Published On: lun, Dic 21st, 2015

Ecosofia: un’alternativa per il pianeta Terra

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La consapevolezza che l’Ecosfera si trova in una situazione molto grave a causa dell’espansione di un modello culturale umano (la civiltà industriale) sta entrando nella mentalità generale, anche se con molta difficoltà.

I principali problemi della Terra, e quindi anche della nostra specie, sono: la spaventosa sovrappopolazione umana (oltre 7 miliardi) e la sua crescita continua, l’abbattimento delle foreste (100.000 Kmq/anno), l’aumento della CO2 nell’atmosfera (da 280 a 400 ppm in pochi decenni), la distruzione della biovarietà, il consumo di territorio, le immense quantità di rifiuti, e gli altri gravi fenomeni conseguenti.

L’Ecosfera, che può essere considerata come un essere senziente, o anche soltanto come un sistema complesso in evoluzione, dovrà riportarsi comunque in condizioni vitali, o normali. Ogni tanto ci sono in Natura casi anche piccoli di sottosistemi “malati” (ad es. quando si moltiplicano i lemmings, o le cavallette): l’ecosistema locale provvede ad un ridimensionamento, di solito eliminando un gran numero degli esemplari più “agitati” della specie che si comporta in modo anomalo. Così dovrà fare l’Ecosfera con la civiltà industriale.

Per rendersi conto di come siamo arrivati alla situazione attuale, vediamo quali sono le visioni del mondo più diffuse oggi nell’umanità.

Ci sono tre religioni (filosoficamente uguali) che in pratica si autoconsiderano “le uniche che contano” e litigano sempre fra loro: i segnali più gravi sono oggi presenti proprio nell’ambito di quelle tre religioni, che hanno tolto il Divino dalla Natura, o tolto l’anima al mondo.

C’è poi un mondo “laico”, che di solito crede ciecamente a una scienza meccanicista-materialista ufficiale, che si comporta come una religione e parte da alcuni dogmi, come, ad esempio: che la Natura funziona come una macchina e le sue leggi restano invariate, che la materia non ha alcun genere di coscienza, che la mente è un prodotto soltanto del cervello, che i fenomeni psichici sono illusioni, e alcuni altri.

Come le tre religioni sopra citate, la scienza ufficiale materialista fa il possibile per allontanare ogni idea del divino, del mentale e dello spirituale dal mondo naturale. In pratica, è asservita all’economia, che considera il valore “vero”.
Le religioni e visioni del mondo di provenienza orientale hanno ormai in pratica poca influenza, ma c’è anche una religione più antica, senza rituali, che non viene mai menzionata, perché considerata “arretrata” o scomparsa: si manifesta in varie forme di animismo-panteismo, che forse erano anche antecedenti alla nostra specie, come si può intuire da queste parole di Jane Goodall:

Nel profondo della foresta di Gombe c’è una spettacolare cascata. Talvolta, mentre gli scimpanzé si avvicinano e il rombo dell’acqua che cade si fa più intenso, il loro passo si affretta, i peli si rizzano dall’eccitazione. Quando raggiungono il corso d’acqua mettono in atto scene magnifiche, alzandosi in piedi, ondeggiando ritmicamente da un piede all’altro, sbattendo le zampe nell’acqua bassa e in corsa, raccogliendo e lanciando grosse pietre. A volte salgono sulle liane che penzolano dall’alto e fanno l’altalena fra gli spruzzi dell’acqua che cade. Questa “danza della cascata” può durare dieci o quindici minuti, dopodiché può accadere che uno scimpanzé si sieda su una roccia, con gli occhi che seguono il percorso dell’acqua. Che cos’è, quest’acqua? Continua ad arrivare, continua ad allontanarsi, eppure c’è sempre. Probabilmente gli scimpanzé provano un’emozione simile a una meraviglia o ad un riverente rispetto. Se hanno un linguaggio parlato, se possono discutere delle emozioni che innescano queste magnifiche scene, ciò significa che hanno una religione animistica “primitiva”.

Torniamo alla situazione di oggi. L’opera alla quale la moderna società industriale si è dedicata, cioè lo sviluppo economico, comporta la sistematica sostituzione del mondo naturale, cioè il mondo reale frutto di tre-quattro miliardi di anni di evoluzione, con un mondo di manufatti umani. Quindi l’Ecosfera dovrà reagire. Come? Ridimensionando la specie “impazzita”.

