Scritto lunedì 26 ottobre 2015

In: Esperienze | 4 Commenti

OM – il suono primordiale | Il violino divino (seconda parte)

OM

Vi sono culture che attribuiscono al suono l’origine della vita, l’OM è il suono primordiale. Il suono fondamentale da cui per scomposizione derivano le note così come dalla scomposizione del raggio di luce bianca vediamo i colori dell’iride, da questa prima scomposizione ogni sfumatura, ogni melodia è possibile, in ogni direzione a diversi livelli.

Il Verbo creatore. Fiat lux, e luce fu.

Dunque alla parola, al suono, è attribuito un potere costruttore, creatore.

Tuttavia nel mondo della dualità in cui viviamo, affinché la vita possa perpetuare se stessa, tutto ha un proprio complementare, notte e giorno, caldo e freddo, femminile e maschile … così il suono agisce sullo stato d’animo e può farci sentire leggeri o appesantire, può apportare un senso di benessere ma anche spaccare un bicchiere.

Lo stesso potere è nelle parole che proferiamo poiché con la voce si può curare, come già facevano gli Esseni – comunità religiosa vissuta in stato di ascetismo in Palestina nei pressi del Mar Morto tra il II secolo aC e II secolo dC conosciuti in particolare per le cure naturali, si trova che il termine derivi dall’aramaico e significhi “medici dell’essere” – o disgregare.

E quel potere è nei pensieri… stimati in circa 60.000 in un giorno. Di questi, quanti sono consapevoli?

Quindi possiamo scegliere quali suoni sentire e produrre, quali parole ascoltare e proferire e da quali e quanti pensieri lasciare affollare le nostre menti poiché con tutto questo stiamo costruendo, co-creando. Acquisire una tale consapevolezza da osservatori di sé ed agirla (pazientemente perché all’inizio si riesce solo a spot) conferisce un enorme potere e la libertà.

Prima lezione di violino…

alcuni violini appoggiati ad un teatrino “scegline uno”. Mi chiama l’imitazione di uno Stradivari e mentre ancora la mente lo stava analizzando e confrontando con l’idea che avevo di violino (credevo fosse più grande) ci entro in contatto e la sensazione è stata di ritrovare qualcuno di tanto amato dopo secoli e ancora mi emoziona. Il Messico mi è risalito dai piedi appena sono scesa dall’aereo e il violino dalle mani, in quel momento. Accade qualcosa di irreversibile.

I grandi maestri nella vita non si incontrano soltanto tra le persone fisiche, in passato lo sono stati una gatta speciale che mi ha rappresentato la vita e la morte, una pianta con i suoi fiori da cui è nato un rimedio, una piccola di zenzontle, il passero dai 400 suoni caduta dal nido e l’accudimento corale coi genitori, ora il violino. Quando il grande maestro non è una persona fisica l’esperienza attiva un livello di comunicazione speciale, fuori dalla dimensione abituale, telepatica.

Mentre incantata osservavo l’armonia delle forme, l’eleganza e la bellezza disarmante del violino, il mago mi spiegava che con lui vieni fuori come sei, ti spoglia, non funzionano maschere e giri di parole. Ora so che così facendo ti avvicina all’essenza. Iniziamo sciogliendo polsi e caviglie, la flessibilità parte dal corpo e mi sono resa conto nei giorni a seguire esercitandomi quotidianamente che senza entrare in quello stato di abbandono nulla è possibile. Sciogliendo il corpo, vuotando la mente, acquietando le emozioni ecco che si raggiunge una sorta di accordatura interiore e il suono può manifestarsi. Lo perdi, magari per una interferenza e riproduci la stessa disarmonia che si è creata dentro. Il violino, come una meditazione, può essere il tramite per ritrovare quello stato di flusso, ponendo corpo e strumento, nella più ampia visione olistica, in perfetto rapporto biunivoco.

Se il suono è l’origine della vita, la musica, portatrice di bellezza, come un arcobaleno, è il ponte tra la dimensione terrestre e quella animica e lo strumento alla stregua del corpo è il mezzo che libera l’anima di cui strumento e corpo si colmano, li attraversa per poi propagarsi con le sue onde, sulle sue ali.

Ernst Chladni, fisico e musicista tedesco alla fine del 1700 fu il primo a rendere manifesti gli effetti del potere creativo del suono utilizzando proprio un archetto di violino per trasmettere vibrazioni ad una lastra su cui veniva versata sabbia fine o sale. Dimostrò che in base all’intensità delle frequenze i granelli di sabbia o di sale reagivano vibrando e creando precise forme geometriche.

