Published On: ven, Mag 29th, 2015

Quale posizione occupa l’Uomo in Natura?

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La cultura occidentale considera l’umanità come “al di fuori” e “al di sopra” del resto della Natura, anche se sappiamo da circa due secoli che ne facciamo parte a tutti gli effetti. Il pensiero generale e il sentire corrente sono ancora dominati dall’idea che solo gli umani sono degni di considerazioni morali, al punto che tanti non se ne rendono neanche conto perché considerano ovvia la visione del mondo di maggioranza della cultura in cui sono nati. Con queste conseguenze:

– Si pensa che le uniche attività degne di attenzione siano quelle “per il benessere dell’uomo” senza accorgersi che, essendo la nostra specie nella posizione di un tipo di cellule in un Organismo, il nostro benessere coincide con la buona salute dell’Organismo, cioè della Terra;

– Ne consegue l’ossessionante primato dato alle questioni economiche, al denaro, al mercato e a tutte le amenità da cui siamo bombardati quotidianamente. Non ci si chiede neppure se questo sia davvero benessere, anche solo per gli umani;

– Non c’è alcuna considerazione per la Vita in sé, se non in quanto utile alla nostra specie o, nella migliore delle ipotesi, perché serve alla sua ricreazione. Gli altri esseri senzienti, i prati, le paludi, le foreste e addirittura tutto l’Oceano sono considerati “risorse”;

– Per piccoli presunti vantaggi “umani” si tengono comportamenti che distruggono la Vita come complesso, ritenuta “al di fuori”: si ignora la rete di relazioni di cui siamo parte insieme a tutti gli altri viventi e a tutte le entità organiche/inorganiche che ne fanno parte.

L’ossessione per lo sviluppo economico proviene da queste idee di fondo.

Comunque è probabile che le sofferenze apportate alla Vita debbano essere ripagate e che quindi ci si debba attendere un “ritorno” ad opera delle forze sistemiche, o, se preferite, ad opera della legge del karma (*).

Per usare le parole di Bateson: “La carenza di saggezza sistemica è sempre punita”.

Noi crediamo di sapere quasi tutto della Natura. Invece abbiamo trascurato di considerare la presenza di una dimensione spirituale che è presente in ogni ente naturale: umano-animale, vegetale, minerale, acqua ed aria comprese, con le montagne, le foreste, i torrenti e le paludi.

   In realtà la visione ideologica che ci fa credere unici e diversi cioè inconfondibili e migliori di tutti gli altri esseri viventi sul pianeta, è solo un curioso delirio di grandezza.   

Anche la scienza, che conosce la nostra posizione in Natura, non fa niente. Anzi, con le sue premesse essenzialmente materialiste, contribuisce in pratica al degrado del Complesso dei Viventi: solo di recente si è manifestata qualche tendenza in direzione diversa. Si tratta di piccole minoranze, anche se in fase di aumento.

Per concludere, un pensiero di Konrad Lorenz:

            L’idea che l’uomo sia sin dall’inizio dei tempi la meta prestabilita di ogni evoluzione naturale mi sembra il paradigma della cieca superbia che precede la caduta. Se dovessi credere che un Dio onnipotente ha creato intenzionalmente l’uomo attuale così com’è rappresentato dall’esponente medio della nostra specie, allora sì che dubiterei dell’esistenza di Dio.  

(*)Il termine sanscrito karma significa “la conseguenza dell’azione”: la legge del karma ci dice che ogni azione, anche mentale, avrà una conseguenza sull’entità che la compie.

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About the Author

Guido Dalla Casa

- Guido Dalla Casa è nato nel 1936 a Bologna, dove ha frequentato il Liceo Scientifico e si è laureato in Ingegneria Elettrotecnica. Dal 1959 al 1997 ha svolto l’attività di dirigente dell’ENEL nelle aree tecnica e commerciale della distribuzione, nelle sedi di Torino, Vercelli, Milano e Brescia. Ora vive a Milano, dove fa parte del Gruppo Ecologia ed Energia dell’ALDAI. Dal 1970 circa si interessa di filosofia dell’ecologia e di filosofie orientali e native. E’ docente di Ecologia Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini (Università di Urbino). Tiene corsi di Scienze Naturali ed Ecologia Profonda come docente volontario alla UNITRE di Saronno e in altre UNITRE dell’area milanese. Ha pubblicato alcuni libri: L’ultima scimmia (1975) per la Casa Editrice MEB, Ecologia Profonda (1996) per l’Editrice Pangea, Inversione di rotta (2008) per Il Segnalibro, L’ecologia profonda. Lineamenti per una nuova visione del mondo (2008) e Guida alla sopravvivenza (2010) per Arianna, Ambiente: Codice Rosso (2011) per l’Editrice Jouvence, oltre a numerosi articoli su varie Riviste, quasi tutti su argomenti di ecologia profonda.

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