Se dovesse scoppiare una guerra “tradizionale” globale, sarebbe una catastrofe anche per tutto il Pianeta. Siamo stati per 40 anni sull’orlo di un evento simile, ma non è avvenuto. Oggi invece stanno sorgendo fanatismi e contro-fanatismi a pelle di leopardo, in genere nell’ambito delle tre religioni abramitiche e della parte materialista-laica dell’Occidente. La causa è l’antropocentrismo, il pensare solo agli eventi della nostra specie, come fanno le “quattro religioni” sopra citate.

Un piccolo segnale di cambiamento in quel “pensiero unico” si è avuto con l’Enciclica Laudato Sì di Papa Francesco, in cui si trovano importanti accenni al valore in sé degli altri esseri senzienti, a una visione sistemica-olistica di tutti i processi e all’interconnessione fra i fenomeni e tutti gli esseri viventi. C’è inoltre il riconoscimento della necessità di passare a una decrescita dell’economia.
L’Enciclica resta un documento antropocentrico, dato che l’uomo è ancora “diverso”, è visto come un custode degli altri esseri e di tutto quello che lo circonda. L’antropocentrismo della Chiesa e di tutta la cultura occidentale è ancora ben presente, ma risulta assai attenuato: potrebbe essere un primo passo.

Forse potremmo un giorno arrivare, o ritornare consapevolmente, a un’altra religione, senza rituali: quella che vede, o sente, il Divino nella Natura. L’animismo-panteismo sarebbe una vera alternativa per l’Ecosfera, non una “verniciata di verde” al sistema attuale. Una visione del genere è fornita dall’Ecologia Profonda.
Viene spontaneo chiedersi se sia più materialista una visione del mondo in cui tutto è soltanto materia inerte, tranne una sola specie “privilegiata”, o un sottofondo di pensiero in cui qualunque entità naturale evidenzia lo spirito, la mente o l’Anima del mondo.

Esiste un alternativa?

L’ Ecosofia (Ecologia Profonda) può essere una reale alternativa di pensiero, e quindi di comportamento, perché:

  • riconosce il valore intrinseco di ogni entità naturale, vivente e non-vivente, annullando l’attuale strapotere dell’economia e limitando il raggio d’azione dell’industria e della tecnica;
  • pratica l’etica della compassione cosmica, capace di apertura universale, mentre l’etica corrente riguarda soltanto l’umano, soprattutto nei Paesi di tradizione giudaico-cristiana-islamica;
  • è collaborativa e prevede l’alleanza originaria tra uomo e Natura, con l’attenzione per l’armonia tra tutte le componenti, poiché ogni disarmonia è vista come elemento perturbatore dell’ordine dell’universo.

Il mondo umano deve essere orientato in modo ecocentrico, dato che i processi e i cicli della natura manifestano di per sé una saggezza che può ispirare anche la buona condotta degli umani.

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About the Author

Guido Dalla Casa

- Guido Dalla Casa è nato nel 1936 a Bologna, dove ha frequentato il Liceo Scientifico e si è laureato in Ingegneria Elettrotecnica. Dal 1959 al 1997 ha svolto l’attività di dirigente dell’ENEL nelle aree tecnica e commerciale della distribuzione, nelle sedi di Torino, Vercelli, Milano e Brescia. Ora vive a Milano, dove fa parte del Gruppo Ecologia ed Energia dell’ALDAI. Dal 1970 circa si interessa di filosofia dell’ecologia e di filosofie orientali e native. E’ docente di Ecologia Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini (Università di Urbino). Tiene corsi di Scienze Naturali ed Ecologia Profonda come docente volontario alla UNITRE di Saronno e in altre UNITRE dell’area milanese. Ha pubblicato alcuni libri: L’ultima scimmia (1975) per la Casa Editrice MEB, Ecologia Profonda (1996) per l’Editrice Pangea, Inversione di rotta (2008) per Il Segnalibro, L’ecologia profonda. Lineamenti per una nuova visione del mondo (2008) e Guida alla sopravvivenza (2010) per Arianna, Ambiente: Codice Rosso (2011) per l’Editrice Jouvence, oltre a numerosi articoli su varie Riviste, quasi tutti su argomenti di ecologia profonda.

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