da dire – e soprattutto da sperimentare su di sé – che il silenzio interiore ha un potere: se invece di rispondere (reagire impulsivamente) a una certa vibrazione (ad esempio la rabbia di qualcun altro) si resta nella più assoluta immobilità interiore – che non sia padronanza di facciata mentre dentro si sta per esplodere, ma vero dominio interiore – quell’immobilità dissolve la vibrazione. La chiave della padronanza è sempre il silenzio, a tutti i livelli, e il campo d’esperienza migliore per progredire nell’uso consapevole delle vibrazioni è proprio la vita di tutti i giorni.

OM NAMO BHAGAVATE 

 

E ora torniamo al mantra scelto da Mère, all’anagrafe Mirra Alfassa, mistica francese, seguace e compagna spirituale di Sri Aurobindo, padre dello Yoga Integrale.

Lo Yoga del Corpo, della Materia, ha un ruolo cruciale nel Purna Yoga (Yoga Integrale) che è decisamente un viaggio dentro al corpo a livelli cellulari: è quello che – partendo dal presupposto che tutto sia vibrazione, corpo incluso – indaga sulla possibilità evolutiva di assorbire direttamente nelle cellule le vibrazioni sovramentali per eccellenza, quelle dell’amore incondizionato.

Il mantra Om Namo Bhagavate riconosce l’esistenza come amore e assenza di paura.

L’importanza della ripetizione del mantra nello yoga sovramentale di Aurobindo – che poi verrà continuato nell’esplorazione incessante di Mère nello yoga cellulare – parte dal presupposto fondamentale dell’esistenza come vibrazione. Anzi, vibrazioni di diverso tipo a seconda dei diversi livelli di coscienza.
La materia ha una natura vibratoria, il corpo stesso è vibrazione, dunque si entra nel corpo mediante le vibrazioni del suono (mantra) e del respiro (pranayama) e questa entrata nel corpo, negli strati più densi e grossolani della materia, può favorire la trasformazione delle condizioni fisiche della vita. […]

La ripetizione del mantra è uno strumento di risveglio introdotto da Mère dopo la morte di Aurobindo, a seguito delle sue sperimentazioni solitarie e sempre più approfondite sulla modificazione della materia e del corpo a livello cellulare.

Il mantra scelto da Mère è uno dei più antichi dei Veda, Om Namo Bhagavate che, nella sua versione estesa presente nel Rig Veda suona così: Om Namo Bhagavate Vasudevaya che vuol dire “Saluto la Verità Suprema nella forma di Vasudeva”; Vasudeva è uno dei volti di Krishna ma può essere simbolicamente recepito come l’aspetto amorevole e sapiente del divino, universalmente valido. Le vibrazioni contenute nel mantra sono quelle dell’amore incondizionato e, dove c’è tale tipo di amore totale, non può esistere paura.

Con il mantra si diffonde nel corpo l’assenza della paura, si creano nuove contagiose “abitudini” cellulari, quelle della “vibrazione di verità”, come la chiamava Mère per distinguerla dall’abitudine menzognera di essere sempre in trepidazione per qualcosa.
La mente fisica è una mente piena di paura, tuttavia essa non deve essere annientata. Nello Yoga Integrale, infatti, non c’è niente che viene negato, tutto deve essere inglobato cioè potenziato per poi essere superato in una forma migliore, più adatta a sviluppare il potenziale insito nell’evoluzione dell’uomo. Agendo nel corpo attraverso il corpo, la forza sovramentale mette in atto la trasformazione necessaria per il compimento di una vita divina sulla terra.

È tutta una questione di Coscienza Vibratoria

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About the Author

Cecilia Martino

- Nasco a Roma sotto il segno della Vergine. Anno 1976. Mi laureo in Lettere prima e in Filosofia dopo con una tesi dal titolo: "Poesia. Immagini dialettiche. La ricerca linguistica dell'indicibile". Approfondisco nel tempo i temi della Comunicazione linguistica e dell’Estetica coltivando, in particolare, una connaturata vocazione alla scrittura creativa e mitopoietica. Negli ultimi anni ho pubblicato 4 libri, la raccolta di poesie “illogicaMente” e alcuni saggi nella rivista di settore “Philosophema”. Studio e pratico Yoga, spiritualità e discipline orientali. Negli anni ho affrontato svariati studi di tutti gli Yoga classici, sia dal punto di vista pratico che teorico, frequentando seminari di approfondimento su Veda, Purana, Upanishad, Ayurveda, Sciamanesimo e Meditazione ad approccio Immaginale (con Diploma per Istruttori metodo IMMAN – Imaginal Mindfulness Meditation Approach Nontherapy- conseguito nel 2016). A Settembre 2016 conseguo il Diploma per Insegnanti Yoga rilasciato dalla Scuola Yoga Shanti Vidya SVYASA (Swami Vivekananda Yoga Anusandhana Samsthana) con una tesi dedicata a uno dei più grandi grandi filosofi e maestri spirituali dell’India moderna, Sri Aurobindo, infaticabile ricercatore e sopraffino poeta, nonché padre dello Yoga Integrale, uno yoga che supera lo yoga stesso in quanto vera e propria visione rivoluzionaria dell’esistenza! Professionalmente mi occupo di editoria web da oltre 10 anni, dal 2005 sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, ma il mio vero Lavoro è quello della ricerca interiore messa al servizio della crescita personale e collettiva. Attualmente vivo a Torino. Ho aperto un Blog dal titolo “Il mestiere del dare” ispirato alla condivisione della Gioia, uno stato creativo dell'essere di cui tutti dovremmo essere "portatori sani". Imprese memorabili: Vivere nel mondo ma non essere del mondo Il mio motto: Io mi contraddico. Sono ampio. Contengo moltitudini (Walt Whitman) http://ilmestieredeldare.blogspot.it/

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