Gli studi di Chladni furono ripresi nel secolo scorso da Hans Jenny medico svizzero cui è riconosciuta la paternità della Cymatica, o Scienza delle Onde che studia il fenomeno del suono che crea le forme (la prima pubblicazione risale al 1967). In internet si trovano video di esperimenti molto interessanti in cui è possibile osservare che più alta è la frequenza trasmessa e più complessa è la figura geometrica che appare, che il passaggio dall’una all’altra forma è istantaneo e che al cessare della frequenza si ripresenta il disordine iniziale della materia versata sulla lastra.

Il passaggio istantaneo dall’una all’altra forma è la stessa percezione che ho avuto fin dalle prime lezioni di violino con il mago che crea abilmente mattone per mattone le condizioni affinché si possa fare il passaggio successivo e a più riprese mi sono ritrovata stupita ad un piano sopra senza la percezione di aver salito le scale. Il dono dell’insegnamento è cosa rara da trasmettere con la cura e la sapienza di un abile tessitore, con allegria e grande generosità riuscendo a sdrammatizzare, incoraggiare e semplificare i passaggi più complessi.

Nel 1975 a Parigi Benoit Mandelbrot (20/11/1924 – 14/10/2010), matematico e ricercatore di origine polacca, osservando la rappresentazione grafica di svariati fenomeni – mercato finanziario, andamento dei prezzi, dissipazione delle tempeste, conformazione dei fulmini, andamento delle coste colse un andamento che denominò frattale. La ripetizione di una medesima forma geometrica, esattamente uguale a se stessa, ripetuta in scala diversa all’infinito e quindi prevedibile. Coniò il termine “frattali” che seppe esprimere con una formula matematica ed oggi si parla di matematica e di geometria frattale. Da una piccola parte si può risalire all’intero, pensiamo a una foglia di felce, a un fiocco di neve, al DNA… fino alla visione olografica dell’universo.

Cito con riconoscenza inchinandomi alla sua recente scomparsa lo scienziato giapponese Masaru Emoto (22/7/1943 – 17/10/2014) che ha compreso come rendere visibile l’informazione registrata dall’acqua. Sulla base della frequenza memorizzata i cristalli dell’acqua, che a quel punto possiamo definire “informata”, portata ad una certa temperatura e fotografata, presentano forme armoniche o confuse e disgregate in risposta al messaggio trasmesso. Sono stati eseguiti esperimenti che dimostrano che l’acqua registra anche i suoni, rivelando grande armonia e bellezza nei cristalli esposti a musica classica ed evidenziando una risposta particolare al suono del violino. Nel libro “la risposta dell’acqua” è riportata la fotografia dei cristalli dopo un brano di Bach suonato sulla corda sol del violino. Mentre con la musica eseguita a pianoforte i cristalli somigliano a singole gocce, con il suono del violino i cristalli d’acqua appaiono tra loro uniti.

Questa particolarità risuona con l’esperienza di mondomusica alla fiera di Cremona nel padiglione dedicato ai liutai in cui contemporaneamente venivano suonate svariate decine di violini “ognun per sé”, qualcuno accennava brevi pezzi e altri semplicemente testavano pregiati strumenti con qualche arcata… eppure la risultante era in una parola sola “armonia” e trasmetteva una percezione di grande benessere tanto interiore quanto a livello di energia fisica disponibile.

Nel padiglione dedicato al pianoforte l’effetto di più strumenti suonati contemporaneamente era fastidioso, stancante, rumoroso e creava disagio, pesantezza. Sensazioni che riportano agli studi di Emoto sull’acqua in cui ha ritrovato la formazione a singole gocce nei cristalli da pianoforte e cristalli tra loro uniti nel suono del violino evidenziandone un potenziale da solista o aggregativo totalmente coerente con quanto era stato percepito.

(Leggi qui la prima parte dell’articolo)

(Leggi qui la terza parte dell’articolo)

(Leggi qui la quarta parte dell’articolo)

 

© 2015, Quantic Magazine. Vietata la riproduzione anche parziale dei testi senza l’autorizzazione della redazione. Tutti i diritti riservati.
Per eventuali richieste contattare la redazione: redazione@quanticmagazine.com. Grazie.

Informazioni sull'Autore

Alessandra Pizzi


il mio nome è alessandra pizzi mi occupo di ricerca, pratica e divulgazione di tecniche di benessere naturale dal 1997 con una formazione che abbraccia: Numerologia, Floriterapia, Reiki master dal 2002, Alchimia, Radionica e Radiobiologia Callegari, Acque di Luce ed Informate, Ilahinur, Riflessologia Plantare Olistica, Tecniche di Psicologia Energetica Integrata. Tengo percorsi di meditazione – In Cammino Verso Sé - seminari di Numerologia, Reiki, Ilahinur da molti anni ed il Cammino delle Acque della Dea per sostenere la rinascita del Femminile Divino. www.alessandrapizzi.it email: ale.vado@virgilio.it

Scopri tutti gli articoli di:

Lascia un Commento