Published On: ven, Mag 23rd, 2014

Rito ed Estetica Spirituale – Parte I

(di Milena Campanella)

Il ruolo della bellezza e delle arti nei rituali

Cos’è un rito? Un rito, per usare le parole di Antoine de Saint-Expéry in Il piccolo principe, “E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore.”
Il rito è un insieme di atti stabiliti e condivisi da tutti i partecipanti ed è strettamente connesso con il mito, la religione e la sfera del sacro.
Tramite i rituali si celebrano le festività, ma anche i momenti più cruciali del singolo e della collettività, come la nascita e la morte, il matrimonio e la guerra.
Il rito serve a “preparare il cuore”. Sia che abbia un fine sociale o che sia strettamente personale, il rito ha bisogno di una partecipazione emotiva profonda, senza la quale cessa di esistere. Per questo nel rito è necessaria una componente estetica.

Il culto e la preghiera hanno sempre mantenuto un intrinseco legame con la bellezza. In modi diversi, in ogni cultura e in ogni tempo, i riti sono stati celebrati facendo ricorso all’uso sapiente di elementi artistici e naturali; tutto ciò al fine di predisporre l’animo umano a ricevere i maggiori benefici dal rito stesso, di elevare i partecipanti verso dimensioni superiori a cui attingere per la loro crescita spirituale.
La bellezza, in questo caso, non rappresenta un fattore semplicemente decorativo e di pura apparenza formale, ma costituisce l’elemento fondante della celebrazione stessa. Il Bello, infatti, è uno degli attributi della Divinità, ed è proprio attraverso la bellezza che il Sacro può manifestarsi nella dimensione terrena.
La bellezza sensibile è, dunque, il riflesso di una bellezza superiore.

In tutte le religioni e in ogni cerimonia pagana, si è sempre prestata un’attenzione particolare al luogo del culto e alla sua architettura, alla disposizione degli oggetti sacri, agli aromi e agli incensi, alla musica e ai canti di preghiere o invocazioni.
Ogni cosa viene preparata in anticipo e progettata nei minimi dettagli, al fine di coinvolgere emotivamente tutti i partecipanti. Anche le vesti e gli ornamenti di chi officia il rito o di chi assiste assumono un significato simbolico e di appartenenza.
L’architettura, la scultura, la pittura, la musica, hanno da sempre rappresentato una parte essenziale della cerimonia, poiché costituiscono un valido sostegno per la buona riuscita del rito stesso. Sia le arti che l’estetica aiutano l’uomo ad elevarsi verso mondi invisibili e immateriali, ad evocare e a sottolineare la grandezza dell’evento celebrato. La bellezza e il decoro del culto consentono il passaggio dalla contemplazione della bellezza terrena alla contemplazione della Bellezza Divina.

Proprio a sottolineare l’importanza che riveste l’arte nella religione, nel sito web del Vaticano troviamo scritto quanto segue: “Fra le più nobili attività dell’ingegno umano sono annoverate, a pieno diritto, le belle arti, soprattutto l’arte religiosa e il suo vertice, l’arte sacra. Esse, per loro natura, hanno relazione con l’infinita bellezza divina che deve essere in qualche modo espressa dalle opere dell’uomo, e sono tanto più orientate a Dio e all’incremento della sua lode e della sua gloria, in quanto nessun altro fine è stato loro assegnato se non quello di contribuire il più efficacemente possibile, con le loro opere, a indirizzare religiosamente le menti degli uomini a Dio. Per tali motivi la santa madre Chiesa ha sempre favorito le belle arti, ed ha sempre ricercato il loro nobile servizio, specialmente per far sì che le cose appartenenti al culto sacro splendessero veramente per dignità, decoro e bellezza, per significare e simbolizzare le realtà soprannaturali.”

In epoca pre-cristiana, venivano celebrati riti pagani che sottolineavano l’unione dell’uomo con il divino esaltando soprattutto la bellezza della natura e del paesaggio. I luoghi di culto erano, oltre ai templi, le grotte, i boschi, le sorgenti… Gli oggetti e i fenomeni naturali erano considerati i simboli e la manifestazione della divinità. Oltre agli Dei, oggetto di culto erano il Sole, la Luna, la Madre Terra e i vari elementi della natura.
Le festività venivano scandite dal mutare delle stagioni, dai solstizi e dagli equinozi del calendario astrologico. Anche in questo caso si utilizzavano abiti cerimoniali, monili e piccoli oggetti scolpiti, musica e danze sacre…ma la bellezza, più che attraverso l’arte, si rifletteva tramite la Natura, considerata espressione della Divinità stessa.

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